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Mariposa school Training Manual - Capitolo 7 Insegnare al bambino a giocare Stampa E-mail

Traduzione a cura di Tiziana Spalla – Revisore: Daniela A.R. Alemanno

 

Mariposa School - Training Manual Italiano iocresco_Cap07

Spesso, quando si dice ai genitori che la prima cosa che vogliamo che facciano è insegnare ai loro bambini a chiedere quello che vogliono, ci viene detto “Ma loro non vogliono nulla!”. Tutti i bambini vogliono qualcosa e ci sono cose che possiamo fare per aumentarne la varietà e il numero. È essenziale insegnare al bambino ad apprezzare molte cose, così da accrescere le opportunità di insegnare e, allo stesso tempo, di fornire loro attività per prendere parte a ciò che, più che“stimolante”, è divertente (rinforzante). 

L’importanza di insegnare a un bambino ad amare il gioco non può essere sovraccaricata. Mentre è certamente possibile insegnare al bambino a indicare figure, a imitare azioni e a ripetere parole in un contesto artificiale o inventato, il bambino non sarà in grado di fare lo stesso in modo funzionale se non gli insegniamo ad usare ciò che incontra nel “mondo reale”. Inoltre, se questi oggetti del mondo reale (giocattoli, giochi, persone) non sono rinforzanti per il bambino, avremo una sua “EO” nella risposta soltanto se si trova in questo contesto artificiale (seduto a un tavolo) con stimoli artificiali (video, caramelle, dolcetti). Per cui, un obiettivo da raggiungere in ogni programma, dovrebbe essere quello di abbinare rinforzi stabiliti (cibi, contatti, odori, ecc.) a nuovi oggetti di modo che al bambino possano piacere sempre più cose (rinforzi condizionati). 

Per poter scegliere il tipo di giocattoli o attività che possono piacere al bambino, facciamo attenzione al tipo di comportamenti auto stimolatori che compie per scoprire il modo in cui reagisce a una varietà di immagini, suoni, sapori e movimenti nell’ambiente (stimoli). Le domande allegate ci aiuteranno ad imparare da ogni singolo bambino. Potete non conoscere, fin da ora, le risposte ad alcune domande. Per rispondere alle domande, provate a offrire varie immagini, suoni, contatti, e sapori e vedete come reagisce il bambino. Una volta trovate le risposte alle domande, usate le informazioni ottenute per riuscire a determinare il miglior tipo di giocattoli o di attività da utilizzare con il bambino. Alcuni suggerimenti vengono forniti in base alle informazioni ricavate. 

La cosa più importante da ricordare è che, ogni volta che si introduce un nuovo giocattolo o una nuova attività, questo deve essere “associato” a un “rinforzo”. In altre parole, bisogna accoppiare qualcosa che il bambino potrebbe non amare molto con un’altra che sapete che gli piace. In questo modo non avrete nessun problema a scegliere nuove attività da introdurre. Qualsiasi rinforzo può essere usato come comparazione. Per esempio, se al bambino piace essere tenuto stretto, associate questa azione alla lettura di un libro. Se è attratto dalle cose che roteano, scegliete giocattoli o attività che presentano parti rotanti. Se ama le vocine sciocche, usatele quando giocate con lui. Se gli piace la musica, cantate o aumentate l’inflessione della voce quando interagite con lui. 

Una volta “agganciato” il bambino o trovata l’attività a lui congeniale, possiamo insegnargli a richiedere le attività o forse a richiedere vari pezzi o parti all’interno dell’attività. Se il bambino è non-verbale, è possibile insegnargli a richiedere l’attività usando gesti o figure. Nella prossima sessione, discuteremo dei modi per determinare il sistema aumentativo più appropriato da utilizzare. Potete fare una pausa prima dell’ultima parola per vedere se il bambino la inserisce. È in parte una risposta interverbale, ma anche un comando se il bambino risponde all’attività continua. 

Molti dei primi giocattoli o delle attività scelti, per proporli al bambino, possono essere considerati giocattoli auto-stimolatori. Per esempio, trottole, ruote, ingranaggi, pezzi di nastro. In altre parole, se lasciato solo col giocattolo, il  bambino può decidere se guardarlo o interagirvi di continuo, in modo ripetitivo. È importante non lasciare che il bambino giochi col giocattolo in questo modo perché, come detto in precedenza, i comportamenti auto-stimolatori tendono a rinforzarsi. Noi non vogliamo aumentare tali comportamenti lasciando al bambino accesso illimitato a quei giocattoli. Ciò che stiamo cercando di fare è collegare i rinforzi (giocattoli stimolanti) col parlare e interagire con voi. Sono questi i giocattoli che possono essere tenuti o portati in un posto specifico e con cui giocare solo se utilizzati da un adulto. È importante che l’istruttore mantenga il controllo sull’oggetto, o sulle parti dell’oggetto, per far sì che il bambino riceva lo stimolo e non si concentri  sull’istruttore! Se trovate un giocattolo o un’attività che attrae il bambino, cercate di trovarne altre che possano offrire al bambino uno stimolo uguale o simile. 

Un altro genere di giocattoli da tenere in considerazione sono quelli che combinano il principio “causa-effetto”. Per esempio, autolavaggi che spruzzano realmente acqua, fornelli che fanno le bolle quando cucini o lavandini giocattolo che se premuti spruzzano acqua. Se il bambino impara ad apprezzare la “causa effetto” nel giocattolo, potrete fare in modo che il bambino vi risponda se siete voi stessi a controllare la parte del giocattolo. Per esempio, se il bambino vuole vedere le bolle nella cucina, vi chiederà di cucinare se siete voi a tenere il fornello.

Uno dei più grandi errori che si fanno è quello di sedersi a giocare con il bambino e cominciare a fare un sacco di domande. Questo non è giocare, è fare un interrogatorio, e il bambino lo può trovare antipatico. Dovete, invece, evitare di fare domande e limitarvi a giocare con lui/lei.

Per esempio, a molti bambini piacciono le vocine “sciocche” e le intonazioni esagerate, soprattutto ai bambini che amano la musica. Se questo è il vostro caso, potete contare o dire la stessa successione di parole con voce “melodica” mentre giocate.

Per esempio, se state usando col bambino la terapia del pallone, potete dire “palla rimbalza, palla rimbalza, e cade giù”. Fate girare la palla attorno al bambino mentre dite “giù”. Se ciò viene fatto ripetutamente e il bambino si diverte, è probabile che vediate il bambino guardarvi come in attesa di qualcosa quando state per dire “giù”. Se fate una pausa prima di dire “giù” è probabile che sia il bambino stesso a dirlo al vostro posto. Cercate di non limitarvi semplicemente a raccontare ciò che vedete fare al bambino, ma prendetene parte. 

Per esempio, se il bambino sta facendo girare un trenino su un binario, prendete un altro trenino e fate finta di scontrarvi col suo o inseguite col vostro il suo trenino lungo il binario. Se lui ripete la stessa attività di continuo, interrompetelo in maniera giocosa. Per esempio, se il bambino corre attorno alla stanza afferratelo al volo e fatelo “volare” in alto per la stanza.

Alcuni bambini devono stare per un po’ a contatto con un nuovo giocattolo prima di interagirvi. Se è così che fa il vostro bambino, limitatevi a lasciare il giocattolo nella stanza per alcuni giorni senza toccarlo. Iniziate gradualmente a giocare voi col giocattolo, quando il bambino è nella stanza ma sta lontano. Lasciate che il bambino vi veda mettere il giocattolo in un posto da cui può essere visto, ma non preso. Aspettate che sia il bambino ad avvicinarsi a voi mentre state giocando col giocattolo piuttosto che fare il contrario. Semplicemente perché, se il bambino fugge dal giocattolo la prima volta che lo vede, non vuol dire che non lo apprezzerà in seguito.

Rendetevi conto che alcuni bambini si divertono giocando con lo stesso giocattolo o ascoltando più volte la stessa storia raccontata allo stesso modo. Perciò, un giocattolo che sembra piacere al bambino mentre sta giocando con la mamma non lo attrarrà allo stesso modo quando gioca col papà. Se vi accorgete che succede questo, osservate la persona con la quale apprezza il giocattolo o l’attività, vi potrà servire per capire a cosa il bambino reagisce. Forse sarà una vocina sciocca o il modo in cui viene pronunciata una parola. Seppure non dobbiamo necessariamente incoraggiare questo apparente bisogno di “identicità”, possiamo però usare le informazioni per determinare come usare lo stesso giocattolo come divertimento (rinforzo) per il bambino, ma in maniera diversa. 

Ricordatevi che alcuni bambini si entusiasmano sempre di più interagendo con alcuni giocattoli, soprattutto se si tratta di giocattoli auto-stimolatori. Se il bambino sembra diventare molto attivo, e non vi sembra più in grado di focalizzare ciò che state facendo, fate una pausa e scegliete un altro tipo di attività in grado di fornire stimoli diversi.

Per esempio, se un bambino comincia a saltellare su e giù battendo le mani mentre gioca con una trottola, chiedetegli di sedersi,  poi fate una pausa e cominciate a leggere un libro in uno spazio racchiuso o fate dei “finti sandwich” con i cuscini. Dovete fare attenzione a non rinforzare involontariamente dei comportamenti negativi reagendo al comportamento del bambino. Usate le informazioni, ma siate pronti a cambiare attività quando il bambino mostra un comportamento desiderato. 


Giochi iniziali 

Le seguenti tecniche di insegnamento sono state create per aumentare l’interesse del bambino nei confronti di persone e giocattoli. Ricordatevi che lo scopo, a questo punto, è che il bambino vi permetta di prendere parte al suo gioco e che voi diventiate parte del rinforzo che sta ricavando dalla situazione. 

Costruire le basi. Ripetete di continuo le stesse parole o sequenze o movimenti, sempre allo stesso modo, poi fate una pausa.

 

Esempio: Giocate a fare cucù. Dite “Bu bu settete!” mentre vi avvicinate al bambino con una coperta in testa. Mentre il bambino vi sta aspettando, noterete un sorriso e uno scambio di sguardi man mano che vi avvicinate. Il bambino può scoppiare a ridere quando vi togliete la coperta. Se vedete che sta per farlo, fermatevi appena prima di dire “Settete!”. Sarà il bambino stesso a dirlo o a tirare la coperta che avete in testa. 

Fate qualcosa di inaspettato. Ripetete un’attività allo stesso modo poi d’improvviso cambiate la routine.

 

Esempio: Se il bambino sta mangiando un biscotto, dite “Ho fame” e dirigetevi verso il biscotto facendo finta di morderlo. Dopo che il bambino ha sopportato questo per un po’ di volte, andate verso di lui e fate dei forti rumori come se steste mangiando.

 

Esempio:  Se il bambino sta ripetutamente raccogliendo palette di sabbia o riso e le guarda scorrere dentro un secchiello, fate finta di mangiarle! O coinvolgete nel gioco uno dei suoi personaggi preferiti (Elmo? Barney?) perché sia questo a “mangiare”.

 

Imitate ciò che sta facendo il bambino e poi fatene un gioco.

 

Esempio:  Mentre state facendo una passeggiata, il bambino si mette a raccogliere pigne. Raccoglietele anche voi dicendo: “Ne ho trovata una! Ecco”. Ditegli: “è il tuo turno. Ecco” mentre sta raccogliendo una pigna. Se il gioco va avanti, potrete continuare a raccogliere pigne e disporle in cerchio o in un altro modo e giocare al gioco dell’”ecco”.

 

Interrompete il “gioco” del bambino bloccandolo scherzosamente.

 

Esempio: Il bambino sta facendo di continuo su e giù da uno scivolo in casa, usando dei cuscini scaraventatelo a terra. Afferrate la sua gamba (dolcemente) mentre è in cima allo scivolo e “scuotetelo” dicendo:” Oh, no! Ti ho preso!”. Se il bambino sorride vuol dire che si sta divertendo. Aspettate lo scambio di sguardi col bambino. O, se il bambino sta girando intorno, fatelo cadere sui cuscini del divano, oppure mettete dei cuscini per terra e gettatevi su questi.

 

Associate parole/suoni a quello che fa il bambino.

 

Esempio: Mentre il bambino sta disegnando, dite:”disegna, disegna, disegna” o “gira, gira, gira e stop”, o “su e giù, su e giù”. (Descrivendo ciò che sta facendo il bambino). Usate le intonazioni della voce che più piacciono al bambino (musicale, fievole, esagerata). Così facendo è probabile che il bambino usi queste parole/suoni in seguito.

 

Usate espressioni facciali e movimenti del corpo esagerati per mettervi in evidenza.

 

Esempio: Spalancate gli occhi, cadete a terra con un grande “boom!”, piangete con la bocca spalancata e asciugatevi le “lacrime” con le mani.

 

Create significati. Anche se non pensate che il vostro bambino dica parole reali, ascoltate i suoni che produce e agite come se avessero senso.

 

Esempio: Mentre disegnate, il bambino farfuglia qualcosa il cui suono è simile a “sole”. Prendete subito un pennarello e disegnate un sole come se il bambino vi avesse chiesto di disegnarlo.

 

Introducete altri “personaggi” nel gioco.

 

Esempio: Il bambino si diverte se lo fate rimbalzare su un pallone. Prendete un altro giocattolo e lasciatelo rimbalzare sul pallone. Se il bambino allontana il personaggio dalla palla dite:” Via, Elmo” mentre il bambino lo allontana.

 

Giochi successivi 

Ogni bambino è diverso per cui bisogna osservarlo attentamente per capire quando è il momento di aggiungere più “pretese” alle attività. Quando il bambino vi chiede un giocattolo o un’attività, potete aumentare il numero di cose che cerca prima di raggiungere il risultato finale.

Per esempio, se il bambino vi chiede più volte di giocare con la palla, mettetela dentro un contenitore trasparente, insegnategli a chiedervi di “aprire” il contenitore. Poi, potete insegnargli a chiedervi di far rotolare o rimbalzare la palla oppure potreste avere diverse palle colorate tra cui farlo scegliere. L’importante è non aumentare le richieste troppo velocemente, perché il bambino potrebbe non voler più giocare. In questo modo si rischierebbe di “uccidere il rinforzante”.  

In sostanza, l’aumento eccessivo delle richieste porterebbe alla perdita del valore dell’attività. È questo il caso di quei genitori che dicono che il loro bambino amava giocare con un giocattolo o svolgere un’attività e poi di colpo non gli piace più. Un altro caso in cui si rischia di “uccidere il rinforzante” è dedicare troppo tempo a una stessa attività, non risulterebbe più rinforzante (staticità).

Per esempio, il bambino ama davvero giocare con voi con i palloncini, ma se lo fate 10 minuti al giorno, tutti i giorni, non sarà più così divertente. Di tanto in tanto interrompete un’attività quando il bambino ne è fortemente attratto, ma siate certi di sostituirla con qualcosa che risulta realmente rinforzante. Esplorando di continuo nuovi giocattoli e attività il bambino si diverte e,  aumentando gradualmente le richieste e variando con frequenza le attività, potete migliorare la resa di un giocattolo o di una attività. 

Alcuni bambini possono avere pochissime attività preferite e non vedere di buon grado l’introduzione di nuove attività. Se questo è il vostro caso, magari il bambino può osservarvi svolgere una nuova attività per un po’ mentre mangia una delle sue merendine preferite o beve un succo. Vi renderete conto di quando il bambino è pronto a giocare con il nuovo giocattolo o a interagire con voi durante la nuova attività, quando lo vedrete ridere e avvicinarsi agli oggetti durante l’attività. 

A questo punto, potete arricchire l’attività con l’aggiunta di nuovi “pezzi” alla routine o di nuovi personaggi nel gioco. Per esempio, se il bambino si diverte a guardare gli animali girare lungo i binari sul trenino, magari è giunto il momento di fermare il treno e portarli allo zoo o alla fattoria, ovunque possano sopravvivere.

Usate un’attività rinforzante e unite una nuova parte della sequenza per permettervi di insegnare nuove cose. Ancora, state attenti a non aggiungere troppe richieste troppo in fretta o il bambino potrebbe perdere l’interesse per l’attività, oppure decidere di giocarvi solo se non ci siete voi nelle vicinanze! 

Usate quella parte del giocattolo che il bambino apprezza come un rinforzo per compiere altre attività.

Per esempio, se al bambino piace mettere dei vestiti a una bambola, cambiate i vestiti come se dovesse andare al mare o a passeggiare al parco! Se il bambino si diverte a giocare con gli animali, fate fare loro sempre qualcosa di diverso. 

Un altro modo per fare dei giochi più complessi è usare i video preferiti dal bambino. Prendete i personaggi del video e cominciate a recitare alcune delle scene del video. Mettete il video in pausa e lasciate che i finti personaggi ripetano le stesse scene che avete appena visto. Questo è anche un modo per mettere in relazione i giocattoli con i rinforzi e per fornire al bambino un “copione” da usare mentre gioca. Cambiate gradualmente il copione per essere certi che il bambino non si limiti soltanto a ricreare il video e per rendere il gioco sempre più funzionale. 

Mentre tentate di insegnare durante il gioco, per alcuni è allettante continuare il discorso rapido e misurato e le domande multiple delle sessioni intensive d’insegnamento, quando si gioca coi giocattoli. Ciò bisognerebbe evitarlo a tutti i costi. Invece, prendete qualche risposta ricettiva e fate una grande quantità di “problem solving” durante il gioco. Offrite al bambino opzioni per indicare il modo in cui lo schema di gioco si può sviluppare.

Per esempio, se state giocando con Barney e si ammala, dove lo portiamo, dal dottore o al parco? Se Loftie non riesce a sollevare un grosso tubo, potrebbe aiutarlo Scoop oppure lo potrebbe mettere a terra. Fornendo al bambino delle opzioni gli si permettete di continuare nelle richieste (manding) prolungando in tal modo il gioco. Giocare dovrebbe “sembrare diverso” da lavorare! L’autore raccomanda di usare il gioco per insegnare al bambino nuove cose ed utilizzare, quando possibile, la sessione d’insegnamento intensiva per aumentare la velocità e la precisione di risposta a compiti multipli, in  modo diversificato e vario. In questo modo si aumenta la probabilità che le tecniche si generalizzino e si rende la situazione d’apprendimento più piacevole per tutti! Una volta che il parlare e il giocare sono stati così saldamente associati a dei rinforzi che contribuiscono a rafforzare, e si rinforzano loro stessi, il bambino sarà pronto ad imparare cose che non lo interessano necessariamente e sarà pronto a imparare in maniera più tradizionale e “scolastica”. 

Giochi avanzati 

Arriva un momento, nella vita di ogni bambino, in cui non si può sempre giocare con i giocattoli nel modo che vogliono e “comandare” chi gli sta intorno perché faccia ciò che lui vuole. Durante i nostri primi insegnamenti vogliamo soltanto che il bambino impari a parlare, a prendere e sviluppare nuovi schemi di gioco soltanto con una piccola intromissione e variazione del “compagno di gioco”. A volte questo tipo di gioco potrebbe creare dei “mostri delle pretese”  con il bambino che vuole essere lui a gestire tutto il gioco, a decidere con quale pezzetto del puzzle continuare e verso quale direzione deve procedere il trenino. 

Tuttavia, se vogliamo che il bambino impari a giocare con altri bambini, dobbiamo anche insegnargli che non può sempre dettare le regole del gioco. E cominciamo a farlo quando insistiamo nel dire la nostra nel gioco da lui gestito e possiamo aumentare questo insegnamento se interveniamo suggerendo “idee” nei giochi successivi.

Per esempio, mentre state giocando a biglie o state costruendo una struttura di blocchi, intervenite tirando fuori nuove idee, magari su quale parte dovrebbe essere costruita poi. Se l’idea funziona, il bambino si complimenterà col suo compagno di gioco; altrimenti, beh, magari vi andrà meglio con la prossima idea. 

I giochi più avanzati possono anche essere usati per ricreare specifiche situazioni sociali nelle quali il bambino potrebbe avere delle difficoltà.

Per esempio, se il bambino non gioca bene nel cortile con altri bambini, giocando con giocattoli da cortile potrete insegnargli nuove cose da fare quando è in cortile. O, se il bambino ha avuto una lite con un altro bambino, fingere lo stesso litigio potrebbe servire a insegnargli un diverso modo di reagire da usare in futuro nella stessa situazione. Il gioco avviene con bambole e giocattoli. 

L’idea base da ricordare quando si gioca a qualsiasi livello è che deve essere divertente! Aggiungendo con cautela richieste e sforzandosi costantemente di trovare e creare nuove cose che possano attrarre il bambino, dobbiamo essere certi che impari in un modo che gli permetta di estendere le sue capacità di comunicazione a altre persone, luoghi e cose.

 

icon Cap07 - Insegnare al bambino a giocare (158.44 kB)


Disclaimer - Avviso

Si ringrazia Mariposa School per aver concesso la libera traduzione e pubblicazione di questo manuale.

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati alla Mariposa School, Mariposa non garantisce o assicura che I contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

the document was translated by a party unrelated to Mariposa and as a result, Mariposa makes no guarantees or assurances that the translated content accurately represents the original.

Il manuale completo originale è scaricabile al link: Training Manual – Entire Manual

 

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