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Generalizzazione e relazione all’ora di andare a letto Stampa E-mail

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di Vince LaMarca, analista comportamentale certificato e redattore presso il Lovaas Institute – Indianapolis

 

è parte del ruolo della famiglia aiutare il bambino ad applicare alla vita di tutti i giorni le abilità apprese durante la terapia comportamentale. Alcuni genitori dubitano di essere in grado di farlo, essendo la giornata già di per sé movimentata, ma la maggior parte è piacevolmente sorpresa dai benefici di un'attenzione costante alla generalizzazione.

 

Dorothy, madre di un bambino autistico di 4 anni, la mette in questi termini: "La generalizzazione mi ha dato l'opportunità di instaurare un legame molto positivo con mio figlio. L'ora di andare a letto di solito era semplice routine, ma quando abbiamo iniziato la terapia è diventata un'interazione. I giochi che facciamo prima di andare a letto sono talmente familiari e riescono talmente bene a mio figlio che ogni giorno non vediamo l'ora che arrivi questo momento."

Di seguito è riportata una lista di abilità insegnate durante la terapia ed applicate all'ora di andare a letto. Le idee di generalizzazione sono state sviluppate dai genitori, come Dorothy, e dai consulenti del Lovaas Institute.

Abbinare:

Nostro figlio ha imparato ad abbinare oggetti identici e poi diversi (per esempio metteva insieme macchinine diverse, mele diverse ecc). All'ora di andare a letto abbiamo sparso 5 diversi pantaloni di pigiama in giro per la stanza. Poi gli abbiamo dato la giacca del pigiama e gli abbiamo detto "Trova i pantaloni". Lui ha finito col prendere gusto a cercare i pantaloni giusti in giro per la stanza.

Chiedere Dove:

Quando nostro figlio ha iniziato a fare progressi nella terapia e a chiedere "Dove...?", abbiamo variato leggermente il gioco di trovare i pantaloni del pigiama. A volte nascondevamo i pantaloni giusti, e dopo aver cercato in giro per la stanza nostro figlio chiedeva "Dove sono i pantaloni?". Noi li tiravamo fuori da dove li avevamo nascosti e dicevamo "Sorpresa!". Quello che non ci aspettavamo è che il gioco gli piace talmente tanto che si gira e guarda verso di noi ogni volta che ci fa la domanda. Stiamo pensando di ampliare il suo linguaggio facendogli dire il nome o il colore del pigiama ("Dove sono i pantaloni blu?"). Penso che questo tipo di routine potrebbe funzionare anche con un bambino che non parla e si esprime con un sistema di comunicazione aumentativa alternativa (AAC - Augmentative and alternative communication).

Definire oggetti / Scegliere / Fare richieste:

Abbiamo cercato a lungo il modo per intensificare le richieste (mand) di Kevin. Una volta in un negozio abbiamo visto un sacco di spazzolini da denti con personaggi disegnati. Durante la terapia gli abbiamo insegnato ad identificare i diversi personaggi (es. "Tocca Thomas la locomotiva/ Elmo/ etc."). Abbiamo lavorato anche sulle scelte (Vuoi Thomas o Elmo?"). Di sera gli mostravamo due spazzolini e gli chiedevamo quale volesse usare (es. "Thomas" o "Blues Clues"). Ora ci limitiamo a chiedergli "Quale spazzolino vuoi usare?" e lui guarda nel portaspazzolino e dice il nome di quello che vuole.

Definire le figure:

Trovo che in parecchie famiglie vengano lette ai figli le storie della buonanotte. Questo è sempre stato uno dei terreni migliori per applicare la definizione delle figure. Raccomando ai genitori di fare della lettura un'attività tranquilla, calma e divertente. Non dovete chiedere ad un bambino di definire troppe figure, altrimenti sarà solo lavoro in più. Ma se nella lettura vengono inserite poche domande e i genitori scelgono le figure più facili da identificare, il coinvolgimento del bambino sarà maggiore. Alcuni genitori pensano che definire le figure a turno sia un altro sistema per rendere la lettura più interattiva.

Ascoltare le storie:

Trovo anche che molte famiglie in cui non vengono lette storie ai bambini vorrebbero poterlo fare, ma i loro figli non stanno calmi. Ci sono due diverse aree su cui la terapia può agire per insegnare al bambino ad ascoltare le storie: individuare i libri che attraggono il bambino, imparare ad identificare le figure nei libri e allungare la durata dell'attenzione al libro da parte del bambino. Quando i genitori applicano queste abilità all'ora di andare a letto, spiego sempre che è importante procedere lentamente. Loro possono iniziare saltando attraverso un paio di pagine mentre il loro figlio è nel letto. Poi possono fare uno o due commenti su ogni figura. Per alcuni bambini, usare i libri giusti (quelli per cui il bambino ha interesse) e aumentare gradualmente la durata della lettura è stato utile. Per altri, l'aggiunta di un'attività preferita (per esempio, andare sempre a spegnere la luce dopo aver chiuso il libro) ha reso possibile l'ora della lettura.

Autonomie:

A nostro figlio piace accatastare le cose, ma non riordinarle. Durante la terapia abbiamo lavorato sul mettere via i giocattoli, ma lui impiega ancora molto tempo a farlo. Abbiamo avuto i risultati migliori di sera. Dopo che ha indossato il pigiama gli passo i vestiti e gli dico "Mettili nella biancheria sporca". Lui corre sempre fino al cesto e li lancia dentro ... probabilmente perché i vestiti nel cesto sembrano una grande catasta!

Riprodurre sequenze:

è facile insegnare rapidamente sequenze tripartite usando le figure durante la terapia.

Per esempio, in risposta a "Come ti prepari ad andare a letto?", un bambino dirà "Prima mi lavo i denti, poi mi lavo la faccia, poi metto il pigiama". Ma è quando i genitori applicano questa routine al quotidiano che possono succedere cose interessanti. Per esempio, ho avuto una famiglia che chiedeva sempre alla figlia "Come ti prepari ad andare a letto?" all'ora di andare a letto. All'inizio la stimolavano ad interrompersi dopo la prima parte della risposta ed eseguire l'azione (es. "Prima mi lavi i denti" -esegue- "poi mi lavo la faccia" -esegue- " e poi metto il pigiama" -esegue). Dopodiché hanno iniziato con il prompt "poi" dopo o in mezzo alle risposte che aveva imparato, e hanno iniziato ad ottenere alcune nuove, interessanti risposte.

Le frasi non erano sempre grammaticalmente corrette, ma venivano menzionate azioni come asciugarsi con un asciugamano, bere acqua e ricevere un bacio dalla mamma.

Individui ricettivi:

Mio figlio non parla e a volte serve molta creatività per trovare il modo di fare cose che diamo per scontate con gli altri nostri figli.

La preghiera della sera è qualcosa a cui ho sempre voluto che mio figlio partecipasse maggiormente. Quando ha imparato tutti i nomi dei familiari coinvolti nella terapia, abbiamo deciso di provare ad applicare questa abilità alla preghiera. Abbiamo creato un pannello con le fototessere di tutti i membri della famiglia, insegnanti ed istruttori al fondo. Dopo che gli altri bambini dicevano per chi volevano pregare, io sceglievo due persone per cui pregare e mio figlio spostava le loro foto nella parte alta del pannello. Ci sono tre spazi vuoti, e mio figlio mi fa scegliere le foto da metterci.

Io dico i loro nomi e lui sposta le foto delle persone che ho scelto. L'attività è un'occasione per familiarizzare con i nomi, e sia io che i bambini ci chiediamo sempre quale foto mio figlio sposterà nella parte alta del pannello oggi.

 

Documento tratto dal sito dell’Istituto Lovaas Traduzione a cura di Giorgio Antonioli

 

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