• 9426 registrati
  • 2 oggi
  • 8 questa settimana
  • 551 questo mese
  • Ultimo: CeRi
Mariposa school Training Manual - Capitolo 26 Insegnare al bambino a fare domande Stampa E-mail

Traduzione a cura di www.iocresco.it 

Abilità Pre–requisitoMariposa School - Training Manual Italiano iocresco_Cap26

Il bambino deve saper richiedere (manding) un notevole numero di oggetti e azioni. Alcune persone preferiscono attendere fino a quando il bambino è in grado di denominare aggettivi e preposizioni ed aspettare fino a quando non userà frasi per fare richieste (mand). C’è chi  ha avuto successo adottando quelle procedure impiegate per insegnare al bambino a fare domande (mands for information) per far apprendere al bambino preposizioni e aggettivi in quanto, così facendo, si incrementa la motivazione del bambino (EO) all’utilizzo di aggettivi e preposizioni in modo funzionale. Verosimilmente è più importante valutare la capacità del bambino a distinguere le condizioni nelle quali le domande (mands for information) risultano appropriate che all’insegnamento stesso dell’uso di qualunque sequenza alla quale il bambino risponde al meglio. Se si è deciso di insegnare al bambino a fare domande e iniziano ad esserci errori di discriminazione, cercate di insegnare al bambino a riconoscere il contesto rilevante. Se non ci riuscite, interrompete momentaneamente l’insegnamento delle domande (mands for information), insegnando, nel mentre, altre indispensabili abilità. 

Perché le persone fanno domande?

La funzione principale del formulare domande è quella di ottenere informazioni. Ovviamente, da  adulti, abbiamo anche capito che è cortese e motivante per i nostri amici fare certe domande (cioè “Come lo stai facendo?” (Traduzione di “How are you doing?”, probabilmente si voleva scrivere “How are you?” – Come stai?)  “Come sono andate le vacanze?”). Se siamo interessati e ci piacciono (siamo motivati da) i rapporti con le persone con cui parliamo oppure dall’argomento trattato, la domande servono ad alimentare o a prolungare la conversazione.

Quando i bambini (con sviluppo di apprendimento normale) imparano a fare domande, la prima domanda che spesso viene utilizzata è: “cosa?”. Una spiegazione per tale comportamento è che il bambino sta richiedendo informazioni. Il bambino vuole imparare ed è interessato all’ambiente. Se ci troviamo di fronte a questa evenienza, allora in termini comportamentali ciò vuol dire che le parole sono diventate rinforzanti per il bambino. Un’altra spiegazione di tipo comportamentale è che la persona stessa, alla quale il bambino dice “cosa?”, è divenuta un rinforzo condizionato e il bambino ha come scopo l’attenzione di questa persona. Ciò succede dopo un lungo periodo di apprendimento durante il quale la persona è stata abbinata al rinforzo e il rinforzo è stato dato quando il bambino ha detto “cosa?” in presenza di tale persona. 

Il bambino/allievo fa già richiesta di informazioni?

Ricordate che quando stabiliamo il mantenimento del rinforzo per un particolare comportamento, dobbiamo fare attenzione a cosa fa piacere per lo specifico bambino. Può sembrare che i bambini “chiedano informazioni” indicando o toccando un oggetto/una figura senza guardare l’adulto presente. Tale comportamento è stato in passato rinforzato (mantenuto) dagli adulti presenti che avevano pronunciato il nome dell’oggetto toccato. 

Ad esempio, un bambino è stato molto rinforzato da lettere o numeri indicandoli spesso. Ogni volta che il bambino indicava, l’adulto pronunciava il nome della lettera o del numero. Il bambino potrebbe, su richiesta, individuare ricettivamente (touch/get/point toccare/ricevere/indicare) lettere e numeri, ma non e’ verbale. Il suo solo modo di richiedere gli oggetti era quello di trascinare i suoi genitori verso l’oggetto desiderato o verso il luogo dove di solito si svolge l’attività desiderata. Piuttosto che “chiedere informazioni”, i genitori erano divenuti il giocattolo interattivo (“V-Tech”) personale del bambino (uno dei suoi preferiti “Stimmy toys”, un tipo di giocattolo per la stimolazione sensoriale tattile). Anche se ciò è servito ad abbinare i genitori al rinforzo, il che di per sè stesso è un obiettivo sperato, non possiamo non insegnare al bambino a richiedere oggetti specifici o azioni utilizzando altre forme di comunicazione.

Con questo particolare bambino, si è raggiunto l’obiettivo insegnandogli un paio di abilità che sfruttavano i comportamenti che già possedeva (toccare) e avvalendosi del suo desiderio (EO) di ascoltare qualcuno pronunciare lettere e numeri. Prima di tutto abbiamo iniziato l’attività così come insegnata in precedenza al bambino (il bambino indica/l’adulto descrive). Successivamente si attendeva qualche secondo fino a quando il bambino non si girava a guardare l’adulto, solo allora si pronunciava il numero. Facendo così, il bambino è riuscito velocemente, a stabilire il contatto oculare mentre indicava. In seguito i numeri sono stati scritti su delle tessere e gli è stato insegnato a consegnarci il numero che voleva che gli si  leggesse (PECS “Picture Exchange Communication System” ovvero Sistema di Comunicazione mediante Scambio per Immagini). Al bambino è stata insegnata l’abilità di dare a qualcuno la foto di ciò che desiderava per ottenerlo (reinforcer). In seguito, quando il bambino non era impegnato nell’attività, avrebbe portato la foto al genitore. A seguito di ciò, il genitore prendeva lettere e numeri e giocava col bambino utilizzandoli. Questa abilità era più funzionale perché il bambino poteva richiedere lo specifico gioco o l’attività utilizzando la foto mentre prima, se erano presenti lettere o numeri, era in grado di richiedere solo uno specifico comportamento dei genitori. Il bambino ha anche generalizzato questa abilità (PECS) per richiedere altri giochi, cibi e attività che desiderava. Abbiamo anche utilizzato le lettere abbinate a costruzioni, puzzle e canzoni come rinforzo per associare tali attività al rinforzo stesso (creazione di nuovi rinforzi condizionati).

E’ anche importante distinguere che, nonostante il bambino pronunci parole che possono sembrare domande, bisogna individuare il rinforzo che le sta alimentando prima di poter determinare se il bambino sta richiedendo informazioni oppure uno specifico oggetto o attività. Ad esempio, un bambino molto ecolalico potrebbe richiedere, “vuoi vedere la TV?” quando non gli importa molto se VOI la volete vedere o meno! La funzione di questa domanda è comunicare, “voglio vedere la TV”. E’ semplice constatare come questo può succedere. La “storia di apprendimento”, in questo caso, potrebbe essere che quando il bambino voleva guardare la TV (ha un EO), trascinava la mamma verso la televisione e metteva la sua mano sul bottone. Prima di accendere la TV lei chiedeva al bambino, “vuoi vedere la TV?” Il bambino ripeteva, “vuoi vedere la TV?” e la TV veniva accesa. Farsi ripetere “vuoi vedere la TV” è stato rinforzato molte volte. Il problema è, però, che il bambino utilizza un “modello” non corretto per quella funzione! Per ovviare all’errore, alla madre è stato suggerito di aiutare il bambino con “voglio vedere…”, aspettando che il bambino completi la frase con “TV”, e solo allora la TV può essere accesa.

Il bambino non ripeteva ancora parole isolate sotto “regole di controllo” o in modo costante, ma solitamente terminava le parole della sua canzone preferita, pertanto abbiamo capito che questo sarebbe stato il modo più efficace per ottenere il comportamento di dire “TV” e quindi rinforzarlo. In questo caso, non volevamo indurre il bambino a dire, “voglio guardare la TV” fintanto ché non gli avessimo insegnato ad utilizzare le singole parole per una varietà di funzioni, ciò a causa della sua forte ecolalia. In seguito lo abbiamo aiutato ad usare frasi differenti, (quali  “voglio vedere la TV”, “accendi la TV”, “guardiamo la TV”, ecc.) per farsi accendere la Tv ma solo quando era in grado di etichettare un gran numero di oggetti in risposta a “Cos’è?”, inoltre lo stava facendo anche spontaneamente per ottenere la nostra attenzione. Inoltre, l’uso della frase, “voglio vedere la TV”, è stato rilevante in quanto l’ascoltatore non poteva sempre sapere se il bambino lo diceva perché lo voleva veramente o se stava semplicemente etichettando per ottenere la nostra attenzione.

Altri bambini spesso fanno domande che non servono per ottenere informazioni. Ad esempio, possono chiedere, “dov’è la mia palla?” quando la palla è proprio di fronte a loro. Ciò spesso accade perché il bambino è stato rinforzato per dire parole che suonano come domande ricevendo la cosa desiderata, anche quando è visibile. Oppure, al bambino può essere stato insegnato a fare domande mediante attività di imitazione che non includevano rinforzi appropriati (per ottenere informazioni non note). Per esempio, è probabile che il bambino è stato rinforzato per dire “Chi è?” mentre guarda le foto dei famigliari in un album. Se il bambino sa denominare le persone raffigurate nell’album (tact) allora non ha bisogno della domanda “chi è?” per farglielo dire. Qualsiasi cosa sia successa in passato, è meglio suggerire le parole corrette da utilizzare nel contesto per poi rinforzare, variando il più possibile con gli aiuti e sfumandoli gradualmente. Contemporaneamente insegniamogli le condizioni appropriate affinché il bambino sarà in gradi di discriminare tra le varie fotografie. Ad esempio, il bambino ecolalico descritto in precedenza, si potrebbe aiutare mettendo il dito del bambino sulla foto e dicendo “Guarda, c’è papà!”, “Ecco la nonna!” ecc. e diminuire gli aiuti. Nel contempo, potremmo insegnargli a fare domande col “chi” a condizione che abbia realmente bisogno di questa informazione.

 

Come insegno al bambino a fare domande nelle condizioni appropriate?

Prima di tutto, considerate l’informazione che rinforzerà il modello di domanda specifica:

 

 “Sanno” per ottenere informazioni sull’abilità di un oggetto o di una persona nel fare un’attività specifica. La risposta di solito è si o no.

Esempio: “Gli asini sanno volare?”

 

 “Posso” per ottenere il permesso di fare un’attività desiderata o di ottenere un oggetto.

Esempio: “Posso uscire?”

“Posso avere il dolce?”

 

 “Puoi / potresti / ti spiace” per ottenere informazioni sulla capacità, volontà o possibilità che un’altra persona svolga un’attività specifica.

Esempio: “La nonna può venire a prendermi?”

“Potresti aiutarmi col puzzle?”

“Potrei avere le mie scarpe?”

“Ti spiace portare fuori la spazzatura?”

“Può guidare il mio camion?”

“Papà può andare al lavoro oggi?”

“Potrebbe la Signorina Smith prendermi al parco con lei?”

 

 “Cosa / che cos’è?” per ottenere informazioni sull’etichetta di un oggetto.

Esempio: “Cosa c’è nella borsa?”

“Che cos’è?” (indicando un oggetto o una foto raffigurante un oggetto sconosciuto)

 

 “Che tipo di” per ottenere informazioni specifiche su una caratteristica di un oggetto oppure per indicare che è richiesta una maggiore specificità.

Esempio:

Insegnante: “Ho un cane nuovo!”

STUDENTE: “Di che tipo / razza?”

Insegnante: “Un Boxer.”

 

“Che tipo di patatine vuoi?”

 

 “Chi” per ottenere informazioni sul nome (tact) di una persona.

Esempio: “Chi è?” (bambino nuovo nella classe)

“Chi ha preso il mio camion?”

Mamma: “Oggi viene qualcuno a trovarci!”

STUDENTE: “Chi?”

 

“Dove?” per ottenere informazioni su dove sono posizionati oggetti, persone o attività.

Esempio: “Dov’è la mamma?” (con la mamma non presente)

“Dove sono le mie scarpe” (con le scarpe non sono presenti)

“Dove stiamo andando?”

 

“Quando” per ottenere informazioni riguardo la posizione temporale di un evento.

Esempio: “Quando posso pranzare?”

“Quando parti per le vacanze?”

“Quando possiamo vederci?”

 

“Perché” per conoscere la ragione per cui qualcosa si verifica o si è verificata.

Esempio: “Perché porti una borsa in testa?”

“Perché mi hai colpito?”

“Perché parla così ad alta voce?”

 

“Quale” per poter scegliere tra 2 o più oggetti.

Esempio:

Papà: “Posso avere un dolce?” (ce ne sono 3)

STUDENTE: “Quale?”

 

“Come” per ottenere informazioni sulla procedura o il processo di completamento di qualcosa.

Esempio: “Come si apre?”

“Come funziona?”

 

Il passo successivo è stabilire come possiamo far giungere al bambino un’informazione importante (rinforzante). Questo è un elemento fondamentale dell’insegnamento perché, mentre possiamo insegnare al bambino a fare domande, se il bambino non viene rinforzato dall’informazione ricevuta è improbabile che si impegni in tale comportamento in modo spontaneo! In altre parole, possiamo insegnargli a chiedere ma dobbiamo anche insegnargli ad avere interesse nel ricevere l’informazione richiesta. Ciò può essere fatto abbinando il momento in cui si riceve l’informazione con un rinforzatore prestabilito. Se per lungo tempo si abbinano l’ottenimento dell’informazione col rinforzo, la probabilità che in futuro vengano poste domande aumenta. L’autore solitamente insegna per prima le “parole interrogative” in modo da assicurarsi che vengano recepite come “parole importanti” (stimolo discriminativo), ciò per una specifica risposta o uno specifico tipo di informazione. In seguito possono essere insegnate domande multiple che contengono ogni specifica forma di domanda che può essere insegnata. Qui di seguito degli esempi di procedure di insegnamento:

 

“Cosa?”

(I libri “del Trenino Thomas” sono altamente rinforzanti per il bambino e sono posti lontani dalla sua vista)

 

Insegnante:         “Ho qualcosa per te! Di’, “cosa?”

STUDENTE: “Cosa?”

Insegnante:         “Un nuovo libro del Trenino Thomas!”

 

(Nota: Al bambino deve essere già stato insegnato a rispondere con l’ecoico qualsiasi cosa segue “dì” in un’istruzione. Se il bambino ha difficoltà a discriminare la richiesta di una risposta ecoica nel rispondere alla domanda stessa, è spesso utile fargli fare prima l’eco di altre parole prima di costruire il momento della domanda).

Esempio:

Insegnante: “Di’ casa”

STUDENTE: “casa”

Insegnante: “Di’ bambino”

STUDENTE: “bambino”

Insegnante:         “Di’ cosa”

STUDENTE: “Cosa”

 

(L’oggetto rinforzante si trova in un sacchetto opaco)

 

Insegnante:         (indicando il sacchetto) “Di’, cos’è quello?”

STUDENTE: ” Cos’è quello”

Insegnante:         “E’ il tuo gioco! Su, giochiamo!”

 

(Il bambino si dirige verso una borsa chiusa che contiene un rinforzo)

 

Insegnante:         “Di’, cosa c’è nella borsa?’”

STUDENTE: “cosa c’è nella borsa?”

Insegnante: “Un nuovo video che possiamo guardare! Andiamo!”

 

Una volta che la domanda è stata accoppiata al  rinforzo in misura sufficiente, insegnare al bambino a chiedere informazioni sulle etichette (tacts) che non conosce.

 

Insegnante: (mentre guarda un libro con gli animali marini contenente sia molte etichette che il bambino ha acquisito in precedenza ma anche alcune che non gli sono ancora state insegnate)

Insegnante: “Cos’è?”

STUDENTE: “balena”

Insegnante: (indica gli altri animali che il bambino conosce ma non chiede “cos’è?” per ridurre l’aiuto per le etichette).

STUDENTE: “Squalo, Piovra“

Insegnante: (Indica un animale non conosciuto e immediatamente aiuta), “Di’ cos’è?”

STUDENTE: “Cos’è?”

Insegnante: “E’ un leone marino”

 

(A seconda del bambino, il rinforzo per questo comportamento (porre la domanda) può essere ricevere l’informazione (se gli piacciono gli animali marini) oppure può essere abbinato al rinforzo sociale quale ”Wow! Stai imparando a riconoscere tantissimi animali marini!”

La lode sociale è diventata un rinforzo condizionato oppure potrebbe essere abbinata alla riduzione di domande (soltanto leggendo e divertendosi insieme col libro), o ad un altro rinforzo (ad esempio per ottenere un tricheco giocattolo dopo che il bambino ha fatto la domanda)

 

“Chi?”

(E’ programmato l’arrivo di alcune persone che sono state abbinate al rinforzo)

Insegnante: “C’è qualcuno alla porta! Di’ chi?”

STUDENTE: “Chi?”

Insegnante: (aprendo la porta) “E’ la nonna!” (ripetere con altre persone preferite)

 

(Far nascondere diverse persone a turno sotto una coperta, lontano dalla vista del bambino)

Insegnante: “Guarda! C’è qualcuno sotto la coperta! Di’, chi?”

STUDENTE: “Chi?”

Insegnante: (dice il nome della persona mentre questa spunta fuori dalla coperta)

Insegnante: “Qualcuno vuole darti un bacio! Di’ chi?”

STUDENTE: “Chi?”

Insegnante: “Io!” (colma il bambino di baci)

 

(Organizzare una telefonata da qualche persona preferita dal bambino)

Insegnante: “C’è qualcuno al telefono per te! Di’, chi è?”

STUDENTE: “Chi è?”

Insegnante: “E’ papà! Papà vuole parlare con te!”

 

(guardando un album di foto)

Insegnante: “Chi è questa?”

STUDENTE: “mamma”

Insegnante: (continua indicando le foto e successivamente indica qualcuno che il bambino non conosce)

Insegnante: “Di’, chi è questo?’”

STUDENTE: “Chi è questo?”

Insegnante:“Bill” (fornire anche un rinforzo sociale o primario per aver fatto la domanda)

 

“Dove?”

(Il pupazzo Woody di “Toy Story” è un forte rinforzatore, ma può essere usato qualunque altro pupazzo)

Insegnante: “Io so dov’è Woody! Di’, dove?”

STUDENTE: “Dove?”

Insegnante: “E’ sotto il divano!” (se necessario, aiuta il bambino a localizzarlo)

 

Una volta che il “cosa” è masterizzato, abbinarlo al “dove”.

 

Insegnante: “Ho qualcosa per te!”

STUDENTE: “Cos’è?”

Insegnante: “Una nuova palla! Di’, dov’è?’”

STUDENTE: “Dov’è?”

Insegnante: “E’ nella borsa”

STUDENTE: (tira fuori la palla)

 

Una volta che il bambino chiede dove in situazioni organizzate in modo appropriato ed in risposta ad uno specifico SDs, allora insegnategli a chiedere “dove” combinato al nome dell’oggetto per quegli oggetti non a vista.

 

(giocando con le palline colorate - l’Istruttore nasconde la palla in diversi posti nella stanza)

Insegnante: (richiama l’attenzione sul contenitore dove di solito è la palla e che adesso è vuoto) Di’, dov’è la palla?”

STUDENTE: “Dov’è la palla?”

Insegnante: “E’ sotto la scatola”

 

(Dare i cereali senza un cucchiaio)

Insegnante: “Di’, dov’è il mio cucchiaio?”

STUDENTE: “Dov’è il mio cucchiaio?”

Insegnante: “E’ nel cassetto. Andiamo a prenderlo!”

 

(Il bambino deve fare richieste costanti degli oggetti non visibili. Assicuratevi di continuare a rinforzare più volte la richiesta dell’oggetto (Ho bisogno di un cucchiaio). Potrebbe anche essere utile nascondere un rinforzo primario insieme al  cucchiaio per realizzare un rinforzo ritardato per ottenere il cucchiaio stesso)

 

“Perché?”

(Istruttore e bambino lavorano su un’attività che non è tra le sue preferite)

Insegnante: “Dobbiamo smettere di lavorare. Di’, perché?”

STUDENTE: “Perché?”

Insegnante: “Perché andiamo al parco!” (un’attività estremamente gradita al bambino)

 

(il bambino guarda un video non tra i suoi preferiti. L’ Istruttore entra e spegne il video)

Insegnante: “Di’, perché hai spento il video?”

STUDENTE: “Perché hai spento il video?”

Insegnante: “Così possiamo vedere quest’altro video!” (un video più gradito)

 

(L’Istruttore indossa un naso da clown durante la sessione)

Insegnante: “Di’, perché porti quel naso?’”

STUDENTE: “Perché porti quel naso?”

Insegnante: “Perché oggi giochiamo al circo!” (una delle attività amate dal bambino)

 

“Quale?”

Insegnante: “Uno di queste caramelle è per te! Di’, quale?”

STUDENTE: “Quale?”

Insegnante: “Quella arancione.’ (il colore preferito del bambino)

Insegnante: (mostrando 2 pugni chiusi) “Ho un pezzo di caramella nella mano! Di’, quale?

STUDENTE: “Quale?”

Insegnante: “Questa!” (apre la mano e da’ la caramella al bambino)

 

(Può anche insegnare al bambino a chiedere nello specifico “in quale mano?”)

(sono presenti 2 scatole – in una c’è Woody)

Insegnante: “Woody è in una scatola. Di’, quale scatola?

STUDENTE: “Quale scatola?”

Insegnante: “La scatola luccicante.”

 

Una volta che la forma di richiesta interrogativa viene usata in modo costante, insegnategli a chiedere informazioni di chiarimento della richiesta.

 

(sono presenti 2 palloncini)

Insegnante: “Portami un palloncino. Di’, quale?”

STUDENTE: “Quale?”

Insegnante: “Quello lungo.”

STUDENTE: (Da’ il palloncino all’Istruttore che lo fa volare giocando col bambino)

 

Quando il bambino ha masterizzato le domande “Cosa?” e “Dove?”, combinatele con “Quale?”

 

Insegnante: “Ho qualcosa per te!”

STUDENTE: “Cosa?”

Insegnante: “Una palla!”

STUDENTE: “Dov’è?”

Insegnante: “Nella borsa. (ci sono 2 borse diverse). Di’, quale?”

STUDENTE: “Quale?”

Insegnante: “La borsa grande”

 

“Di chi?”

Insegnante: “Ho la caramella di qualcuno! Di’, di chi?”

STUDENTE: “Di chi?”

Insegnante: “E’ tua!” (gli da’ la caramella)

Insegnante: (Posiziona una caramella davanti al bambino) “Di’, di chi è la caramella?”

STUDENTE: “di chi è la caramella?”

Insegnante: “E’ tua!”

 

Una volta che il bambino chiede “Di chi?” con regolarità e senza aiuti, allora talvolta inserite prove in cui la caramella è di qualcun altro.

 

(la caramella è di fronte al bambino)

STUDENTE: “di chi è la caramella?”

Insegnante: “E’ della mamma” (La mamma prende la caramella)

 

“Quando?”

STUDENTE: “Posso avere un dolce?”

Insegnante: “Non ora. Di’, quando?” STUDENTE: “Quando?”

Insegnante: “Appena abbiamo lavato le mani!” (fate in modo che all’inizio il tempo di attesa sia molto breve!)

Insegnante: “Andiamo al parco! Di’, quando?”

STUDENTE: “Quando?”

Insegnante: “Appena abbiamo finito questo libro!”

 

Dopo che le domande col “Dove?” sono state masterizzate, combinatele col “Quando?”

 

Insegnante: “Oggi andiamo in un posto speciale!”

STUDENTE: “Dove andiamo?”

Insegnante: “Allo zoo! Di’, quando andiamo allo zoo?’”

STUDENTE: “Quando andiamo allo zoo?” (il posto preferito del bambino)

Insegnante: “Subito dopo pranzo!” (Fate questo mentre state pranzando, non subito dopo la prima colazione! L’attesa, specialmente all’inizio, deve essere breve)

 

“Come?”

Insegnante: (ha un nuovo gioco difficile da azionare) “Io so come si accende. Di’, come?”

STUDENTE: “come?”

Insegnante: “così!” (accende ma nasconde il “segreto” al bambino in modo da ottenere alcuni tentativi!)

 

Dopo che non è più necessario il suggerimento, aiutate solo il bambino a dire “Come lo accendo?” e fateglielo vedere.

 

Insegnante: (Ha un contenitore con una nuova apertura e un rinforzo all’interno. Da’ il contenitore al bambino)

Insegnante: “Di’, come si apre?’”

STUDENTE: “Come si apre?”

Insegnante: “Devi girare in questo modo.”

(apre il contenitore e da’ il rinforzo al bambino.)

 

“Sai?/So”

(al bambino piace guardare l’Istruttore che fa cose divertenti e fa regolarmente commenti appropriati senza aiuti.)

 

Insegnante: “Facciamo un gioco! Sai fare questo?” (fa qualcosa di divertente perché il bambino lo imiti)

STUDENTE: “Si, lo so fare!” (Imitando)

Insegnante: “E’ divertente! Ora tocca a te.”

STUDENTE: “Sai fare questo?” (fa qualcosa di divertente perché l’Istruttore lo imiti)

Insegnante: “Si, lo so fare!” (Oppure, “No, non lo so fare!” se conveniente!)

 

“Vuoi?”

Insegnante: “Possiamo andare fuori se tutti lo vogliamo. Di’, vuoi andare fuori?”

(si manda il bambino a chiedere ad un altro bambino in un gruppo di 3.)

STUDENTE: “Vuoi andare fuori?” (continuare con gli altri bambini, sperando che tutti dicano di si!)

Insegnante: “Puoi giocare a palla se trovi qualcuno con cui giocare. Di’, vuoi giocare a palla?”

(si manda il bambino a chiedere ad altre persone)

STUDENTE: “Vuoi giocare a palla?” (continua finché trova qualcuno che dice di si)

 

Questi sono solo esempi delle numerose attività che possono essere eseguite per insegnare al bambino a fare domande. Le cose importanti da ricordare sono:

 

1)    L’informazione non deve essere già nota.

2)    L’informazione deve essere “preziosa” per il bambino.

 

icon Cap26 - Insegnare al bambino a fare domande (292.75 kB)

 

Disclaimer - Avviso

Si ringrazia Marioposa School per aver concesso la libera traduzione e pubblicazione di questo manuale.

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati alla Mariposa School, Mariposa non garantisce o assicura che I contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

the document was translated by a party unrelated to Mariposa and as a result, Mariposa makes no guarantees or assurances that the translated content accurately represents the original.

Il manuale completo originale è scaricabile al link: Training Manual – Entire Manual

 

Bacheca Annunci - offerte e richieste di terapisti, supervisor, logopedisti, educatori, etc.

Contenuto CittàCurriculum Data
nopic

Cercasi terapisti ABA interland Milano sud (Buccinasco) ( / Richiesta terapista)

Cercasi urgentemente terapisti ABA a Buccinasco (MI) per bambina di 21 mesi non verbale a cui è stat...
Buccinasco
05-12-2016
da Ettore
0 visite
nopic

ricerca educatore ( / Richiesta terapista)

salve sono Anna, mamma di un bambino di 3 anni e mezzo con autismo ad alto funzionamento sono alla...
Mozzanica
01-12-2016
da Anna De Gregorio
63 visite
nopic

ricerca educatore ( / Richiesta terapista)

Salve sono Anna, mamma di un bambino autistico ad alto funzionamento. il bambino deve incominciare...
Mozzanica
01-12-2016
da Anna De Gregorio
46 visite
nopic

Terapista A.B.A disponibile su Milano e Provincia ( / Offerta terapista)

Mi offro come terapista A.B.A per le seguenti zone: -Milano -Pioltello - Cernusco sul Naviglio -...
Milano
Curriculum: Scarica file
29-11-2016
da rosa.greco
88 visite
nopic

CORSO RBT TECNICI COMPORTAMENTALI CERTIFICATI ( / Eventi)

L'ASSOCIAZIONE LA FABBRICA DEL CUORE - AMICI PER L'AUTISMO - ONLUS ORGANIZZA un corso di formazione ...
ROMA
28-11-2016
da arici
113 visite
nopic

CERCASI – EDUCATRICE TERAPISTA ABA ( / Offerta terapista)

CERCASI – EDUCATRICE TERAPISTA ABA con esperienza per bambino di 4 anni - PADERNO DUGNANO(MILANO) ...
Paderno Dugnano (MI)
Curriculum: 27-11-2016
da Lev
82 visite
nopic

Richiesta terapista Cernusco sul Naviglio (Milano) ( / Richiesta terapista)

Cercasi terapisti ABA preferibilmente con esperienza e formazione e con tanta motivazione. Nostro f...
Cernusco sul naviglio (MI)
23-11-2016
da abapertommy
104 visite
nopic

Psicologa dello sviluppo approccio cognitivo comportamentale ( / Offerta terapista)

Buongiorno, sono una psicologa dello sviluppo e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazio...
Mantova
Curriculum: 21-11-2016
da chiara.muliari
96 visite
Psicologa dello sviluppo e dell

Psicologa dello sviluppo e dell'educazione ( / Offerta terapista)

Sono una Psicologa dello Sviluppo e dell'educazione. Sono specializzata in autismo infantile, temati...
FIRENZE
Curriculum:
19-11-2016
da dottoressaroberta
147 visite
nopic

materiale per sessione ABA ( / Offro/vendo materiale)

Salve, mi chiamo Irene Aru sono mamma di un bambino autistico. Ho creato una pagina facebook “MAT...
olbia
17-11-2016
da irene aru
424 visite
nopic

psicologa,Educatrice,Terapista aba ( / Offerta terapista)

Psicologa, Psicoterapeuta, Educatrice e terapista aba offre la propria collaborazione per terapie ab...
Bari
Curriculum:
17-11-2016
da Rosilda
114 visite
nopic

CERCASI URGENTEMENTE TERAPISTA ( / Richiesta terapista)

si ricerca terapista ABA a domicilio, anche da formare, per 1/2 bambini residenti a Ladispoli (RM). ...
Ladispoli (RM)
17-11-2016
da anna.pepa
105 visite
nopic

Psicologo a domicilio ( / Offerta terapista)

Psicologo con esperienza ventennale disponibile al vostro domicilio su appuntamento per: Sostegno e...
Rimini
Curriculum: 16-11-2016
da gerrani
96 visite
nopic

Psicologo a domicilio ( / Offerta terapista)

Psicologo con esperienza ventennale disponibile al vostro domicilio su appuntamento per: Sostegno e...
Rimini
Curriculum: 16-11-2016
da gerrani
95 visite
nopic

terapista/educatore ABA ( / Richiesta terapista)

Cercasi urgentemente terapista ABA già formato oppure persona con predisposizione a lavorare/giocar...
Imola
15-11-2016
da Michileo
116 visite
nopic

Educatore ( / Offerta terapista)

Educatore con laurea magistrale in Scienze della Formazione, operatore ABA in formazione (Master ABA...
Nuoro
Curriculum: Scarica file
10-11-2016
da Osvaldo
135 visite
nopic

Cercasi - TERAPISTA ABA ( / Richiesta terapista)

Cercasi – PADERNO DUGNANO (MILANO) – TERAPISTA ABA-VB con esperienza, per bambino di 4 anni. Richie...
Paderno Dugnano (MI)
10-11-2016
da Lev
150 visite
nopic

Psicologa, terapista ABA, tutor professionale DSA ( / Offerta terapista)

Offre la propria disponibilità alle famiglie della provincia di Trapani e Palermo. Eseguo terapie A...
Alcamo
Curriculum: Scarica file
09-11-2016
da elena.cusumano
140 visite
nopic

Psicologa Psicoterapeuta ( / Offerta terapista)

Psicologa Psicoterapeuta, con esperienza nell’ambito dei Disturbi dello Sviluppo, dello Spettro Auti...
Roma
Curriculum:
07-11-2016
da monicabalderi
185 visite
nopic

materiale per sessione aba ( / Offro/vendo materiale)

Salve, mi chiamo Irene Aru e sono mamma di un bambino autistico. Ho creato una pagina facebook ,mat...
olbia
06-11-2016
da irene aru
356 visite
Le informazioni fornite in questo sito hanno carattere informativo generale e non intendono in alcun modo dare consigli medici. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poichè viene aggionato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore lo si comunichi all'autore del sito che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nel guestbook. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.

Questo sito utilizza i cookies di profilazione. Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso di tutti i cookies. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information