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Christina Burk - Valutazione funzionale Stampa E-mail

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KidSwingSono stata riluttante a mettere assieme delle informazioni sulla valutazione funzionale, perché occuparsi adeguatamente, eticamente ed in maniera sicura di comportamenti aggressivi, autolesionistici, o comunque indesiderabili è una delle più grandi responsabilità di qualsiasi analista comportamentale. Ovviamente, e purtroppo, senza incontrare personalmente uno studente non posso consigliare in onestà cosa fare a riguardo di un particolare problema. Tuttavia posso offrire alcune idee e qualche risorsa per aiutare ad orientarsi.


Innanzitutto è fondamentale avere una buona definizione operativa del comportamento. Il comportamento deve essere descritto esattamente, in modo che tutti lo possano identificare in maniera coerente. I comportamenti indesiderati vengono quasi sempre a galla durante l'apprendimento, e possono essere potenzialmente pericolosi sia per gli stessi studenti, che per quelli attorno a lui, o per l'ambiente circostante. Il primo passo, dopo essersi assicurati che lo studente, chi gli sta intorno, e l'ambiente siano stati messi in sicurezza, consiste nel determinare la funzione (come dire, la finalità) del comportamento. Tutti i comportamenti hanno almeno una funzione; i problemi non si verificano inaspettatamente o senza motivo. Individuare la funzione del comportamento è chiaramente il più grande ostacolo, poiché, senza conoscerla, non si può  individuare e realizzare un intervento funzionale ed efficace.

Ecco alcune informazioni che provengono principalmente dalla mia conoscenza del lavoro di Brian Iwata sull'analisi funzionale. Una ricerca online con il suo nome, in particolare su riviste  sull'analisi comportamentale come JABA (Journal of ABA), fornirà riferimenti più specifici.

Ci sono solo quattro classi di variabili che controllano comportamenti aggressivi o autolesionistici:

  • rinforzo positivo mediato socialmente: Questo è ciò a cui spesso ci riferiamo quando ha luogo un comportamento che ha come funzione “l'ottenere attenzione". Ciò significa che il comportamento è stato storicamente rafforzato dall'erogazione di un rinforzo positivo da parte di un'altra persona, in modo che quando vi è un MO/EO (desiderio) e un SD (stimolo antecedente) per questo tipo di rinforzo, il problema si verifica.
  • rinforzo negativo mediato socialmente: Questo è ciò a cui spesso ci riferiamo quando ha luogo un comportamento che ha come funzione lo scappare o evitare delle richieste. Ciò significa che il comportamento è stato storicamente rafforzato dalla rimozione di stimoli aversivi da un'altra persona, in modo che quando vi è un MO/EO e un SD per questo tipo di rinforzo, il problema si verifica.
  • rinforzo positivo automatico: Questo è ciò a cui ci riferiamo quando ha luogo un comportamento autostimolatorio, in grado di rinforzare conseguenze sensoriali. Ciò significa che il comportamento è stato storicamente rinforzato dal bambino stesso, di solito quando nell'ambiente sono disponibili solo rinforzi insufficienti. Come sopra, per verificarsi richiede un MO/EO e un SD.
  • rinforzo negativo automatico: solitamente si tratta di un tentativo da parte del bambino di eliminare il dolore o il disagio interno, come un mal d'orecchi o mal di testa. E' uno dei primi fattori da valutare al fine di evitare di sprecare tempo concentrandosi sul comportamento, quando invece è necessario un intervento medico.

Al fine di determinare la funzione del comportamento, potrebbe essere necessario effettuare uno studio sistematico controllato. E' raccomandabile svolgere il lavoro con l'assistenza di un professionista preparato, perché potrebbe diventare pericoloso senza la presenza di una persona qualificata per gestire la situazione. Vanno rilevati i dati relativi alla frequenza del comportamento problematico dello studente in ciascuna delle quattro condizioni:

  • condizione di attenzione: In questa condizione l'insegnante e lo studente sono in una stanza con giocattoli, giochi, o alla presenza di altri rinforzi. Se si verifica un comportamento-problema, bisogna mostrare di porvi tanta attenzione, reagendo,  dicendo: "non farlo", ecc. Bisogna porre attenzione solo ai capricci e non ai  comportamenti positivi. Se la frequenza dei comportamenti-problema aumenta, allora l'attenzione (rinforzo positivo mediato socialmente) è stata la funzione del comportamento.
  • condizione di richiesta: In questa condizione l'insegnante e lo studente sono in una stanza con il solo materiale di lavoro. Provare a chiedere al bambino di eseguire gli esercizi. Se si verifica un comportamento-problema, ritirare la richiesta fino a quando il comportamento si ferma. Quindi riproporre le richieste, ritirandole se si è verificato uno capriccio. Se la frequenza dei comportamenti-problema aumenta, allora la fuga (rinforzo negativo mediato socialmente) è stata la funzione del comportamento.
  • condizione solitaria: In questa condizione lo studente è da solo in una stanza senza materiali presenti, né positivi (rinforzi), né aversivi (richieste). La stanza deve essere quanto più possibile vuota. Se la frequenza dei comportamenti-problema aumenta, allora un rinforzo positivo automatico è stato la funzione del comportamento.
  • condizione di gioco: In questa condizione l'insegnante e lo studente sono in una stanza con giocattoli, giochi, o alla presenza di altri rinforzi. L'insegnante deve fornire attenzione e rinforzi positivi incondizionatamente (indipendentemente da cosa faccia lo studente). Se la frequenza dei comportamenti-problema aumenta, allora un rinforzo negativo automatico è stato la funzione del comportamento, e occorre andare da un medico per una visita.
Il comportamento può avere una funzione o una molteplicità di funzioni. Studiare scientificamente il comportamento è l'unico modo per rivelare quali siano le funzioni a seconda delle situazioni e, quindi, determinare il modo più efficace ed adeguato per intervenire.

Documento tradotto da www.iocresco.it - Traduzione a cura di Francesco

 

Disclaimer - Avviso

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati al sito http://www.christinaburkaba.com Christina Burk non garantisce o assicura che i contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

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