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Christina Burk - Procedura di insegnamento efficace Stampa E-mail

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Ci sono così tante variabili da controllare quando si insegna a bambini con autismo. Piuttosto che dare la colpa al bambino quando non apprende, dobbiamo sempre analizzare l’insegnamento. Ci sono molti dati per indicare che certe procedure di insegnamento sono più efficaci nell’insegnamento del linguaggio ed altre abilità con bambini con autismo.


Mi piacerebbe discutere queste procedure in alcuni dettagli ora e spiegare perchè esse sono più efficaci rispetto alle procedure popolari. Potete trovare altre discussioni inerenti queste procedure su questo sito. Per favore tenete a mente che nessuna di queste procedure sono specifiche per l’insegnamento del VB, benché siano adattissime a questo scopo.

Errorless Learning

C’è una sezione intera di questo sito impegnata nell’uso dell’apprendimento senza errori, specialmente in relazione al no-no-aiuto. Oltre a questa spiegazione, mi piacerebbe dire che l’apprendimento senza errori è una delle procedure d’insegnamento del ABA/VB. Per favore leggete la discussione su questo sito per maggiori dettagli.

Miscelazione/Variazione degli Obiettivi e delle Attività

Le prove di massa (presentando 10, 20 o qualche altro numero di prove consecutive sullo stesso obiettivo) non sono spesso usate nell’ ABA/VB. Le procedure preferite sono quelle che mixano molti obiettivi differenti e lavori. Questo significa che smisteremo mand, tact, intraverbal, identificazioni ricettive, RFFC (ricettivo da caratteristiche, funzioni, e classi di appartenenza), TFFC ( tact da FFC), imitazione motoria, echoic, ecc. .

Questo rende “l’autopilota” impossibile ( un mio termine affezionato per indicare la tendenza dei bambini con autismo a rispondere ripetitivamente e automaticamente non appena capiscono cosa vogliamo fargli fare), dal momento che il bambino non può rispondere identicamente 10, 20 o comunque molte volte in modo consecutivo senza realmente prestare attenzione, discriminare ed apprendere.

Transfer Trials

Una delle più comuni contestazioni inerenti all’apprendimento senza errori (EL) è che esso rende i bambini dipendenti dall’aiuto. Questo può essere vero se l’insegnante non sfuma appropriatamente l’aiuto. Le prove di trasferimento, nelle quali gli aiuti sono immediatamente sfumati per permettere le risposte indipendenti, sono critiche per il successo con l’EL.

Piuttosto che seguire un set di aiuti per raggiungere un criterio, è preferibile utilizzare aiuti più sfumati possibile e aggiustarli momento per momento in accordo con la risposta del bambino. Una buona regola empirica da seguire è che per ogni prova con aiuto che fate, immediatamente proponiate una prova di trasferimento o senza aiuto. Questa procedura è simile a questa:
  • insegnante: “cos’è questo? Biscotto” (aiuto echoic)
  • bambino: “biscotto”
  • insegnate: “giusto! Cos’è questo?” (nessun aiuto echoic)
  • bambino: “biscotto” (l’insegnante immediatamente rinforza)
potete vedere che la prova di aiuto iniziale non è rinforzata, mentre la prova di trasferimento/senza aiuto lo è. Questo rinforza differentemente la risposta indipendente, che incrementa la probabilità che il bambino risponderà prima o senza l’aiuto.

Questo anche impedisce la dipendenza dall’aiuto poichè rende l’aiuto stesso (visto che ritarda il rinforzo) leggermente avverso.

I bambini hanno bisogno di essere capaci di rispondere non solo accuratamente, ma anche velocemente e bene. Realmente pochi comportamenti sono realmente funzionali quando avvengono con grande ritardo rispetto l’antecedente.

Per essere realmente masterizzati e funzionali, i comportamenti necessitano di avere sia accuratezza che velocità. Questo è insegnamento alla fluidità ed è cruciale per acquisire con successo le abilità, mantenerle, e generalizzarle. Per conquistare la fluidità nell’insegnamento, l’insegnante necessita del controllo di due variabili: periodo di latenza e l’intervallo tra le prove.

Il periodo di latenza è il tempo che passa tra la fine di un’antecedente e l’inizio della risposta del bambino. Raramente se possibile permettete un tempo più lungo di 2 o 3 secondi.

Questo modo di controllare il periodo di latenza è con l’apprendimento senza errori. Se il bambino non inizia a rispondere in 2 o 3 secondi, l’insegnante deve aiutare, rinforzare, e fare la prova di trasferimento. Attraverso l’aiuto quando necessario, potete portare il tempo di latenza ai minimi termini e rinforzare più velocemente, la risposta indipendente. Inoltre al tempo ridotto di latenza, dovete anche ridurre l’intervallo tra le prove (ITI).

L’ITI è il tempo tra la fine della conseguenza per una prova e l’inizio del successivo antecedente. Questo può essere anche chiamato tasso d’insegnamento, dal momento che questa variabile è puramente relazionata all’insegnante.

Ancora, l’ITI di non oltre 2 o 3 secondi è preferibile. Brevi ITI permettono una quantità maggiore d’insegnamento in minor tempo possibile ed acquistare motivazione per lavorare al massimo abbassando la motivazione per scappare o autostimolarsi.

Dal momento che il bambino ha sempre tre opzioni per avere contatto con il rinforzo (scappare, autostimolarsi, o lavorare bene) è importante valutare di lavorare meglio piuttosto che ricadere sulle altre due opzioni. Un altro modo per fare questo (dietro EL ed insegnamento alla fluidità) è utilizzare un 80% di obiettivi facili ed un 20% di obiettivi difficili. Questo rapporto può cambiare leggermente a seconda del bambino, ma il principio generale rimane quello.

Attraverso la presentazione di molti lavori facili e pochi lavori duri ( che sono resi più semplici attraverso l’EL) il bambino viene rinforzato più spesso, con il risultato che aumenterà il suo apprendimento e verrà eliminata la necessità di scappare o autostimolarsi.

C’è molto di più in merito a queste procedure d’insegnamento, ma questa breve spiegazione sarà di aiuto a far capire qualcuno dei più efficaci metodi di insegnare ai bambini con autismo.


Documento tratto dal sito www.emergenzautismo.org - Traduzione a cura di Madmax

 

Disclaimer - Avviso

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati al sito http://www.christinaburkaba.com Christina Burk non garantisce o assicura che i contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

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