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Insegnare le abilità sociali ai bambini autistici Stampa E-mail

icon Insegnare le abilità sociali ai bambini autistici (200.52 kB)

Di Vince LaMarca, analista comportamentale certificato e redattore presso il Lovaas Institute-Indianapolisabilità sociali

L'insegnamento delle abilità sociali ai bambini autistici nell'ambito della terapia comportamentale è in continua evoluzione, forse più di ogni altro aspetto. Solo il "Journal of Applied Behavior Analysis" riporta frequenti articoli sull'insegnamento delle abilità di interazione nel gioco, sullo sviluppo della creatività e della spontaneità, e sullo sviluppo delle abilità discorsive. Questi articoli sono visibili al pubblico sul sito http://seab.envmed.rochester.edu/jaba/ (Iniziate con una ricerca a testo pieno (full-text search) o andate direttamente alla sezione "Table of Contents").

Anche se i programmi di apprendimento delle abilità sociali del Lovaas Institute sono numerosi e complessi può rivelarsi utile familiarizzare con alcuni punti a carattere generale.


Punto 1

Definire in termini misurabili uno o più comportamenti sociali che il bambino deve imparare

I comportamenti che insegniamo al bambino possono essere definiti in modo generico ( es. partecipare ad un gioco di gruppo) o più specifico (es. rispondere ad un coetaneo). Il comportamento scelto può essere verbale (es. sostenere un argomento in una conversazione) o non verbale ( rispondere ad un'espressione facciale di un coetaneo, ad esempio un sorriso, avvicinandosi a lui). Qualunque sia la natura dei comportamenti scelti, il primo passo è definirli in termini di osservazione e misurazione in modo che l'istruttore possa registrare le manifestazioni del comportamento, l'utilità o meno di un prompt, i processi di rimozione dei prompt, l'efficacia o meno di un tipo di rinforzo, una tabella di marcia per la rimozione del rinforzo, e infine i supporti necessari alla generalizzazione dei nuovi comportamenti attraverso persone e situazioni e nel tempo, e la rimozione di detti supporti.

Esempi di definizioni di comportamenti sociali sono reperibili nell'articolo di Pierce e Schreibman (1995) sull'insegnamento dei comportamenti sociali complessi ai bambini autistici. Un esempio è la definizione di "avvio del discorso" come "Espressione che non risponde direttamente ad una domanda precedente o posta almeno 5 secondi dopo una precedente espressione. Per esempio, espressioni come "la palla è blu" o "mi piace la pizza" sono state registrate come avvii di discorso". (1) Nell'articolo sono definiti altri comportamenti come "mantenimento dell'interazione", "avvio al gioco", "disimpegno", "osservazione", "concentrazione sugli oggetti, "supporto all'attenzione condivisa" e "coordinamento dell'attenzione condivisa".


Punto 2

Usare tecniche di prova distinta per discutere con un bambino ed insegnargli nuovi comportamenti sociali

Le abilità linguistiche apprese da un bambino nelle fasi iniziali e intermedie della terapia comportamentale costituiscono la struttura necessaria all'apprendimento di nuove abilità sociali complesse nelle fasi successive. La discussione precostituita può essere una tecnica efficace ai fini dell'introduzione di argomenti legati alla relazione, ma evitate di considerarla come l'unica possibile, poiché raramente porta alla totale padronanza delle abilità discusse. Comunque, la discussione è spesso un elemento cruciale nella totalità del processo di apprendimento.

Si possono leggere e commentare con il bambino storie di argomento relazionale. Per esempio il libro The Rainbow Fish di Marcus Pfister, la storia di un bellissimo pesce che impara a fare amicizia condividendo ciò che ha di più caro-le sue scaglie lucenti-include temi come:

  • L'importanza della condivisione
  • Come noi apprezziamo le nostre cose e siamo tristi se qualcuno le danneggia

Durante la lettura il bambino imparerà a rispondere a domande come:

  • Che cosa vuole il protagonista?
  • Come si sente?
  • Perché si sente così?
  • Che cosa puoi fare per lui?
  • Che cosa pensi che succederà dopo? Perché?
  • Che cosa faresti se tu fossi il protagonista? Perché?


I libri devono essere letti e commentati più volte o fino a quando il bambino non risponde prontamente a domande su specifici temi relazionali mostrando di aver capito la situazione descritta. Collane come Franklin, Arthur e Berenstain Bears sono spesso d'aiuto per i bambini che stanno imparando a comprendere le situazioni relazionali.

L'insegnamento di specifici comportamenti sociali è spesso un punto cruciale a prescindere dalle storie. All'inizio Brian ha incontrato qualche difficoltà nell'avviare discorsi con i coetanei. Cercava di parlarci, ma veniva ignorato perché i suoi coetanei si stancavano di sentire ogni volta le stesse due frasi che lui rivolgeva loro. Per aiutarlo a superare la sua difficoltà è stato pianificato un intervento sulla capacità di avvio del discorso, che consisteva per prima cosa nell'insegnare a Brian le variazioni in un confronto faccia a faccia con il suo istruttore. Brian ha imparato a:

  • rivolgere complimenti all'istruttore
  • porre una domanda sull'attività in cui l'istruttore era impegnato
  • fare un commento su ciò che l'istruttore stava facendo
  • porre una domanda su qualcosa di cui sapeva che piaceva all'istruttore
  • fare un commento su qualcosa di cui sapeva che piaceva all'istruttore, come film, sport, cibi ecc.

Una volta che Brian ha appreso queste abilità con uno specifico istruttore, lo stesso procedimento è stato ripetuto (generalizzato) con altri istruttori, e infine gradualmente esteso ai compagni di scuola di Brian.

Per aiutare ulteriormente Brian, gli istruttori hanno realizzato dei poster riportanti espressioni che Brian avrebbe potuto usare per iniziare un'interazione con i compagni. Prendendo come riferimento i commenti sui poster, Brian ha imparato a rispondere alle seguenti istruzioni:

  • Dì il nome di un modo in cui puoi iniziare un discorso. Dì il nome di un altro modo in cui puoi iniziare un discorso.
  • Che cosa diresti a Michele se volessi parlare con lei?
  • Che cosa diresti a Doug se stesse giocando con le macchinine?
  • Che cosa diresti a Charlie se avesse portato il suo cappello da cowboy per lo "show and tell"?

Alla fine Brian sapeva le risposte a memoria e non c'era più bisogno del poster. Il passo successivo era insegnare a Brian ad usare queste espressioni a scuola (vedi Punto 4)


Punto 3

Facilitare l'estensione delle abilità sociali ai coetanei attraverso video formazione e giochi di ruolo.

Come detto sopra, la capacità di parlare di ciò che qualcuno dovrebbe fare non coincide con la capacità di farlo. Per questo, alle discussioni di comportamenti sociali vengono spesso fatti seguire o affiancati giochi di ruolo legati al contesto relazionale discusso. Per esempio, appena Brian ha imparato a rispondere a domande come quelle elencate sopra, gli istruttori gli hanno insegnato ad iniziare una conversazione con loro attraverso giochi di ruolo. L'istruttore fingeva di essere un suo compagno di scuola, e lui e Brian avviavano a turno un discorso basato su una diversa situazione. In una, il compagno gioca con un giocattolo, in un'altra è in piedi al centro della stanza, e in una terza sta facendo un disegno.

La video formazione si è rivelata un'efficace strategia di insegnamento per facilitare la generalizzazione delle abilità sociali. (2)


Punto 4

Passare da una situazione costruita a scopo didattico a situazioni quotidiane.

Gli spazi limitati consentono agli istruttori di insegnare nuove abilità sociali in modo controllato e sistematico. Comunque, il bambino dovrà metterle in pratica in situazioni reali e meno prevedibili. Durante il passaggio da situazioni premeditate a situazioni reali il bambino è spesso sostenuto da un istruttore in grado di aiutarlo a mantenere risultati positivi stimolando, se necessario, il comportamento o offrendogli un rinforzo aggiuntivo per aumentare la probabilità che il bambino tenga il comportamento nel confronto faccia a faccia con i compagni.

Nel caso di Brian gli istruttori hanno nuovamente usato un poster e introdotto un sistema a premi per aiutarlo nella fase iniziale del passaggio. Il poster riportava tutti gli spunti di conversazione con cui Brian si era esercitato e gli istruttori gli hanno insegnato a registrare (automonitoraggio) lo spunto specifico per ogni giorno scrivendo una X accanto ad esso sul poster. Se riusciva a scrivere una X accanto a 3 diversi spunti in un giorno, otteneva una sorpresa speciale (sistema a premi). Dal momento che l'interazione con i coetanei era rinforzante per Brian, un ulteriore rinforzo da parte dell'istruttore non era necessario una volta che il poster veniva eliminato. Grazie alla variazione degli spunti i compagni di Brian hanno iniziato a rispondergli amichevolmente fornendogli il rinforzo naturale di cui aveva bisogno per l'uso di un linguaggio relazionale diversificato. Gli istruttori di Brian gli hanno al tempo stesso insegnato nuovi commenti sugli spunti di conversazione in modo che, col tempo, imparasse a creare variazioni da sé.


Punto 5

Verificare la solidità delle abilità sociali

Uno degli obiettivi primari dell'insegnamento delle abilità sociali ai bambini autistici è lo sviluppo di relazioni sociali proficue in modo autonomo. Per questo l'ultima fase dell'insegnamento delle abilità sociali è la verifica della loro solidità. In altre parole, l'istruttore deve essere sicuro che il bambino sia effettivamente in grado di usare le abilità sociali acquisite. Per esempio, l'intensificarsi di particolari comportamenti sociali appresi migliora la capacità del bambino di interagire con gli altri? Se questo non accade la situazione dev'essere rivalutata. È importante osservare da vicino e registrare i comportamenti sociali del bambino, o la loro assenza, per determinare se le abilità insegnate sono state generalizzate per tutti i tipi di situazione, ambiente e persona. Potrebbe essere necessario prolungare l'uso delle strategie di estensione generale, o dall'osservazione può emergere la necessità che il bambino acquisisca ulteriori capacità in questo ambito per poter essere aiutato nello sviluppo delle relazioni sociali.

Bibliografia

1 Pierce, K., & Schreibman, L., (1995). Increasing complex social behaviors in children with autism: Effects of peer-implemented pivotal response training. Journal of Applied Behavior Analysis, 28. 285-296.

2 Si veda per esempio, Christos K. Nikopoulos & Michael Keenan (2004). Effects of video modeling on social initiations by children with autism. Journal of Applied Behavior Analysis, 37, 93-96.

 

Documento originale tratto dal sito dell’Istituto Lovaas Traduzione a cura di Giorgio Antonioli

 

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