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Mariposa school Training Manual - Capitolo 23 Scelta degli obiettivi Stampa E-mail

Traduzione a cura di www.iocresco.it


Mariposa School - Training Manual Italiano iocresco_Cap23Data la natura di un tipico programma di Verbal Behavior (VB), la scelta degli obiettivi va di pari passo al modo con cui si registrano i dati. Una volta che una abilità è stata masterizzata, spesso viene trasferita ad un’altra funzione verbale (operante). Ad esempio, le richieste masterizzate (mand) possono quindi essere trasferite ad obiettivi di classificazione (tact). Il comportamento implicato nel raggiungere e toccare un oggetto quando richiesto, può essere trasferito al conseguimento di una risposta ricettiva (tocca, prendi). Obiettivi di imitazione motoria già masterizzati possono essere trasferiti anche a obiettivi ricettivi. (Per ulteriori suggerimenti sulle procedure di trasferimento si consultino le sezioni sull’insegnamento di abilità individuali all’interno di ciascun operante verbale).

 

Scelta degli obiettivi

Quando si scelgono gli obiettivi così come le risposte individuali, bisogna tenere ben presenti i seguenti punti:

1.   Gli obiettivi scelti devono essere, per il bambino, funzionali.

2.   Per insegnare nuove abilità, utilizzate competenze che il bambino ha già masterizzato in precedenza.

3.   Gli obiettivi devono essere appropriati all’età ed allo sviluppo del bambino.

4.   Gli obiettivi devono essere scelti anche in base alle priorità che la famiglia ha per il bambino.

5.   Muovetevi tra vari operanti verbali piuttosto che scegliere l’abilità successiva nello stesso operante.

6.   Assicuratevi che il bambino abbia le competenze necessarie di prerequisito per l’abilità obiettivo di insegnamento.

 

Determinazione degli obiettivi

Appena completata la valutazione ABLLS™-R, si raccomanda di usare una stima prudente. Se non siete sicuri che il bambino sa usare un’abilità in modo disinvolto (ossia velocemente e facilmente senza aiuto), fate alcune prove. E’ meglio sottostimare le abilità del bambino e mantenere un insegnamento “semplice” che sovrastimare e mandare in frustrazione il bambino. Siate consapevoli che per alcune abilità, il bambino può avere il comportamento desiderato occasionalmente ma non sotto “controllo istruzionale”. Ad esempio, un bambino potrebbe imitare altri bambini nel suo video preferito, ma non è capace poi di imitare voi quando gli dite “fai questo”. E’ altresì importante riconoscere se il comportamento da raggiungere come obiettivo, sia sotto il controllo stimolato da domande specifiche. Per esempio, il bambino potrebbe essere capace di vedere un treno e dire “Il treno blu cade dai binari”, ma non essere capace di rispondere alla domanda “Che colore è?”, “Di che colore è il treno?” o “Che cosa succede al treno?”.

Una volta che l’ABLLS™-R è stato completato, controllate i successivi due obiettivi in ciascuna area di abilità per possibili altri obiettivi. Poi, guardate tra gli operanti verbali per vedere se il bambino ha un’abilità masterizzata in un’altra area che può essere usata per insegnare questa nuova abilità. Ad esempio, se il bambino è capace di richiedere (mand) oggetti quando gli si chiede “Cosa vuoi?”, possiamo usare questa abilità per insegnargli ad etichettare oggetti quando gli si chiede “Che cos’è?”. Controllate anche gli eventuali scompensi nell’ABLLS™-R e focalizzate il vostro insegnamento sulle aree più deboli. Se il bambino presenta notevoli abilità di etichettatura (tacting) ma molte meno nelle richieste (manding), sarà meglio focalizzare la maggior parte delle istruzioni sulle competenze carenti di richiesta.

Assicuratevi che l’abilità sia appropriata alla sua età. Ci sono alcune abilità per cui i bambini non sono ancora pronti. Potrebbero non avere le abilità di prerequisito. Ad esempio, ad un bambino che non è capace di imitare sequenze di tre parole è meglio non cercare di insegnare il compito G34 “usare una frase intera quando etichetta nomi con verbi e aggettivi”. Cercare di insegnare abilità per le quali il bambino non ha i prerequisiti può essere frustrante sia per il bambino che per l’istruttore!

 

Scegliere gli obiettivi individuali

La richiesta (mand) è il primo operante verbale che viene insegnato perché permette al bambino di imparare la funzione del linguaggio che gli darà il “potere” sul proprio ambiente. Rileggetevi la sezione sulle richieste per poter scegliere più facilmente tra questi obiettivi. Il punto basilare da ricordare è che non potete insegnare ad un bambino a chiedere qualcosa che non vuole! Il lavoro principale di un istruttore, che ha appena iniziato ad insegnare le  “richieste”, è quello di inventarsi continuamente oggetti rinforzanti insegnando al bambino a richiederli. Gli obiettivi all’interno di altre aree di abilità (operanti verbali) possono essere strettamente correlati agli oggetti richiesti. Ad esempio, se un bambino richiede un’auto, un pesce e una patatina, questi oggetti potrebbero essere gli stessi obiettivi/stimoli utilizzati per insegnare al bambino le abilità in ricettivo tipo: “Seguire le istruzioni per guardare un oggetto rinforzante” (C3) oppure “Seguire le istruzioni per toccare un oggetto rinforzante in varie posizioni” (C5). D’altra parte, se un bambino ha difficoltà con una determinata abilità e non risponde ai suggerimenti (prompting), tale  risposta può essere scelta come obiettivo all’interno di un’altra area di abilità (operante verbale). Per esempio, se il bambino non è in grado di etichettare un oggetto specifico e non risponde all’aiuto ecoico, si può scegliere un obiettivo imitativo. Supponiamo che il bambino dica “trigoripero” al posto di “frigorifero”. Questo è ovviamente un problema di articolazione e non è che il bambino non sia capace di etichettare il frigo, allora si può scegliere un obiettivo “ecoico” o di imitazione per insegnargli, sillaba per sillaba, a “ripetere” almeno una maggiore approssimazione della parola “frigorifero”. Osservate attentamente l’attuale programma del bambino per stabilire le parole da insegnare per i compiti imitativi, invece di far imitare al bambino parole o frasi “a casaccio”. Per lo stesso motivo, se il bambino usa il linguaggio dei segni, adottate movimenti completi o parziali dei segni come obiettivi per l’imitazione invece di insegnare al bambino ad imitare movimenti casuali. Tutti gli obiettivi dovrebbero essere funzionali per il singolo bambino e dovrebbero essere in relazione alla sua vita attuale.

 

Il modo in cui raccogliete i dati può aiutare o rallentare il processo di transfer di una risposta da un operante verbale a un altro. E’ importante che i terapisti riescano ad avere una “visione d’insieme” e allo stesso tempo riescano a tenere traccia delle risposte individuali obiettivi del bambino. E’ fondamentale che gli istruttori si rendano conto che, gli obiettivi individuali insegnati, vengano “proposti” tutti partendo da abilità già precedentemente masterizzate invece che fare continui “esercizi” e “correzione”. E’ importante che i metodi di tracciatura dei dati mettano in condizione gli istruttori di focalizzarsi sull’insegnamento e non sugli esercizi. Prendere i dati non dovrebbe mai interferire con l’insegnamento. Si tracciano i dati allo scopo di:

1.    Monitorare l’efficacia dell’insegnamento

2.    Utilizzarli come mezzo di comunicazione tra gli istruttori

3.    Stabilire se sono stati masterizzati i singoli obiettivi

4.    Aiutare a stabilire il momento in cui sono stati masterizzati gli obiettivi

5.    Monitorare il mantenimento degli obiettivi

6.    Dare un “quadro d’insieme” della storia di apprendimento del bambino in modo che “cadute” o regressioni possano essere notate ed indirizzate.

 

Dati di test

Invece di acquisire dati su ogni singola risposta, la maggior parte dei consulenti VB suggeriscono di prendere dati sondando gli attuali obiettivi, ossia effettuando un test. L’idea è che se il bambino risponde ad un particolare SD (stimolo discriminativo=completamento/domanda/comando/direzione + qualsiasi stimolo visivo presente) alla prima prova del giorno effettuata velocemente e senza aiuto, la risposta viene considerata “indipendente” o corretta. Se questo non succede, la risposta viene corretta usando le procedure di correzione discusse in precedenza. Questo “test” giornaliero viene poi utilizzato per stabilire cosa insegnare durante la sessione. Dopo la prova, il resto della sessione viene usato per insegnare quelle risposte che hanno avuto bisogno di aiuto e i nuovi obiettivi scelti. Questi “obiettivi” sono mescolati con obiettivi masterizzati in precedenza tra gli operanti verbali. Lo scopo è quello di fare in modo che il bambino abbia sempre successo durante l’insegnamento. Le risposte del bambino durante i “test” ci permettono di notare quali sono gli obiettivi ancora difficili per il bambino che richiedono ulteriore insegnamento.

L’obiettivo, nell’apprendimento senza errori, è quello di ottenere la risposta voluta in ogni modo nel quale il bambino ha successo e successivamente prendendo vantaggio dal fatto che sarà più probabile che lui ripeta lo stesso comportamento “trascinandolo” in una nuova situazione sotto la quale si presenterà la risposta ottenendo di conseguenza il rinforzo. Poi gradualmente “differenzieremo” la nuova situazione da quella che abbiamo usato per trasferire o suggerire la risposta. Non passeremo ad una nuova situazione fino a che il bambino non sarà capace di rispondere correttamente e senza aiuto, nelle circostanze attuali. Inoltre, continueremo ad “eseguire i trasferimenti” su tutte le risposte corrette anche se il vero obiettivo del bambino non è il trasferimento. In tal modo, quando l’obiettivo viene aggiunto al nuovo operante, il bambino avrà già fatto molta pratica rispondendo correttamente, anche prima che l’obiettivo sia stato davvero scelto in quella classe operante.

Per esempio, supponiamo che il bambino sia in grado di richiedere “la palla” e che l’obiettivo attuale è che lui chieda la palla quando gli si domanda “Cosa vuoi?”. Durante la prima sessione di quel giorno (test di prova) abbiamo dovuto aiutarlo con un suggerimento ecoico. Durante la sessione, furono fatti più prompt ecoici per trasferire la richiesta. Alla terza prova il bambino non aveva più bisogno dell’aiuto ecoico e da quel momento fu capace di chiedere la palla quando la desiderava. Poi è iniziato il trasferimento all’etichettatura dell’oggetto (label).

 

Istruttore: Che cos’è questa?

STUDENTE: Palla.

Istruttore: Cosa vuoi?

STUDENTE: Palla.

 

La risposta è ancora sotto il controllo della richiesta (il bambino vuole la palla!) e “palla” è ancora un obiettivo di richiesta ma l’istruttore sta facendo pratica in modo che il bambino risponda, quando gli si domanda “Che cos’è questa?”.

A questo punto non vengono presi i dati reali sulla “nuova condizione”. Una volta che il bambino ha soddisfatto i criteri fissati per la masterizzazione,  l’obiettivo viene quindi aggiunto alla nuova condizione per essere incluso nelle sedute di prova. Si è già insegnato molto, ma l’obiettivo è ora di osservare se sa rispondere nella nuova condizione senza la necessità del trasferimento. Nell’esempio precedente, una volta che “palla” è stata scelta come obiettivo etichetta (tact), l’istruttore, alla prima “prova a freddo” del giorno, avrebbe chiesto “che cos’è questa?” prima ancora che ci siano stati trasferimenti o aiuti. Se il bambino ha risposto correttamente, sarebbe stata registrata come una risposta indipendente e l’istruttore avrebbe saputo che non avrebbe avuto bisogno di dedicare molto tempo durante la sessione per insegnare al bambino (usando procedure di trasferimento) ad etichettare la palla. Se il bambino ha risposto in modo errato o ha richiesto aiuto, allora sarebbe stata registrata una risposta “con aiuto” e l’istruttore avrebbe saputo che è necessario un ulteriore insegnamento.

Noi vogliamo che l’apprendimento sia assolutamente divertente! A tutti piace fare le cose che sappiamo fare bene così vogliamo essere sicuri che il bambino capisca che l’apprendimento è facile (utilizzando rinforzi frequenti). Uno dei sistemi affinché ciò avvenga è quello di combinare frequentemente, durante le prove, risposte già masterizzate. Dal punto di vista comportamentale, sappiamo infatti che, per un bambino, sarà più facile eseguire un compito “difficile” se viene diviso in più lavori “semplici”. In relazione al linguaggio, ciò significa che sarà più facile per il bambino rispondere ad una domanda difficile dopo che ha risposto ad alcune “semplici” domande o ha svolto alcune “semplici” direttive. L’impulso comportamentale costruito può essere usato a nostro vantaggio durante l’insegnamento ed i test. A seconda del livello di frustrazione del bambino, l’obiettivo avrà un rapporto che andrà da un minimo di 80/20 ad un massimo di 70/30 di risposte facili rispetto a quelle difficili. Gli obiettivi del momento sono da considerare “difficili” e le risposte masterizzate “facili”.

Per alcuni bambini può essere utile sondare tutti gli obiettivi attuali in una volta sola oppure in una specifica area di abilità in diversi giorni della settimana. Ciò dipende dalla facilità con cui il bambino apprende nuove abilità e dal modo in cui reagisce alla frustrazione. E’ un metodo sconsigliato per quei bambini che mostrano veloci segni di frustrazione.

Il numero di test da eseguire e i criteri di masterizzazione variano durante i programmi e possono essere in gran parte stabiliti dalle esigenze individuali di ciascun bambino e del gruppo di insegnanti. Per esempio, se l’unica persona che “lavora” con il bambino è uno dei genitori, sarà più facile tracciare ciò che si insegna al bambino senza un grande quantità di dati, ma se ci sono altre persone che lavorano con il bambino, sarà importantissimo che gli altri siano al corrente di cosa è stato insegnato al bambino e di come ha risposto a quel determinato insegnamento.

I criteri di masterizzazione dovrebbero essere stabiliti a partire dalla storia di apprendimento del bambino. Un team potrebbe osservare che il bambino masterizza un obiettivo in una sessione e non ha difficoltà nel ricordarlo per un lungo periodo. Per quel bambino, può essere sufficiente una risposta corretta su due prove. Per alcuni bambini potrebbero essere necessarie più sessioni di trasferimento e molto più insegnamento prima che rispondano correttamente, oppure il team potrebbe notare che il bambino “perde” frequentemente obiettivi masterizzati in precedenza. Per tali bambini potrebbe essere indispensabile utilizzare 5 prove corrette consecutive prima di valutare l’obiettivo masterizzato con fluidità (ossia con risposta veloce e senza aiuto).

Ogni volta che si lavora su un obiettivo ed il bambino non risponde entro 2-3 secondi, viene fornita la risposta, il comportamento è stimolato e viene riproposto lo SD (stimolo discriminativo) (vedere “procedure di correzione”). Anche se il team sa che il bambino conosce la risposta, è meglio non aspettare di più prima di aiutare (prompt) a rispondere correttamente. Le risposte “forti” vengono date velocemente, senza esitazione, ed è meglio continuare ad insegnare fino a che le risposte siano fluenti. Ciò contribuirà a garantire che il bambino si ricordi della risposta per un lungo periodo di tempo.

 

Mantenere le risposte

Se gli obiettivi vengono scelti bene, dovrebbero essere quelli con cui il bambino viene quotidianamente in contatto, in modo che la “pratica” con gli stessi avvenga di continuo. Con il progredire del programma e con le sessioni che diventano sempre più intensive, il numero     di obiettivi masterizzati diventerà  abbastanza elevato. Durante l’insegnamento intensivo questi dovranno essere gli obiettivi combinati all’insegnamento di nuovi obiettivi, in modo tale che il bambino abbia sempre successo. Ciò, inoltre, farà in modo che gli obiettivi saranno “revisionati” costantemente dando sempre al bambino un rinforzo per la risposta corretta.

Se un bambino non risponde correttamente ad un obiettivo masterizzato, bisognerebbe focalizzarsi su questo durante l’insegnamento e “re-insegnarlo” fino a quando il bambino non è capace di rispondere correttamente. Assicuratevi di prestare attenzione sia alle domande poste che alla risposta particolare che il bambino sta dando per individuare cosa sta procurando al bambino difficoltà nel discriminare. Più il bambino impara su un determinato oggetto o categoria di oggetti, più discriminazioni condizionali sono necessarie per rispondere correttamente. Usate le informazioni derivanti dai test e dalle sessioni di insegnamento per stabilire quali sono le discriminazioni da insegnare.


icon Cap23 - Scelta degli obiettivi (182.29 kB)


Disclaimer - Avviso

Si ringrazia Mariposa School per aver concesso la libera traduzione e pubblicazione di questo manuale.

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati alla Mariposa School, Mariposa non garantisce o assicura che I contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

the document was translated by a party unrelated to Mariposa and as a result, Mariposa makes no guarantees or assurances that the translated content accurately represents the original.

Il manuale completo originale è scaricabile al link: Training Manual – Entire Manual

 

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