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Domande più frequenti sull'Analisi Comportamentale Applicata (ABA faq) (297.88 kB)
Prefazione a cura di iocresco.it
Un documento utilissimo, tradotto in italiano grazie alla traduttrice Maria Grazia Ordanini (
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) a cui va il nostro più sincero ringraziamento. Il documento è stato tratto dal sito di uno straordinario e generoso papà di un bimbo iperlessico, Richard Saffran, che ha messo a disposizione nel sito da lui gestito una serie di documenti preziosi per aiutare i genitori a fare le scelte migliori nel difficile percorso del recupero dall’autismo. Il sito di R. Saffran http://rsaffran.tripod.com/ è intitolato Risorse ABA per la guarigione dall’autismo, i disturbi pervasivi dellp sviluppo e l’iperlessia. Il documento originale è raggiungibile al link http://rsaffran.tripod.com/faq.html e racchiude le principali domande che ogni genitore si pone nell’iniziare un programma ABA (Applied Behaviour Analysis). Le risposte vengono fornite da Richard Saffran grazie all’esperienza acquisita, pertanto, seppure non molto puntuali dal punto di vista tecnico, le risposte risultano essere di semplice esposizione e forniscono pratici suggerimenti ed il prezioso punto di vista di un genitore.
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Abstract
Dopo un intervento comportamentale altamente intensivo, un gruppo sperimentale di 19 bambini con autismo in età prescolare aveva raggiunto migliori risultati scolastici e più alti QI rispetto a un gruppo di controllo di 19 bambini simili, di 7 anni di età (Lovaas, 1987). Lo studio attuale è un follow-up dei risultati precedenti sugli stessi soggetti all'età di 11,5 anni. I risultati hanno mostrato che il gruppo sperimentale ha mantenuto i miglioramenti rispetto a quello di controllo. I 9 soggetti del gruppo sperimentale che avevano raggiunto i risultati migliori all'età di 7 anni, ricevettero valutazioni molto approfondite che indicavano che 8 di loro non erano distinguibili dagli altri bambini nei test di intelligenza e nel comportamento adattivo. Perciò il trattamento comportamentale può produrre miglioramenti a lungo termine per molti bambini con autismo.
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Di Robert Schramm, MA, BCBA analista comportamentale responsabile dell' Istituto Europeo Knospe-ABA, per l'intervento ABA/VB per l'autismo
I genitori impegnati nell’aiutare i loro bambini a superare gli effetti dell’autismo si trovano quotidianamente di fronte a molti problemi. Come consultant che lavora con le scienze dell’AppliedAnalysis e del Verbal Behavior raramente riesco a trascorrere una giornata in cui non mi si faccia una domanda che implica la domanda “Come posso fare perché mio figlio______?” ; in genere la frase finisce con “stia seduto a tavola quando mangiamo”, “non corra in mezzo alla strada”, “usi la toilette” o con una celle migliaia di cose diverse che i bambini con autismo non fanno quando gli viene chiesto. Il problema con queste domande è che sono tutti sintomi dello stesso problema. Raccogliere idee per affrontare uno di questi sintomi, ci dà solo una toppa finché non si presenta il nuovo sintomo.
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Jill Kuzma - 001 Le capacita di assumere la prospettiva (156.79 kB)
Traduzione a cura di Francesco in collaborazione con www.iocresco.it
Documento originale: http://jillkuzma.wordpress.com/perspective-taking-skills/
Le capacità di assumere la prospettiva hanno le loro radici in una competenza cognitiva chiamata “Teoria della Mente”, la cui definizione formale è “la capacità di comprendere gli stati mentali altrui”, ovvero i loro pensieri, sentimenti, desideri, motivazioni, intenzioni. Le persone utilizzano queste informazioni per valutare i comportamenti degli altri, predirre ciò che gli altri stiano per dire o fare, e valutare il proprio comportamento sociale e modificarlo di conseguenza. Le carenze nella Teoria della Mente possono dare origine a difficoltà in questi ambiti: essere sensibile ai sentimenti altrui, comprendere il significato nascosto dei discorsi, conoscere in anticipo ciò che gli altri pensano del proprio comportamento sociale e comprendere le regole sociali “non scritte”.
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Jill Kuzma - 003 La consapevolezza e la gestione delle emozioni (139.25 kB)
Traduzione a cura di Francesco in collaborazione con www.iocresco.it
Documento originale: http://jillkuzma.wordpress.com/emotion-awareness-and-management/
La “consapevolezza delle emozioni” si riferisce alle capacità legate alla comprensione ricettiva dei segnali di comunicazione non verbale come le espressioni del viso, il linguaggio del corpo e il tono della voce. Inoltre si riferisce anche alla comprensione delle categorie delle emozioni, del vocabolario emozionale, e della gradualità delle emozioni. La “Gestione delle emozioni” si riferisce al modo in cui lo studente esprime nella comunicazione le emozioni, e come utilizza i segnali non verbali quando comunica con gli altri. In sostanza, l’aspetto della “consapevolezza” va associato al linguaggio ricettivo mentre la “gestione” va associato al linguaggio espressivo.
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Jill Kuzma - 002 Le abilita di conversazione (161.27 kB)
Traduzione a cura di Francesco in collaborazione con www.iocresco.it
Documento originale: http://jillkuzma.wordpress.com/conversation-skills/
La conversazione è alla base delle relazioni sociali. E’ attraverso la conversazione che impariamo dagli altri e sviluppiamo esperienze condivise. Purtroppo, per molti dei bambini con difficoltà nelle aree del linguaggio sociale, la conversazione è come una danza veloce, che richiede alla persona sia di interpretare che di esporre più prospettive, ed interpretare ed utilizzare sottili segnali non verbali, flessibilità di pensiero, capacità di ascolto attivo, attenzione condivisa e, ovviamente, capacità di comunicazione verbale. Oltretutto ci sono anche svariati tipi di conversazione, ognuno con le sue convenzioni sociali. La chiacchierata futile, il discorso persuasivo, il discorso per mostrare supporto o empatia ad una persona, o la conversazione volta al fine di costruire legami, hanno tutti delle regole differenti. Queste regole vengono tipicamente apprese attraverso “l’osmosi” dovuta all’attenta osservazione da parte dei bambini, oltre ad una serie di aggiustamenti successivi. E’ chiaro che gli studenti con problemi di linguaggio sociale spesso necessitano di istruzioni molto dirette per apprendere i fondamenti e le sottigliezze della conversazione.
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