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Traduzione a cura di Maria Grazia Ordanini – Revisione: www.iocresco.it
Recentemente si è fatta molta pubblicità riguardo l’Analisi Comportamentale Applicata come approccio all’autismo. Ma esattamente cos’è l’ABA? Come possiamo sapere se un programma di intervento ABA funzioni? Come possiamo selezionare per la prima volta un analista comportamentale ed essere sicuri che non abbiamo scelto qualcuno non formato adeguatamente su tale metodologia? Quali diritti hanno chi usufruisce di tali servizi, per essere sicuri di ottenere un trattamento efficace?
Conoscendo tutte le difficoltà che devono affrontare i genitori di bambini o ragazzi autistici, la sezione per l’autismo del Cambridge Center for Behavioral Studies, esaminerà queste ed altre domande dando le informazioni necessarie per poter scegliere con serenità a chi dovrà usufruire dei servizi ABA.
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Traduzione a cura di
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– Revisione: www.iocresco.it
Per Identificare, Selezionare, e Valutare gli Analisti del Comportamento che Operano con Persone con Disordini nello Spettro dell’Autismo a cura del Gruppo d’Interesse Speciale per l’Autismo (SIG) dell’Associazione per l’Analisi del Comportamento.
Il Gruppo d’Interesse Speciale per l’Autismo (SIG) dell’Associazione per l’Analisi del Comportamento asserisce che tutti i bambini e gli adulti con disordini nello spettro dell’autismo hanno diritto all’istruzione effettiva e al trattamento basato sul migliore risultato scientifico disponibile. Purtroppo, molti interventi per l’autismo, dopo una ricerca profonda, non si sono dimostrati efficaci; altri si sono dimostrati inefficaci o dannosi. (Vedere Celiberti, Buchanan, Bleecker, Kreiss, e Rosenfeld, 2004; COSAC, 2004; Green, 1996; Jacobson, Foxx, e Mulick; 2005; Smith, 1996.) La ricerca ha ampiamente documentato l’efficacia dei metodi dell’analisi del comportamento applicata (ABA) nell’istruzione e trattamento di persone con autismo. (Ad esempio, vedere Howard, Sparkman, Cohen, Green, e Stanislaw, 2005; Lovaas, 1987; MADSEC, 1999; Matson et al., 1996; Reparto di New York della Salute, 1999; Sallows e Graupner, 2005; U.S. Surgeon General, 1999.) Sebbene vada oltre lo scopo di queste direttive, il SIG dell’Autismo raccomanda agli utenti di informarsi sul supporto scientifico per tutti i trattamenti dell’autismo. L’Associazione per la Scienza nel Trattamento dell’Autismo e il Centro di Cambridge per gli Studi Comportamentali ospita siti web che forniscono agli utenti un gran numero di informazioni sui trattamenti per l’autismo, visitate www.asatonline.org e www.behavior.org ).
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– Revisione: Maria Grazia Ordanini
Cos’è il comportamento verbale? Quando descriviamo quello che facciamo con le parole, probabilmente diciamo che con esse tentiamo di comunicare delle cose: informazioni, sentimenti, idee, emozioni o pensieri. Ma facciamo qualcosa di ancora più fondamentale con le parole. Le parole ci danno un modo molto efficace per influenzare il comportamento altrui. Comunichiamo argomenti o informazioni oppure veicoliamo pensieri o idee perché gli altri spesso agiscono sulla base di essi; esprimiamo sentimenti ed emozioni perché spesso gli altri agiscono diversamente nei nostri confronti. Leggete questa splendida introduzione al comportamento verbale.
Le ricerche hanno dimostrato che il numero e la qualità delle parole che un bambino sente nei primi anni di vita hanno un impatto fortissimo sui circuiti fondamentali del cervello umano. Lo sviluppo del vocabolario di un bambino è strettamente legato alle prime esperienze del linguaggio e alla capacità di pensare razionalmente, risolvere problemi e ragionare in astratto. Imparate come potete contribuire a migliorare le abilità linguistiche del bambino.
Introduzione al Comportamento Verbale (Verbal Behavior)
di A. Charles Catania
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– Revisione:
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Parlare Subito, Parlare Spesso
Anche prima che il bambino impari a parlarvi, quello che gli dite, quanto e con quale frequenza può avere un profondo impatto sulle loro successive capacità linguistiche e di apprendimento. I ricercatori dell’Università del Kansas hanno scoperto che il numero e la qualità delle parole che un bambino sente nei primi anni della sua vita hanno un impatto molto significativo sui circuiti fondamentali del cervello umano. Lo sviluppo del vocabolario di un bambino è strettamente legato alle sue prime esperienze di linguaggio e alla sua capacità di pensare razionalmente, risolvere problemi e ragionare in astratto.
Alcune prove evidenti:
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di Stefania Terracciano
La nascita del nuovo centro ‘Una breccia nel muro’ è una risposta attesa da tempo per quanti si trovano a lottare per superare le difficoltà di approccio all’autismo, ne parliamo con Leonardo Fava responsabile della struttura.
La comunità scientifica internazionale definiva con il termine ‘autismo’ un disturbo pervasivo dello sviluppo con gravi deficit nelle aree della comunicazione, dell’interazione sociale, dell’immaginazione, caratterizzato, inoltre, da diverse difficoltà comportamentali. Molta strada è stata percorsa da tali prime osservazioni, elaborate da Leo Kanner (1943) e Hans Asperger (1944). In particolare, gli ultimi anni sono stati scanditi da ricerche specifiche in campo neurobiologico, neuropsicologico e neurochimico.
Oggi sappiamo con certezza che una diagnosi precoce ed un intervento mirato ed intensivo sono elementi imprescindibili per raggiungere progressi significativi nel trattamento dell’autismo. Questo il principio primo sul quale è nato il nuovo Centro per la cura dell’autismo, “Una breccia nel muro”. E’ oramai ufficiale ed è una realtà verso la quale guardano gli addetti ai lavori anche internazionali, un primo Centro di reale "accoglienza" a 360° per bambini con l'approccio ABA e per i loro riferimenti diretti: i famigliari e gli insegnanti di sostegno.
Il primo Centro italiano in grado di assicurare un trattamento precoce e una vera e propria full immersion formativa per le famiglie, promuovendo un programma specifico, che mette in grado tutti i protagonisti, di affrontare, anche tra le pareti domestiche, le complesse dinamiche che lo spettro autistico porta con sé.
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