• 1039 registrati
  • 5 oggi
  • 18 questa settimana
  • Ultimo: krikri



Posizione geografica dei visitatori di questo sito
 
Cinque raccomandazioni importanti agli insegnanti Stampa E-mail
(5 voti, media 5.00 di 5)

icon Cinque raccomandazioni importanti agli insegnanti (189.75 kB)

Di Vince LaMarca, analista comportamentale certificato e redattore presso il Lovaas Institute – Indianapolis1

Dopo che ho offerto una panoramica attenta e altamente istruttiva delle tecniche e dei principi di analisi comportamentale solitamente impiegati con i bambini autistici, uno degli insegnanti che erano tra il pubblico mi ha riportato coi piedi per terra dicendo “Non avrei il tempo di laurearmi in analisi comportamentale, ma molte delle idee di cui ha parlato mi piacciono. Se dovesse eliminare tutta la teoria e dirmi 5 specifiche cose fondamentali da fare per migliorare con buone probabilità i risultati di un bambino a scuola, che cosa direbbe?”

Ed ecco che cosa ho detto

1) Scegliete un sistema di verifica delle abilità che premi il tentativo migliore piuttosto che il completamento di un’attività.

Questa è saggezza non convenzionale, troppo spesso quando un’attività scolastica finisce termina anche il suo effetto. A causa dell’importanza data allo svolgiìmento del lavoro, molti bambini non imparano il valore della sua qualità. Alcuni bambini svolgono esercizi di calligrafia e attività di arte decorativa e artigianato facendo poca attenzione a colorare e tagliare, e generalmente ricevono il rinforzo maggiore per aver portato a termine il loro lavoro.

Invece, trovate il modo di premiare un bambino per il suo tentativo migliore. Ogni volta che un bambino scrive correttamente una lettera in un esercizio di calligrafia, mettete una stella accanto alla lettera. Quando il bambino ha guadagnato 8 stelle l’esercizio è finito. Per guadagnare abbastanza stelle può bastare una riga così come può essere necessario un secondo foglio. Se un bambino persiste nel tagliare oltre i bordi, toglietegli la figura ogni volta che lo fa e dategliene un’altra.

Naturalmente sono da considerare altri fattori, come l’intensità del prompt che si deve dare al bambino e la difficoltà dell’esercizio, ma uno dei fattori fondamentali è il rinforzo costante della qualità del lavoro piuttosto che del suo svolgimento.


2) Non fate troppo affidamento sui prompt visivi.

Per quanto possano essere utili in molte situazioni, i prompt visivi non sono la risposta a tutto. Molte volte i bambini imparano a seguire la routine imitando quello che fanno gli altri bambini o facendosi aiutare da loro all’inizio. Queste tecniche spesso richiedono una più attenta pianificazione e supervisione, ma hanno in più il vantaggio di focalizzarsi su altre importanti capacità come imparare ad imitare gli altri o ascoltare un coetaneo.

Altre volte il prompt visivo può servire ad inibire un comportamento (es. un’immagine di due labbra con un dito su di esse per richiamare al silenzio durante l’ora del cerchio). Anche se col tempo queste immagini possono servire a suggerire che cosa fare, spesso non sono sufficienti (né sono l’elemento più importante) per inibire un comportamento. Si deve dedicare più tempo a definire la funzione del comportamento e il modo in cui le antecedenze e le conseguenze del comportamento andrebbero modificate, oppure quali nuove abilità andrebbero insegnate. Quando la risposta ad un problema di comportamento è semplicemente l’uso di uno stimolo visivo, state attenti: potrebbero esserci altri fattori da valutare.


3) Smettete di dire ad un bambino cosa fare e mostrategli cosa fare o aiutatelo ad iniziare a farlo.

Spesso se un bambino mostra difficoltà con un compito, gli insegnanti vanno da lui e gli ripetono le istruzioni o riformulano la domanda. Il problema è che molti bambini autistici hanno una carenza nelle comprensione del linguaggio, e quindi fare affidamento su di essa per affrontare un nuovo concetto o iniziare un’attività non è sempre d’aiuto. Per esempio, una volta è stato detto ad un bambino di disegnare un grafico che mostrasse quanti cubi avesse per ogni colore. Il bambino non ha iniziato subito e l’insegnante è andato da lui per aiutarlo, rispiegandogli le istruzioni e facendogli domande come “Quanti cubi rossi ci sono? Dov’è il numero cinque sul grafico? Trova la tua matita rossa. Ora colora fino a quel numero.” Nonostante riuscisse a seguire ciascuna di queste istruzioni, il bambino aveva continuamente bisogno di aiuto per continuare il lavoro. La situazione è cambiata quando un adulto ha cominciato a mostrargli come fare, indicandogli una serie di cubi e iniziando a contare , “uno, due …”. Il bambino ha contato gli altri cubi. L’adulto ha preso la matita e disegnato punti sul grafico ripetendo ciò che veniva contato. Poi ha dato la matita al bambino e gli ha detto “Colora”. Il bambino ha colorato quella sezione. Stabilita questa procedura di base, l’adulto è riuscito a ridurre l’aiuto con la successiva serie di cubi e il bambino è arrivato all’ultima in modo totalmente autonomo. È probabile che i bambini imparino facendo piuttosto che attraverso qualunque spiegazione verbale mediata.


4) Considerate l’assenza di risposta come un’interazione fallita e fate tutto il possibile per evitare che si manifesti.

Gli insegnanti tendono a ripetere le domande in continuazione o terminare l’interazione se un bambino non risponde. È normale, e spesso sembra l’unica possibilità. Dopotutto, che cosa fareste se un bambino non vi rispondesse “ciao”? Ma ciò significa anche insegnare ad un bambino che ignorarvi è accettabile. L’obiettivo della terapia comportamentale è mantenere buoni risultati almeno per l’80% della sua durata. Ciò significa che se un bambino ignora una domanda, dovrà riuscire nelle quattro interazioni successive. Come si può arrivare a questo? Un modo è assicurarsi di usare prompt efficaci. Per esempio, se un insegnante chiede ad un bambino di identificare un’immagine e il bambino non risponde alla domanda, l’insegnante può ripetere la domanda e iniziare la risposta per il bambino, “tarta…”, o addirittura dare la risposta intera, “tartaruga.” Il bambino può non aver avuto l’opportunità di denominare la figura da solo, ma ha avuto l’opportunità di imparare che quando gli viene fatta una domanda ci si aspetta che risponda. Che cosa succede se un bambino non dice niente? Cambiate il tipo di risposta richiesta. Per esempio, invece di chiedere al bambino di denominare un animale, ditegli di “toccare la tartaruga” mostrandogli la figura. Anche qui, se necessario date un prompt per essere certi all’80-100% che il bambino risponderà correttamente. Gli insegnanti che nel breve periodo fanno domande più facili, cambiano le richieste e usano più frequentemente il prompt sono spesso sorpresi per ciò che un bambino può fare una volta che ha iniziato ad essere reattivo.


5) Ripassare, ripassare, ripassare

I bambini autistici non necessitano solo di un insegnamento sistematico delle abilità, ma anche e spesso del loro ripasso.

Il lavoro di ripasso non solo mantiene le abilità, ma spesso ha in più il vantaggio di mantenere la motivazione del bambino, permettendogli di svolgere esercizi facili mentre sta lavorando su nuove e più difficili attività. Il lavoro di ripasso deve essere monitorato in modo da poterlo ridurre gradualmente ( e solo se un bambino continua a manifestare la capacità). Per esempio, un bambino che ha imparato ad identificare le monete dovrebbe iniziare facendo pratica almeno tre volte a settimana. Se continua a rispondere correttamente saranno sufficienti una o due volte alla settimana, poi una volta alla settimana e poi una volta al mese. Naturalmente alcune abilità vengono perfezionate più rapidamente di altre, e la distanza tra i ripassi può essere allungata in minor tempo.

Guardando indietro, so che potrei aver menzionato altre cose, come l’individuazione di rinforzi appropriati, la raccolta di dati ecc, ma dal punto di vista pratico le cinque che ho elencato sono cose che gli insegnanti possono riconoscere e mettere immediatamente in pratica con risultati straordinari.

 

Documento originale tratto dal sito dell’Istituto Lovaas Traduzione a cura di Giorgio Antonioli

 
Numero di visualizzazioni dell'articolo: 10283

--> Site under license Creative Commons License   -->       Design by RT
Le informazioni fornite in questo sito hanno carattere informativo generale e non intendono in alcun modo dare consigli medici. Questo sito non rappresenta una testata giornalistica poichè viene aggionato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001. Le immagini pubblicate sono quasi tutte tratte da internet e quindi valutate di pubblico dominio: qualora il loro uso violasse diritti d'autore lo si comunichi all'autore del sito che provvederà alla loro pronta rimozione. L'autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nel guestbook. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'autore nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.