Cinque errori diffusi tra gli insegnanti di sostegno (184.9 kB)
Di Vince LaMarca, analista comportamentale certificate e redattore presso il Lovaas Institute –
Indianapolis
Quando Tyler ha iniziato la terapia, i suoi genitori e insegnanti speravano ardentemente che sarebbe riuscito a partecipare attivamente alla vita della classe. Comunque, i suoi genitori insistevano perché un insegnante di sostegno lo accompagnasse. Il personale scolastico si è opposto, sostenendo che la sua presenza avrebbe reso l'ambiente più restrittivo e che l'ambiente avrebbe dovuto essere il meno restrittivo possibile. I genitori hanno ribattuto che per quanto ci si aspettasse che col tempo il bambino diventasse autonomo, era impensabile gettarlo in una realtà scolastica nuova senza il minimo sostegno, e che ciò avrebbe significato un insuccesso. Infine si è giunti ad un compromesso per cui il bambino avrebbe avuto un insegnante di sostegno, ma la scuola avrebbe fatto ricorso al proprio personale piuttosto che assumere un istruttore che aveva già affiancato Tyler nella terapia comportamentale seguendo il modello del Lovaas.
Due mesi dopo, il personale della scuola era preoccupato che Tyler stesse diventando dipendente dai prompt dell'insegnante di sostegno. Per le sue richieste si rivolgeva solo a lui e non seguiva le direttive del maestro, mostrando difficoltà nell'interazione con i compagni. Invece di dimostrare che fin dall'inizio non ci sarebbe dovuto essere nessun insegnante di sostegno, la situazione di Tyler mostra che anche per gli allievi più promettenti è necessaria una competenza nelle strategie cruciali per aiutare un bambino ad ottenere risultati positivi e diventare autonomo. Cinque frequenti errori che spesso portano alla dipendenza dal prompt o all'insuccesso in classe sono stati individuati dai consulenti comportamentali di Tyler. Dalla collaborazione tra il consulente del Lovaas Institute e la scuola di Tyler è risultata un'ulteriore preparazione del suo insegnante di sostegno in questi ambiti:
Errore 1:
l'insegnante di sostegno dà prompt verbali in situazioni in cui un bambino dovrebbe imparare a rispondere agli stimoli dell'ambiente circostante
Esempio: Durante la spiegazione dell'insegnante, il maestro dice a tutti i bambini di tornare al proprio posto. Quando Tyler non si muoveva, l'insegnante di sostegno gli diceva di tornare al suo posto.
Raccomandazione: il prompt dell'insegnante di sostegno dev'essere visivo e il meno possibile uditivo, specialmente quando si sta imparando a rispondere agli stimoli dell'ambiente circostante. L'insegnante di sostegno si comporterà più come un mimo che come un tutor.
Esempio: Nell'ora della spiegazione dell'insegnante,il maestro dice a tutti i bambini di tornare al proprio posto. L'insegnante di sostegno guida immediatamente Tyler ad alzarsi in piedi e indica dove stanno andando gli altri bambini.
Errore 2:
L'insegnante di sostegno indugia nel prompt in situazioni in cui un bambino ha già mostrato difficoltà.
Esempio: Il maestro dice a tutti di prendere il libro di matematica. L'insegnante di sostegno aspetta di vedere se Tyler prenderà il suo (cosa che solitamente non fa) Dopo che gli altri bambini hanno tirato fuori il libro e lui no, indica l'interno del suo banco.
Raccomandazione: A meno di non essere certo all' 80-100% che il bambino risponderà correttamente, l'insegnante di sostegno deve dare immediatamente il prompt. Indugiare nel prompt insegna al bambino che "se non fa niente verrà aiutato." I prompt immediati consentono agli stimoli circostanti ( es. gli altri bambini che ritirano i libri) di subentrare dopo la rimozione del prompt.
Esempio: Il maestro dice a tutti di ritirare i libri di matematica. L'insegnante di sostegno batte sulla schiena del bambino, indicando ciò che i compagni stanno facendo, poi guida la sua mano verso il banco. La progressiva rimozione del prompt prevede che l'insegnante di sostegno si limiti a battere sulla schiena del bambino e indicare ciò che gli altri stanno facendo. Nel passo successivo si limiterà a battere sulla schiena del bambino. Infine l'insegnante di sostegno aspetterà che il bambino risponda da sé, ma di fronte a percentuali di insuccesso fino al 20 % può essere necessario tornare al prompt immediato.
Errore 3:
L'insegnante di sostegno stimola un bambino ad interagire con i coetanei senza dare loro prompt specifici su come interagire con il bambino.
Esempio: Al parco giochi, Tyler corre subito verso le altalene. L'insegnante di sostegno lo stimola a giocare a rincorrersi con i compagni per pochi minuti, dopodiché Tyler ritorna alle altalene.
Raccomandazione: stimolate l'aiuto nei compagni di scuola che mostrano interesse per il bambino. In alcuni casi, un discorso attentamente strutturato con gli alunni può chiarire loro come aiutare il bambino ad inserirsi meglio nella classe. In altre circostanze, specifici suggerimenti dell'insegnante di sostegno sono sufficienti ad aumentare il successo dell'interazione con i compagni di scuola. Quando i compagni imparano come interagire con il bambino, spesso si impegnano a prendere l'iniziativa, e quando un bambino riesce ad interagire con successo con i compagni in un'attività che gli piace, spesso inizia a cercarli e rispondere loro con maggiore frequenza.
Esempio: Al parco giochi, Tyler corre subito verso le altalene. L'insegnante di sostegno va da due bambini che si mostrano interessati a Tyler e dice loro "Penso che anche Tyler vorrebbe giocare a rincorrersi, ma non penso che sappia esattamente cosa fare. Potete andare a chiedergli se vuole giocare e aiutarlo a scappare da chi cerca di prenderlo?" L'insegnante di sostegno può dare ulteriori suggerimenti specifici come "Prendilo per mano se non ti segue."
Errore 4:
L'insegnante di sostegno non riesce ad usare i rinforzi disponibili in modo sistematico.
Esempio: Spesso Tyler impiegava troppo tempo a fare i suoi compiti. Finiva subito di colorare, ma poi tendeva a distrarsi mentre fa gli altri esercizi. L'insegnante di sostegno lasciava che iniziasse il lavoro autonomamente, ma finiva col sedersi accanto a lui ogni volta che aveva finito di colorare.
Raccomandazioni: Le attività preferite dovrebbero essere usate come rinforzi per attività meno gradite. L'insegnante di sostegno deve valutare costantemente ciò che nella scuola piace o non piace al bambino, e in che modo può usare le cose che gli piacciono per motivarlo a fare le cose che non gli piacciono.
Esempio: Quando Tyler riceve tre fogli di esercizi da completare, l'insegnante di sostegno va subito da lui e mette il foglio da colorare sotto un altro foglio. Gli spiega che deve prima completare il primo foglio (anche solo in parte), dopodiché potrà colorare. Gli dà i prompt necessari per continuare a lavorare sul primo foglio, e poi lo premia permettendogli di colorare. Col tempo l'insegnante di sostegno elimina qualsiasi aiuto precedentemente dato a Tyler e aumenterà il lavoro che lui dovrà svolgere prima di poter colorare.
Errore 5:
L'insegnante di sostegno raccoglie troppi dati imprecisi invece di pochi dati accurati.
Esempio: A fine giornata l'insegnante di sostegno di Tyler doveva riempire un modulo con i dati sul rendimento di Tyler in ogni materia. Generalmente faceva commenti come "Oggi è stato bravissimo", "Questo era troppo difficile per lui", o "Oggi non è stato attento". Inoltre doveva compilare un foglio elettronico riportante gli obiettivi del suo programma educativo individuale (IEP) indicando per ogni obiettivo se questo era stato raggiunto (sì) o meno (no). Comunque, determinare se Tyler faceva o non faceva progressi verso obiettivi nei quali mostrava difficoltà (es. Tyler risponde alle istruzioni individuali del maestro almeno l'80% delle volte) era difficile quando l'insegnante di sostegno doveva solo indicare "sì" o "no" a fine giornata.
Raccomandazioni: scegliete circa 3 comportamenti misurabili in cui un bambino dovrebbe fare progressi e registrate subito le informazioni in modo da determinare un andamento e risolvere i problemi sul nascere.
Esempio: All'insegnante di sostegno di Tyler è stato chiesto di tenere in tasca un foglio con su scritto "seguire le istruzioni del maestro" e "rispondere a commenti o domande di un coetaneo". C'erano due colonne, "autonomo" e "stimolato".
Quando il maestro gli dava un'istruzione o un coetaneo gli parlava, l'insegnante di sostegno tracciava un segno nella colonna corrispondente (a seconda del fatto che dovesse aiutarlo o meno). A fine giornata copiava i dati (numero di segni per ciascuna colonna) su un foglio di lavoro Excel.
Queste informazioni potevano essere poi trasferite ad una varietà di tabelle e grafici che mostrassero se il bambino avesse fatto progressi o meno
Documento originale tratto dal sito dell’Istituto Lovaas Traduzione a cura di Giorgio Antonioli


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