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Mariposa school Training Manual - Capitolo 14 Insegnare al bambino verbale a fare richieste (mand) Stampa E-mail

Traduzione a cura di www.iocresco.it – Revisore: Maria Grazia Ordanini

 Mariposa School - Training Manual Italiano iocresco_Cap14I principali termini comportamentali

Rinforzamento: Qualcosa che si verifica dopo un comportamento e incrementa la probabilità che lo stesso comportamento si ripeta in futuro.

Rinforzamento positivo: Dare o fare qualcosa che il bambino trova piacevole  e che aumenterà il verificarsi dello stesso comportamento nelle stesse condizioni.

Rinforzamento negativo: Rimuovere uno stimolo avverso, il che va ad aumentare il verificarsi dello stesso comportamento nel futuro.

(Establishing Operation - EO): Operazioni Stabilizzanti (desiderio/motivazione) Aumenta (o diminuisce) temporaneamente l’efficacia di un rinforzo e aumenta (o diminuisce) temporaneamente i comportamenti mantenuti da quel rinforzo in passato.

Mand (richieste): Comportamento verbale controllato dalla Establishing Operation. Il bambino comunica perché “vuole” qualcosa.

Prompt (aiuto): Istruzioni/comportamenti dell’insegnante che permetteranno al bambino di dare in maniera corretta la risposta voluta.

Estinzione: Rimuovere o trattenere il rinforzo che mantiene il comportamento.

Una volta che avete scoperto molte cose a cui il bambino è interessato o che ama (possibili rinforzi) e avete adeguatamente abbinato voi stessi con il rinforzamento, insegnate al bambino a richiedere le cose che desidera. Al bambino può essere insegnato a richiedere cibo, giocattoli, azioni, gioco fisico o qualsiasi altra cosa che gli interessa.

Fare richieste è la cosa più importante da insegnare al bambino. Insegnare a fare richieste (manding) fa capire al bambino che la comunicazione è fondamentale. Gli fornisce il controllo sul suo mondo e può sostituire molti suoi comportamenti inadeguati.

Inoltre, una volta che il bambino può fare richieste, possiamo servirci di questa abilità per insegnargli differenti funzioni del linguaggio. Per molti bambini con autismo, fare richieste può essere particolarmente difficile, Potrebbero  essere capaci di dire parole, ma non necessariamente utilizzarle in modo funzionale. Come tutti sappiamo, il fatto che il bambino sappia pronunciare la parola “palla” non vuol dire che poi sia in grado di chiederla quando la desidera.

Esistono due priorità da considerare quando insegniamo a fare richieste al bambino verbale. Innanzitutto, dobbiamo essere certi che in quel preciso momento desidera l’oggetto (ha una E.O. per l’oggetto). E’ controproducente cercare di insegnare al bambino a richiedere qualcosa che non vuole! Presentate al bambino solo un po’ di quello che vuole e osservatelo per vedere se ne desidera ancora, oppure giocherellate con l’oggetto finché non attirate la sua attenzione in modo da stabilire una EO. In secondo luogo, dobbiamo insegnare al bambino che i metodi utilizzati in passato per ottenere delle cose (ad esempio, pianti, strilla, ecolalie) non funzioneranno più! Faremo ciò non rinforzando il “vecchio modo” di richiedere del bambino (estinzione) e/o insegnando al bambino un modo diverso per richiedere le cose.

Alcuni bambini sanno vocalizzare, ma nessuno riesce a capire cosa stanno dicendo. I loro vocalizzi possono sembrare frasi e posso essere totalmente incomprensibili o, al più, con una o due parole comprensibili. Questo è uno stadio di sviluppo della maggior parte dei bambini denominato “gergo” o espressione “gergale”. Questi tipi di articolazioni verbali vengono talvolta ignorate perché non si comprende ciò che il bambino sta cercando di dire.

Altri bambini sanno parlare con termini chiari ma solo quando imitano gli altri. Possono ripetere spontaneamente quello che sentono, non appena l’hanno sentito, ma non richiedono quello che vogliono. Ad esempio, quando qualcuno chiede, “Cosa vuoi?” loro rispondono, “Cosa vuoi?”. Tale fenomeno è denominato ecolalia immediata. Queste risposte non hanno nessuna funzione per il bambino a meno che non siano state rinforzate. Ciò si verifica quando il bambino ottiene ciò che vuole in seguito all’ecolalia.

Ad esempio, considerate le interazioni tra la mamma e il bambino nella seguente situazione: il bambino si avvicina al suo succo. La mamma dice: “Vuoi il succo?” e il bambino dice: “Vuoi il succo?”. La mamma allora dà il succo al bambino. Ciò che la mamma ha insegnato al bambino per richiedere il succo è dire “Vuoi il succo?”.

Alle volte questi bambini imitano spontaneamente, ma non imitano su richiesta. Ad esempio, se l’insegnante dice, “Dì, succo”, il bambino non dirà niente. In tal caso l’imitazione non è sotto il controllo educativo.

Alcuni bambini hanno l’abilità di utilizzare frasi che hanno sentito in un determinato contesto per raggiungere un obiettivo in un altra situazione. Ad esempio, potrebbero ripetere le parole che sentono nel loro video preferito in una situazione diversa ma simile. Talvolta queste parole vengono dette alla stregua di un “taglia e incolla”. In altre parole, il bambino utilizza le parole per svolgere una funzione simile a quella in cui ha imparato la prima frase. Ad esempio, pensate ad un bambino che dice: “era un leone molto affamato”, quando vuole qualcosa da mangiare. Probabilmente il bambino dice questa frase in tale contesto poiché in uno dei suoi cartoni preferiti o in una fiaba ascoltata, uno dei personaggi ha pronunciato tale frase ottenendo qualcosa da mangiare. Tale uso del linguaggio viene definito ecolalia differita. A volte questo linguaggio diventa molto funzionale per il bambino nel contesto familiare perché anche i genitori hanno visto il video o letto la fiaba ed hanno così modo di capire cosa il bambino vuole esprimere. Ciò aumenta (rinforza) l’uso di questo tipo di linguaggio da parte del bambino soddisfacendolo in un modo che lui auspica (potenziamento). In questa situazione, ad esempio, giacché i genitori hanno visto il video, quando il bambino dice, “era un leone molto affamato”, capiscono che il bambino ha fame e gli danno del cibo. Si rinforza, in tal modo, l’utilizzo di tale frase come richiesta di cibo (mand). Il problema inizia quando il bambino lascia l’ambiente domestico. Gli altri non sanno che il bambino sta cercando di comunicare e non rinforzano la sua richiesta. Questo può portare rabbia e frustrazione perché il bambino non è più capace di comunicare i propri bisogni.

Importanti riflessioni nell’insegnamento delle richieste (mand) ai bambini verbali

·        Anche se i bambini sanno parlare utilizzando frasi lunghe, iniziate a insegnare le singole parole. Questo ci assicurerà che il bambino impari qual è la parola che gli fa ottenere l’oggetto voluto  e sarà anche utile quando cercherete in seguito di trasferire tale reazione a diversi operanti verbali. Generalmente è meglio non introdurre subito frasi di richiesta quali “voglio”, “dammi”, etc. dopo che il bambino ha acquisito forti abilità nell’imitare e che molte risposte sono state utilizzate con successo per  etichettare.

·        Verificate di aver insegnato tutte le situazioni per cui una richiesta viene fatta. Una “pura richiesta” è totalmente sotto il controllo della EO, il che vuol dire che nessuno, in precedenza, ha detto qualcosa al bambino. E’ importante insegnare “mands” ma è anche importante insegnare al bambino a rispondere anche in altre condizioni, come quando qualcuno gli chiede cosa vuole o quale vuole, quando l’oggetto è visibile o meno. Siate sicuri che il bambino è in grado di discriminare tra le diverse condizioni prima di insegnargliele.

·        Quando insegnate al bambino a fare richieste, assicuratevi di insegnargli prima il nome degli oggetti e solo successivamente i colori o altri aggettivi. Ad esempio, se al bambino piace colorare, assicuratevi che sappia chiedere “matita” o “pennarello” prima di insegnargli a chiedere i colori. Altrimenti, quando li richiederà, il nome dei vari colori potrebbe prendere il posto del nome effettivo degli oggetti richiesti.

·        Parole come “di più” o “per favore” dovranno essere considerate come aggettivi e non dovranno essere insegnate finché il bambino non sarà capace di richiedere l’oggetto col suo nome. Riflettete con cura prima di aggiungere questo tipo di parole troppo presto perché aumentano la lunghezza e la difficoltà della risposta richiesta senza aggiungere alcun valore reale.

·        Quando aggiungete le frasi per richiedere, assicuratevi di insegnarne molte nel contesto della stessa attività o di un insieme di situazioni. Insegnate sia quelle che volete che il bambino utilizzi con gli altri bambini sia quelle che volete che il bambino utilizzi con gli adulti. “Posso avere la macchinina per favore?” può funzionare bene con gli insegnanti ed i genitori ma potrebbe non essere molto di aiuto al parco giochi.

·        Accertatevi che il bambino non ottenga niente in caso di comportamenti negativi. Potreste osservare una vera e propria escalation (extinction burst) di comportamenti negativi che il bambino ha utilizzato di recente per ottenere gli oggetti desiderati. E’ importante non reagire ai comportamenti negativi. Se i comportamenti negativi (per il bambino) funzionano, non sarà necessario parlare (per ottenere)!

·        Evitate le situazioni di “ricatto”. In altre parole, evitate situazioni tipo “devi parlare per ottenere questo”. Utilizzate qualsiasi tipo di suggerimento (segni, immagini, frasi da completare) necessari per permettere al bambino di ottenere il rinforzo. Quando sentirete dire il nome dell’oggetto e l’avrete associato al rinforzo, avete aumentato la probabilità di utilizzo futuro di tale.

·        Quando cercate di insegnare al bambino a etichettare (label) i pronomi, i verbi, le preposizioni, gli aggettivi o gli avverbi,  spesso è molto più semplice iniziare con la richiesta (manding) per poi trasferirla all’etichetta (tact). Ad esempio, se volete insegnare al bambino a etichettare “buio”, potrebbe essere più semplice dapprima trovare una situazione in cui il buio sia allettante (es. gioco con luci intermittenti) e insegnargli a richiedere il buio per poi passare questa risposta a una etichetta (tact) del buio.

·        Durante la richiesta si possono anche “correggere” piccoli errori di pronuncia. Quando il bambino impara per la prima volta una parola specifica, accettate pure un’approssimazione comprensibile. Successivamente, quando il bambino sa richiedere l’oggetto senza aiuto, fategli ripetere la parola per un paio di volte dopo di voi prima di dargli l’oggetto desiderato (rinforzo) per migliorare l’articolazione della parola. Date al bambino l’oggetto (rinforzo) dopo l’esecuzione della migliore pronuncia. Ogni bambino è diverso dall’altro, pertanto valutate voi quante volte potete chiedergli di ripetere la parola. E’ importante non chiedergli di ripetere così tante volte da fargli perdere l’interesse nell’oggetto e nel parlare in generale.


icon Cap14 - Insegnare al bambino verbale a fare richieste - mand (160.78 kB)


Disclaimer - Avviso

Si ringrazia Mariposa School per aver concesso la libera traduzione e pubblicazione di questo manuale.

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati alla Mariposa School, Mariposa non garantisce o assicura che I contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

the document was translated by a party unrelated to Mariposa and as a result, Mariposa makes no guarantees or assurances that the translated content accurately represents the original.

Il manuale completo originale è scaricabile al link: Training Manual – Entire Manual

 

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