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Nel 1995 ha risposto ad un annuncio trovato nella bacheca del college dove studiava per lavorare con una bambina di tre anni affetta da un ritardo dello sviluppo. Non avrebbe mai immaginato che la bambina dell'annuncio, e il lavoro svolto con lei, avrebbe cambiato la sua vita.
Da allora ha lavorato con dozzine di bambini di tutte le età, con caratteristiche e bisogni diversissimi, in ogni parte del mondo. Sebbene le piacerebbe che non ci fosse affatto bisogno dei servizi che svolge, ama il suo lavoro ed è entusiasta dell'opportunità che questi meravigliosi bambini le danno di essere loro amica, di insegnare loro ed imparare a sua volta da loro.
Crede che i bambini affetti da autismo siano molto sottovalutati. Ogni giorno ha l'opportunità di godere dell'intelligenza, dell'humor, e della grande emotività di questi bimbi. Pensa che sia impossibile essere una buona insegnante senza prima formare un legame con i propri studenti. Sa che, grazie a questa prospettiva, il suo lavoro è stato grandemente arricchito.
Il suo obiettivo come analista comportamentale consiste nel migliorare la vita dei suoi studenti quanto più possibile, insegnandogli a comunicare, a studiare, a interagire e divertirsi con la famiglia, gli amici, e tutti coloro che incontrano. Le famiglie dei suoi studenti sono le risorse più preziose che ha per conoscere ed aiutare meglio i suoi bambini, e vi lavora a stretto contatto per stilare un piano di studi completo. Con una squadra affiatata (la famiglia, lei, e soprattutto lo studente) crede che tutti i bambini con autismo possono fare veramente tantissimo. Non sarebbe riuscita a farlo se non ci avesse creduto fermamente. Come ripete sempre:
“io insegno ai bambini autistici, e loro insegnano a me”
Dal sito di Christina Burk una serie di preziosissimi documenti:
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Nel 1913, John Watson ha individuato l'osservazione del comportamento come la tematica principale della psicologia e ha dichiarato che tutti i comportamenti sono controllati da eventi che hanno luogo nell'ambiente circostante. Su questo approccio Watson ha posto le basi della psicologia "stimolo-risposta" che ha dato origine al movimento chiamato Behaviorism (comportamentismo). Successivamente B. F. Skinner ha chiarito la distinzione tra il condizionamento "rispondente" di Ivan Pavlov (riflessi condizionati) e il condizionamento "operante", in cui la conseguenza del comportamento controlla il futuro verificarsi di questo comportamento.
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Una serie di cose vengono dette sul mondo dell’autismo per servire differenti metodologie, approcci diversi, e differenti teorie su come lavorare. In modo più evidente, ci sono state recentemente molte discussioni inerenti a particolari interventi comportamentali e alle loro differenze. Gli acronimi rilevanti in questo sito che sono più spesso discussi sono “ABA”,AVB”,”DTT”, e ”NET”. Quindi cosa vuol dire AVB?
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Molte persone quando pensano all'ABA immaginano un bambino a tavolino con l'insegnante, il materiale didattico, un libro di programmi, e rinforzatori sparpagliati attorno a loro. In verità questo è il caso dell'insegnamento strutturato (di solito DTT). Però l'ABA è molto più del DTT, molto più che l'insegnamento strutturato. Gli studenti devono imparare ad imparare in tutti gli ambienti, non prima in uno e poi imparare a generalizzare negli altri. Le "contingenze ambientali" (il modo in cui l'ambiente è organizzato, per così dire) hanno molto a che fare con il controllo degli stimoli. Al fine di generalizzare bene e facilmente, la generalizzazione deve essere incorporata nell'insegnamento fin dall'inizio, e un modo per fare questo è proprio l'insegnamento in ambiente naturale (NET).
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