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Mariposa school Training Manual - Capitolo 28 Costruire le frasi Stampa E-mail

Traduzione a cura di Cinzia Barranco – Revisione www.iocresco.it 


Quando dovremmo iniziare a lavorare sulle frasi?Mariposa School - Training Manual Italiano iocresco_Cap28

La risposta  dipende dal singolo bambino ma in generale, si dovrebbe raggiungere l'obiettivo di due combinazioni di parole non appena apprese almeno 50 "parole" che vengono usate per richiedere (mand), e che possono essere identificate e denominate (tact) in maniera ricettiva senza sollecitazione. Decidere quando e come combinare le parole in espressioni e frasi dovrebbe tenere in considerazione le capacità del bambino al momento. Per esempio, quante parole può imitare con successo il bambino? Imita (echo) spontaneamente delle frasi lunghe? Riesce a richiedere (mand) con singole parole senza sollecitazione? Ripete 2 o più parole senza sollecitazione?

Come detto in precedenza, alcuni bambini con autismo non hanno difficoltà ad usare frasi complete ripetendole o imitandole. Questi bambini riescono a usare le frasi in una maniera simile al "copia e incolla", ma hanno difficoltà a combinare in modo flessibile le parole in frasi. In questi casi, è molto importante "scomporre" le frasi per essere certi che stiano usando ciascun "pezzo" per un genere di funzioni, e quindi aumentare ancora le combinazioni di parole, assicurandosi di continuare a fare domande che richiedano come risposta una singola parola per volta. Per esempio, anche quando un bambino riesce a dire "Vedo una piccola calza rossa sul pavimento", è altrettanto importante che, quando viene a contatto con l'oggetto, sia in grado di rispondere a "Cos'è questo?" (calza), "Di che colore è?" (rossa), "Dov'è la calza?" (sul pavimento), "Di che dimensioni è la calza?" (piccola). In più, è importante assicurarsi che il bambino sia in grado di usare la stessa formulazione di frase per distinguere e commentare diverse misure e colori di calze che vede sul pavimento e in posti diversi.

Altri bambini possono essere in grado di usare singole parole per richiedere e distinguere oggetti, ma hanno difficoltà enormi nel combinare le parole. Può esserci un blocco nell'articolazione delle parole quando il bambino tenta di usare parole con più sillabe e/o quando vengono combinate due o più parole. Per questi bambini, sarà importante aumentare gradualmente la lunghezza delle loro frasi, dato che il bambino avrà sempre più difficoltà ad articolare correttamente man mano che aumenta la complessità del discorso.

Come in tutti gli altri metodi di insegnamento, se il bambino si estranea o smette spontaneamente di richiedere e denominare gli oggetti,esaminate la difficoltà dei vostri obiettivi e modificateli insieme.   Non vogliamo perdere i progressi fatti cercando di combinare le parole troppo presto!


Bisogna insegnare ai bambini a usare "parole piccole" come gli articoli (un, il) per costruire frasi grammaticalmente corrette o vanno bene combinazioni di tipo "telegrafico" o da linguaggio infantile?

Questa è una domanda ricorrente, e i professionisti sono un po’ in disaccordo sulla risposta giusta. Probabilmente è meglio basare la decisione sui bisogni e sul percorso di apprendimento del singolo bambino, e anche sulla sua età.

È tipico dello sviluppo dei  bambini iniziare a comporre frasi grammaticalmente sbagliate, e imparare gradualmente le forme corrette. Il problema sorge una volta che dei bambini autistici imparano una "regola" o un modo particolare per dire qualcosa; spesso è difficile cambiare!

È importante insegnare a questi bambini modelli appropriati alla situazione o corretti grammaticalmente sin dall'inizio. La "regola generale" è: se il bambino riesce a riprodurre a formula corretta, insegnategliela, ma senza insistere sulle finali delle parole a discapito di discorsi più lunghi.

D'altra parte, se un bambino incontra gravi difficoltà a combinare le parole in frasi, e più problemi ad articolare quando aumentano lunghezza e complessità di parole e periodi, può essere utile insegnargli più frasi di tipo "telegrafico". Il nostro scopo è insegnare al bambino a comunicare il più possibile.   Le "parole piccole" che non cambiano il significato di una frase possono essere saltate per far sì che il bambino riesca a comunicare idee più complesse. Per esempio, diciamo che un bambino non riesce a ripetere più di 4 sillabe. Se affronta un'espressione qualsiasi più lunga di 4 sillabe, la sua pronuncia diventa incomprensibile.

In questo caso, insegnargli a dire, es. "leggere cane grande rosso" per chiedere il libro di Clifford può avere più successo che tentare di insegnargli a chiedere lo stesso libro dicendo "voglio leggere il libro di Clifford" perché "voglio" non apporta valore alla comunicazione e aumenta di molto la lunghezza, oltre alla difficoltà di una parola, in questo caso "Clifford", per via della fusione 'cl'.  Il punto è considerare quello che è importante affinché il bambino sia in grado di comunicare con voi, e insegnargli un modo di farlo basato sulle sue attuali capacità.

Se una risposta deve essere sollecitata ripetutamente, probabilmente per il bambino è troppo difficile in quel momento, e in futuro potrebbe non usare la risposta in maniera funzionale. Ricordate, ciò che vogliamo è che il bambino si rivolga a noi per tutto il giorno, parlandoci di ciò che vuole!

 

IN CHE ORDINE DOVREBBERO ESSERE INSEGNATE LE COMBINAZIONI DI PAROLE?

Anche in questo campo i professionisti sono di parere diverso. Il Dr. Partington e il Dr. Sundberg raccomandano di seguire il continuum dello sviluppo e suggeriscono quest'ordine:

1.    sostantivo + sostantivo (due tacts acquisiti insieme - es. palla, macchina)

2.    sostantivo + verbo (es: palla rotola)

3.    sostantivo + aggettivo (es: palla grande, macchina piccola)

4.    sostantivo + aggettivo + verbo (es: palla rossa rotola)

 

D'altra parte, il Dr. Vincent Carbone suggerisce di usare il seguente ordine quando si insegnano

i tacts:

1.    sostantivo + sostantivo (es: palla e scarpa)

2.    verbi

3.    proposizione reggente + sostantivo (es: questa è una palla)

4.    sostantivo + verbo (es: palla che rotola)

5.    aggettivi

6.    commentare l'item una volta apprese qualità, funzione, classe

7.    commentare qualità, funzione, classe una volta appreso l'item

8.    sostantivo + aggettivo + verbo (es: orso bianco che corre)

9.    commentare qualità

10.  commentare con proposizioni reggenti, attributo e verbo (es: questa è

11.  una palla rossa che rotola)

12.  commentare con proposizioni reggenti, attributi e verbo (es. con 2

13.  attributi: questa è una piccola palla rossa che rotola)

 

Nella sua descrizione della sequenza da usare per insegnare i mands, Il Dr. Carbone suggerisce quanto segue:

1.    Richieste di singole parole per oggetti, attività e azioni

2.    Richieste di azioni da parte degli altri

3.    Richieste con proposizioni reggenti

4.    Richieste ad altri di interrompere l'attività e per aiuto

5.    Richieste di attenzione da parte degli altri

6.    Richieste di informazioni (chi, cosa, dove, quando, quale, di chi, perché)

7.    Richieste per eventi futuri

8.    Richieste che usano aggettivi, preposizioni, avverbi, pronomi

 

Alla fine, se esaminiamo il modo in cui i bambini nello sviluppo tipico imparano ad associare le parole (Bloom and Lahey, 1978, Brown, 1973) vediamo che i bambini iniziano con l'associare singole parole isolate senza tener conto di un ordine preciso.

Queste parole isolate possono presentarsi con o senza un coesistente gergo. Per esempio, un bambino potrebbe dire "mamma" (guardando la mamma) "cagnolino" (indicando il cagnolino) per richiamare l'attenzione della madre sul cane. Le pause fra le parole, l'accento uguale e il tono calante distinguono le due parole in singole enunciazioni. Quando i bambini iniziano ad associare le parole, questo è il loro tipico modo di indicare la relazione fra le parole. Per esempio, quando il "sostantivo" sta compiendo l'azione, il sostantivo precede il verbo (es: mamma sedere, cane mordere) Quando il sostantivo è quello che subisce l'azione, segue il verbo (es: colpire palla, bere succo). Le seguenti associazioni o relazioni semantiche sono normalmente usate dai bambini nello sviluppo tipico:

1.    agente + azione:   sostantivo + verbo (es: mamma spingere)

2.    azione + oggetto:  verbo + sostantivo (es: mangiare banana)

3.    agente + oggetto: sost. + sost.  (es: ragazzo (calciare) palla)

4.    azione + luogo:     verbo + sost. (es: saltare letto)

5.    entità + luogo:      sost. + sost.  (es: mamma cucina)

6.    possessore + ogg. in possesso:  sost. + sost.  (es: mamma naso)

7.    entità + attributo:  sost. + aggettivo  (es: macchina rossa)

8.    dimostrativo + entità:  pronome + sost.  (es: questa bambola)

 

In più, lo studio dell'apprendimento del linguaggio nello sviluppo tipico dimostra che quando i bambini cominciano ad acquisire frasi più lunghe, combinano associazioni di parole apprese in precedenza, oppure ne estendono una mentre, per esempio, imparano “papà lanciare” e “lanciare palla” combinandola in “papà lanciare palla”.

Come sappiamo, i bambini con autismo non seguono spesso un continuum "normale" nello sviluppo, tuttavia rivolgerci alla letteratura dello sviluppo insieme alle funzioni specifiche del linguaggio (operanti verbali), ci può dare le migliori informazioni di cui abbiamo bisogno per determinare come e cosa insegnare riguardo alle combinazioni di parole.

Se siamo convinti che la richiesta (mand) è l'unica funzione di linguaggio che incontra in maniera diretta i bisogni del bambino, ne consegue che il mand dovrebbe essere usato per insegnare il maggior numero di combinazioni di parole, proprio come per le "prime parole". Prima si deve insegnare al bambino a rendere chiare le richieste usando combinazioni di due parole, e poi questi mands dovrebbero essere trasferiti in denominazioni di due parole (tacts).

Per esempio, invece della semplice richiesta di una tazza, si potrebbe insegnare al bambino a richiedere una di due tazze disponibili, in modo da richiedere l'uso di un aggettivo per rendere chiara la richiesta.

Come insegnamento iniziale, l'istruttore potrebbe pronunciare ciascuna opzione in maniera interrogativa: "Tazza rossa? Tazza blu?". Oppure, potrebbe aspettare che il bambino si avvicini ad una tazza in particolare, dare un prompt ripetitivo per la richiesta e poi attenuarlo. Alla fine, la risposta può essere trasferita al DQ ("Denomina questo"), "Quale (tazza) vuoi?".

Nello spostarsi al tact, l'istruttore dice semplicemente "Parlami di questo", oppure "Descrivi questo", subito dopo che il bambino ha usato la combinazione di due parole per ottenere la stessa risposta di due parole come commento. In seguito, l'istruttore ripete il DQ ("Denomina questo") per ottenere il commento in risposta, per esempio riferendosi alla tazza blu, per andare oltre il processo di trasferimento.

Se un bambino richiede un'azione specifica da una persona, per es. "mamma cammina", lo schema da trasferire al tact sarà "mamma + cammina" (sost. + verbo). D'altro canto, se il bambino richiede di agire su un oggetto, per es. di aprire un succo di frutta, il trasferimento al tact sarà: "Cosa stai facendo?" R= "Apro succo" (verbo + sostantivo). Nei due casi in esempio, deve essere fornito un prompt ripetitivo dato dal cambio di posizione del verbo.

Usare il suddetto ragionamento nello scegliere gli obiettivi mette meno in risalto le combinazioni specifiche da insegnare in maniera sequenziale, e si concentra invece su un'ampia gamma di combinazioni di parole a seconda degli oggetti e azioni a cui è interessato il bambino. Sostantivi, verbi, aggettivi, preposizioni e avverbi possono essere scelti in combinazione l'uno con l'altro.

 

TECNICHE PER INSEGNARE COMBINAZIONI DI PAROLE/COMPOSIZIONE DI FRASI

1)  Trasferire da mand a tact - Un metodo per insegnare le combinazioni è spostarle dalla richiesta (mand) come descritta prima. Al bambino viene prima chiesto di chiarire la sua richiesta, poi la risposta viene trasferita alla denominazione (tact)

Esempio:

Istruttore:    "Quale palla vuoi?"

ALLIEVO:     "Palla blu."

Istruttore:    "Parlami di questo."

ALLIEVO:     "(È una) palla blu."

 

2)  Costruire combinazioni di denominazioni (tacts) - Questa procedura di insegnamento comporta l'uso di risposte che il bambino ha acquisito, per "costruire" discorsi sempre più lunghi.

Esempio:

Istruttore:    "Cosa sta facendo il ragazzo?"

ALLIEVO:     "Calciando."    (risposta acquisita)

Istruttore:     "Cosa sta calciando?"    (toccando la palla)

ALLIEVO:      "Palla."     (risposta acquisita)

Istruttore:     "Giusto!  Il ragazzo sta calciando la palla. Cosa sta succedendo?"

ALLIEVO:    "Il ragazzo sta calciando la palla."   (imitazione del suono)

Istruttore:   "Bel lavoro!   Descrivimi cosa sta succedendo?"  (processo di trasferimento)

ALLIEVO:    "Il ragazzo sta calciando la palla."  (GRANDE rinforzamento!)

 

Una volta che il bambino è capace di usare in maniera consistente le frasi per rispondere, queste possono essere combinate in modo da formare discorsi ancora più lunghi.

Esempio:

Istruttore:  "Cosa sta succedendo?"

ALLIEVO:   "La slitta vola."

Istruttore:  "Quale slitta?"

ALLIEVO:   "La slitta piccola."

Istruttore:  "Dove vola?"

ALLIEVO:   "Nel cielo."

Istruttore:   "Parlami di questo."

ALLIEVO:   "La slitta piccola vola nel cielo."

 

3)  Ampliare i discorsi - Una tecnica usata spesso con bambini dallo sviluppo tipico è quella di rinforzare le loro espressioni corrette e aggiungere inoltre una parola/locuzione in più per commentare la circostanza dell'evento. Questa tecnica può essere usata anche con i bambini autistici e ha successo specialmente con bambini che hanno una forte tendenza a imitare i suoni.

Esempio:

ALLIEVO:   "macchina"  (indicando la figura di una macchina in un libro)

Istruttore:   "Giusto!    Macchina rossa"

ALLIEVO:   "macchina rossa."

 

Questo può anche essere realizzato con un compito tipo "completa la frase".

Esempio:

Istruttore:        "Parlami di questo."

ALLIEVO:      "Mamma dormendo."

Istruttore:        "Giusto!  Mamma sta dormendo __________"

ALLIEVO:      "Nel letto."

Istruttore:        "Giusto!     Parlami di questo."

ALLIEVO:      "Mamma sta dormendo nel letto."

 

4) Commenti contingenti - Una volta che il bambino ha imparato a fare commenti

che sono associati ai vostri commenti, sarà più facile insegnare diversi modi in cui

formulare frasi. Dovreste iniziare con semplici mands (richieste).

Esempio:

Istruttore:    "Io voglio un gatto."  (mentre prendete il gatto)

ALLIEVO:   "Io voglio un cane."   (sollecitato quando prende il cane)

 

In seguito possono essere insegnate altre formulazioni di frasi.

Esempio:

Istruttore:  "Io ho un evidenziatore rosso."

ALLIEVO:   "Io ho un evidenziatore blu."

 

Cose su cui essere informati quando si insegnano le combinazioni

1)    Continuare con le risposte di singole parole quando appropriato. Ricordate di continuare a tornare indietro per assicurarvi che il bambino sia in grado di rispondere con una singola parola e in modo appropriato alle domande.

 

2)    Insegnare al bambino le situazioni nelle quali ulteriori informazioni sono necessarie. Vogliamo insegnare al bambino quando è necessario usare parole chiave e chiarificazioni, e quando non lo è.  Per es.,  prendiamo un bambino che si trova in un farfallario con centinaia di farfalle e vuole che sua madre veda una farfalla in particolare. In questo contesto, dire "Mamma, guarda la farfalla!" non darebbe informazioni sufficienti. Ha bisogno di richiedere che la madre guardi una farfalla specifica in un posto specifico. "Mamma, guarda quella farfalla blu e bianca in cima alla gabbia!" D'altro canto, se ci fosse una sola farfalla nel raggio di un chilometro, e il bambino per mostrarla  alla madre dicesse "Mamma, guarda quella farfalla gialla e nera sul fiore viola" suonerebbe un po’ "strampalato" per le troppe informazioni rispetto alla situazione.

 

3)    Fare attenzione a rinforzare combinazioni corrette anche se non sono quelle che avevate in mente!  È facile concentrarsi tanto su un particolare obiettivo da dimenticare di ascoltare davvero quello che il bambino sta dicendo! Per es., se avete in mente un obiettivo "sostantivo + colore" mentre chiedete al bambino quale adesivo vorrebbe, assicuratevi di rinforzare se lui richiede "l'adesivo cane splendente"! (Ho davvero visto una procedura di correzione andare così perciò non ridete!)

 

4)    Assicuratevi di insegnare le parole in una vasta gamma di combinazioni per evitare che una rimanga collegata all'altra.  Per es., insegnare molteplici oggetti con lo stesso aggettivo (es: palla grande, casa grande, camicia grande ecc.) e lo stesso oggetto con molteplici aggettivi (camicia grande, camicia blu, camicia rigata ecc.)

 

5)    Fare attenzione a non richiedere troppo, e che per il bambino non sia più uno sforzo. Se notate un calo nelle richieste (mands)  dopo aver cominciato a insegnare combinazioni di parole, la risposta a cui mirate potrebbe essere troppo difficile per lui.  Per es., se un bambino sta usando singole parole per richiedere senza alcuna sollecitazione, ma interrompe o riduce notevolmente le richieste quando viene aggiunto un aggettivo, rinunciate per un po' oppure rinforzate ogni risposta come una singola parola e combinate le parole come un modello per il bambino, ma senza richiedere la combinazione come risposta.

 

Esempio:

ALLIEVO:   "Biscotto."

Istruttore:    "Quale?"

ALLIEVO:    "Grande."

Istruttore:    "Grande biscotto!"  (mentre da il biscotto al bambino)

 

(Se il bambino comincerà a richiedere un biscotto con la parola "grande", state certi che lo sentirete dire "biscotto" prima di ottenerlo!)

6)    Alcuni professionisti suggeriscono di iniziare ad aumentare la lunghezza dei discorsi con proposizioni principali. Questo può andar bene per alcuni bambini, ma non per quelli che hanno difficoltà a imitare espressioni più lunghe.

 

icon Cap28 - Costruire le frasi (247.99 kB)

 

 

Disclaimer - Avviso

Si ringrazia Mariposa School per aver concesso la libera traduzione e pubblicazione di questo manuale.

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati alla Mariposa School, Mariposa non garantisce o assicura che I contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

the document was translated by a party unrelated to Mariposa and as a result, Mariposa makes no guarantees or assurances that the translated content accurately represents the original.

Il manuale completo originale è scaricabile al link: Training Manual – Entire Manual

 

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