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Programma di Intervento Precoce (Lovaas) Stampa E-mail

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Ivar Lovaas

Il Programma di Intervento Precoce (Lovaas) è specializzato nell’aiuto di bambini di età prescolare con diagnosi di autismo. Il trattamento si basa su una estesa esperienza clinica e su oltre 30 anni di ricerche scientifiche.

 

Le ricerche hanno dimostrato che il trattamento comportamentale porta benefici maggiori rispetto ad altri trattamenti psicologici o altri interventi educativi. Nel suo studio del 1987, Lovaas studiò tre gruppi di bambini. Un gruppo A trattamento intensivo (N=19) che ha ricevuto 40 ore settimanali di terapia comportamentale uno a uno, un gruppo con trattamento minore (n=19) che ha ricevuto 10 o meno di 10 ore dello stesso trattamento ed un gruppo che non ha ricevuto il trattamento (N=21). I bambini avevano meno di 4 anni quando hanno iniziato. Diciannove variabili diverse sono state considerate per dichiarare i gruppi paragonabili. Dopo il trattamento, il 47% dei bambini del gruppo sperimentale (9 bambini) sono stati inseriti con successo nella prima classe elementare nella scuola pubblica ed hanno raggiunto livelli nella norma ai test di quoziente intellettivo, passando da un funzionamento ritardato a quello normale.

 

Di contro, i due gruppi di controllo hanno mostrato che solo un bambino (2%) ha raggiunto un funzionamento nella norma, risultato che è coerente con quanto riportato da altri autori (Rutter, 1985).Quando i bambini hanno raggiunto l’età di tredici anni, è stata condotta un’ulteriore ricerca(McEachin et al.,1993),che ha dimostrato che coloro che avevano raggiunto un funzionamento nella norma mantenevano il livello acquisito. Otto tra i nove migliori risultati non si potevano distinguere dai coetanei con sviluppo tipico, in vari test psicologici, nelle interviste psicologiche , amministrate con un paradigma doppio- cieco.

Bisogna sottolineare che l’intervento ricevuto dai gruppi della ricerca è avvenuto con personale altamente specializzato, supervisione continua da parte del dottor Lovaas ed in condizioni spazio temporali rigorosamente controllate.

 

Il Programma ha come obiettivo il miglioramento dei comportamenti e delle capacità intellettuali, accademiche, sociali ed emozionali dei bambini, affinché possano trarre beneficio dalle opportunità educative e sociali presenti nella comunità e richiedano meno assistenza professionale durante la crescita. |Il programma di trattamento si applica a tutte le aree del funzionamento ed in particolare si enfatizza l’area linguistica e le capacità considerate prerequisiti per l’apprendimento del linguaggio. Tra queste ultime, l’attenzione, la capacità di imitare, il fornire risposte coerenti, e cooperare con gli adulti sulla base di specifiche richieste. Una volta che le suddette abilità sono state acquisite, il programma si sofferma sulle specifiche capacità linguistiche . Si lavora sul linguaggio suddividendo l’area verbale in piccoli e accessibili compiti, adatti alle capacità del bambino ed usando rinforzatori (baci, abbracci, carezze, cibo, musica, oggetti ecc.). Questo facilita e rende positivo l’ambiente di apprendimento per il bambino, permettendogli di apprendere più velocemente. Nella fase iniziale l’insegnamento deve essere condotto nella situazione “uno a uno” con l’insegnante per 4-6 ore al giorno, 5-7 giorni a settimana, con una media di 30-40 ore a settimana.

 

Vengono insegnate nuove capacità al bambino tramite l’uso delle tecniche “Modifica del Comportamento o Tecniche comportamentali” ( Behaviour Modification). Queste tecniche sono state sviluppate attraverso valutazioni scientifiche e hanno rivelato notevoli benefici.

Alcuni credono che trattamento comportamentale sia volto solamente all’estinzione di comportamenti problematici. Nel nostro caso è un’affermazione errata:la gran parte dell’intervento si focalizza, infatti, sull’acquisizione di nuove capacità.

La procedura di base del metodo si basa sul rinforzare i comportamenti e le risposte corrette del bambino. Qualora il materiale da apprendere, già suddiviso in piccoli steps, risultasse troppo difficile, si utilizza la tecnica del “prompting” (aiuto). I “prompts” vengono eliminati gradualmente finché il bambino non apprende la capacità indipendentemente.

L’intensità del programma viene realizzata suddividendo la giornata in vari momenti. Solitamente una sessione dura 2-3 ore, che includono anche attività di gioco. Si lavora su un programma specifico per 2-5 minuti e si fa una pausa di 1-2 minuti. Bisogna tener presente che l’organizzazione del tempo deve essere adeguata alle esigenze dei singoli bambini e considerare come periodo dedicato all’apprendimento il tempo che i genitori trascorrono con loro nelle diverse occasioni della giornata.

 

Secondo le ricerche i bambini hanno bisogno di un periodo di lavoro uno a uno prima di poter trarre beneficio dalle situazioni di gruppo e di classe. Si può cominciare in casa o a scuola a lavorare in stanze differenti.

Una volta che nell’interazione uno a uno vengono ridotti i comportamenti problematici, le capacità linguistiche, il gioco e capacità sociali sono stabilite, i bambini vengono introdotti in maniera graduale nel gruppo. Quest’ultimo viene scelto in base al livello di funzionamento del bambino. Il programma prepara il bambino attraverso i più appropriati modelli di comportamento sociale e abilità linguistiche. Le insegnanti/terapiste accompagnano il bambino e facilitano la sua integrazione nella routine di classe e incoraggiano l’interazione con gli altri bambini.

 

Procedure di insegnamento

 

1. Componenti del “Discrete trial”(insegnamento per prove distinte)

L’ intervento si basa su queste tre componenti: istruzione-risposta-conseguenza.

 

Istruzione (Sd):

è il comando che il trainer usa per avere la risposta del bambino.

  • Rendere la domanda chiara, semplice e decisa

  • Usare solo le parole più importanti, senza parole superflue.

  • Lo staff deve concordare la modalità di fare la domanda.

  • Non ripetere la domanda, senza conseguenza (o in mancanza di risposta)

  • La domanda deve inizialmente essere posta con un tono più forte del proprio tipico modo di parlare, per poi riportarla al linguaggio naturale

Risposta (R)

Il bambino può rispondere ad un comando in tre modi: corretto, errato, non rispondere.

  • La “non- risposta “ è considerata una risposta errata

  • Utilizzare criteri logici per determinare quale risposta considerare corretta

  • Avere la sicurezza che i comportamenti inappropriati sino assenti, come comportamenti di autostimolazione

  • Limitare il tempo tra la domanda e la risposta a circa 3-5 secondi.

  • Non rinforzare le autocorrezioni, dire “bene” e ripresentare l’istruzione.

  • Se non si è in sufficientemente veloci e il bambino mette in atto qualche cosa dopo la risposta corretta (ex sbattere le mani sul tavolo) dire “bene” e ripresentare l’istruzione, prestando attenzione a essere più veloci.

Conseguenza:

E’ la reazione del trainer alla risposta del bambino.

  • Premiare immediatamente la risposta corretta

  • Per le risposte errate dire un “no” (informativo) o ignorare la risposta ripetendo la domanda, e stimolare la risposta corretta

  • I rinforzatori devono essere contingenti alla risposta corretta, e non disponibili in altri momenti

Generalizzazione e mantenimento

 

Tutti i programmi masterizzati nella situazione uno a uno devono essere “mantenuti” e generalizzati. Ciò vuol dire che il bambino deve essere in grado di lavorare con:

  • Diverse insegnanti/persone

  • Diversi ambienti e situazioni.

  • Materiale diverso

  • Diverse modalità di dare l’istruzione

E’ una parte importante del lavoro; ricordate di provare sempre se il bambino è in grado di ripetere la performance al di fuori della situazione strutturata.

 

 

I rinforzatori

 

 

L’uso dei rinforzatori: nella prime fasi è necessario usare una grande quantità di rinforzatori. Il rinforzatore è la base dell’apprendimento. Si può utilizzare qualsiasi cosa piaccia al bambino. E’ consigliabile mettere tutti i premi in una scatola e lasciare che scelga ciò che più gli interessa.

Tener presente che un unico rinforzatore non dura a lungo. Il segreto è avere molti premi diversi, cambiarli spesso e somministrarli solo durante la terapia. Tener sempre presente che:

  • Il premio va somministrato immediatamente dopo la risposta corretta.

  • Tenere sempre il rinforzo a portata di mano.

  • Evitare che il bambino metta in atto comportamenti inadeguati prima che gli venga dato il premio.

  • Usare il miglior premio per i programmi più difficili.

  • Somministrare complimenti e premi reali contemporaneamente. Questo permetterà, in futuro, di eliminare la ricompensa concreta e lasciare solo il rinforzatore sociale.

  • Se si ha la sicurezza che il bambino lavori bene e conosca la risposta all’istruzione è possibile somministrare il rinforzo ogni 2-3 risposte corrette.

 

La situazione

  • Deve essere allegra: il bambino deve considerare il lavoro come un momento piacevole e divertente (considerate anche la stanchezza o l’eccessiva difficoltà di un compito specifico)

  • Deve essere chiara: materiale comprensibile, tavolo pulito, il bambino seduto composto con i piedi per terra, tono di voce del terapista chiaro e sicuro

  • Evitare di usare il nome del bambino durante le sessioni(per evitare che faccia sempre la connessione tra il suo nome e l’istruzione).

 

 

Procedura di “prompting” (aiuto)

 

Il bambino deve essere aiutato ad imparare nuove cose. Ci sono diverse modalità di aiuto:

  • Prompt fisico (prendere le sue mani o braccia)

  • Imitazione(mostrare la risposta corretta)

  • Prompt di posizione (posizionare l’oggetto focus più vicino.)

  • Ammiccamento

Importante eliminare il prompt prima possibile e prestare attenzione a che non si crei la “dipendenza dal prompt”.

Ogni tanto, infatti diamo degli aiuti inavvertitamente (guardiamo l’oggetto, muoviamo le labbra, ecc)

Una tecnica che può essere utile è il “mass trial”: aiutare il bambino a dare la risposta corretta 3-5 volte di seguito, poi verificare se è in grado di dare la risposta indipendentemente. Aiutare sempre dopo il primo errore evitando che ne commetta altri. In seguito alla risposta “aiutata” ripetere l’istruzione lasciando il materiale nella stessa posizione. Ricordare: la sessione deve finire con un successo.

 

 

 

Organizzazione del tempo

  • I risultati scientifici dimostrano che i bambini hanno tratto maggiori benefici dall’intervento condotto 30-40 ore a settimana. Lavorare al tavolo 3-5 minuti, dare una breve pausa. Durante quest’ultima il bambino gioca con l’adulto o indipendentemente. Il periodo di tempo speso per le pause deve sempre essere inferiore a quello speso per il lavoro. Inserire una pausa più lunga (15 minuti) ogni ora , ora e mezza.

  • Si consiglia di lavorare su programmi più difficili quando il bambino è più riposato e lavorare sui programmi più “facili” nel pomeriggio. Per mantenere l’attenzione e la concentrazione alta per le sessioni di 3/5 minuti; cambiare programma quando ha risposto correttamente (o si comporta bene) per diversi tentativi. Pianificare di effettuare programmi piuttosto diversi nella stessa sessione.

 

 

Come tenere i dati

 

  • Incontri dello staff: si consiglia di pianificare incontri regolari. L’incontro aiuta lo staff a organizzare il lavoro, risolvere particolari problemi e analizzare le capacità di insegnamento. Durante gli incontri sarebbe utile che tutti lavorassero a turno con il bambino e si dessero feedback reciprocamente.
  • Quadernone: preparare un quadernone con la lista di tutti i programmi e le varie schede che vi sono state lasciate al workshop. Utilizzare il quadernone per tenere i dati relativi all’andamento dei singoli programmi e per scambiare le informazioni riguardo il lavoro giornaliero.

 

 

Mantenimento

 

Il tempo da dedicare al mantenimento varia a seconda del bambino e del singolo programma. Di seguito un programma di mantenimento di massima.

Fare il mantenimento per 6/8 settimane. Preparare una tabella con varie colonne che corrispondano a diverse settimane, lavorare su vari programmi ogni giorno, non è necessario provarli tutti lo stesso giorno

Quando il bambino dimostra di ricordare l’abilità non ripetere eccessivamente il compito.

In generale dopo 6/8 settimane riproporre il programma ogni tanto.

Molti programmi non necessitano di un mantenimento ad hoc in quanto le abilità vengono inserite in programmi successivi e di conseguenza ripetute automaticamente.


Bibliografia

  1. Maurice, C. (1993): ”Let Me Hear Your Voice”, A Family’s Triumph over Autism, Alfred A. Knopf, New York.

  2. Maurice, C. (1996): ”Behavioral Intervention for Young Children with Autism – A Manual for Parents and Professionals”, Texas; pro-ed, 1996, ISBN 0-89079-683-1

  3. Leaf, R. & McEachin, J. (1999): ”A work in progress – Behavior Management Strategies and a Curriculum for Intensive behavioral Treatment of Autism”, New York; DRL Books, L.L.C., 1999

  4. Freemann D. & Duke, L.: ”Teach Me Language – A language manual for children with autism, Asberger’s syndrome and related developmental disorder”, Canada; SKF Books, 1997 (second edition), ISBN 0-965-7565-0-5

  5. Eikeseth, S., Jahr, E. & Eldevik, S. (1999): Preliminary report: Intensive school-based behavioral treatment for four to seven year old children with autism: A one-year follow-up. Presented at the PEACH’ Putting Research into Practice’ conference, London June 18 1999.

  6. Lovaas, O.I. (1987): ”Behavioral Treatment and Normal Educational and Intellectual Functioning in Autistic Children”, Journal of Consulting and Clinical Psychology, 1987, Vol. 55, No. 1, s. 3-9

  7. Lovaas, O.I. (2003): Teaching Individuals with Developmental Delays, Basic Intervention Techniques. Pro-ed, Texas. www.proedinc.com

  8. Fenske, E.C., Zalenski, S., Krantz, P.J. & McClannahan, L.E. (1985): Age at intervention and treatment outcome for autistic children in comprehensive intervention program. Analysis and Intervention in Developmental Disabilities, 5, 49-58.

  9. Hart, B. & Risley, T.R. (1975): Incidental teaching of language in the preschool. Journal of Applied Behavior Analysis, 8, 201-206.

  10. Koegel, R.L., Rincover, A., & Egel, A.C. (1982): Educating and understanding autistic children, College-Hill Press, San Diego.

  11. McEachin, J.J., Smith, T. & Lovaas, O.I. (1993): Long-term outcome for children with autism who receive

  12. Early intensive behavioral treatment. American Journal on Mental Retardation, 97, 379-380.

 

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