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Traduzione a cura di Chiara Dabusti – Revisore: Daniela A.R. Alemanno
Dopo aver determinato una serie di cose cui il bambino è interessato (rinforzi) ed essersi associati a questi rinforzi (rinforzo condizionato), bisogna insegnargli a fare richieste sull’oggetto o sull’attività. Ci sono diversi modi per farlo in base sia alle capacità presenti nel bambino, sia al modo in cui il bambino reagisce al contesto (stimoli). Bisogna ricordare di utilizzare il proprio “approccio d’insegnamento” e domandarsi: “Come posso
fare in modo che il bambino mi dia la risposta che voglio?” Dopodiché, si può determinare il modo per trasferire la risposta nella nuova situazione. Una cosa importante da ricordare è che, il fine ultimo, è quello di insegnare ai bambini a comunicare verbalmente la comunicazione verbale. Molti genitori sono titubanti nell’utilizzare forme di comunicazione aumentativa alternativa (AAC), temendo che ciò significhi arrendersi ad insegnare al bambino a parlare. Ma non è assolutamente vero. Una grande parte della ricerca dimostra che, insegnare al bambino l’uso di sistemi di comunicazione aumentativa alternativa per formulare richieste (mand), in realtà aumenta la possibilità che sviluppi il linguaggio vocale. Inoltre, anche se è utilizzato un sistema di comunicazione aumentativa alternativa per insegnare al bambino a fare richieste, ci sono molte cose che potrebbero succedere durante il programma, utili all’ incremento della sua abilità a produrre un linguaggio. L’utilizzo di AAC è uno strumento che il bambino ha per comunicare mentre vengono insegnate le capacità vocali. La cosa principale da tenere in considerazione è che, insegnando al bambino a fare richieste in qualsiasi forma, gli s’insegna che la comunicazione è uno strumento potente. Questo strumento gli permette di accedere a cose che desidera e può sostituire molti dei comportamenti negativi che il bambino sta ancora utilizzando per comunicare. Gli consente di ricevere rinforzi dalle persone, il che rende le persone più “rafforzanti” nei confronti del bambino. Infine conferisce al bambino un’abilità che, in seguito, potrà essere utilizzata in tante altre funzioni del linguaggio. In ogni tipo di risposta esistono dei pro e dei contro, e la decisione di quale utilizzare deve essere presa in base al singolo bambino e al contesto in cui trascorre la maggior parte del suo tempo. Esiste una varietà di sistemi differenti, considerati la “scelta migliore” da vari professionisti, ma la scelta migliore è quella più adatta al bambino e all’ambiente in cui si trova giorno dopo giorno. La decisione circa la forma da utilizzare, spesso è migliore se determinata da un gruppo di persone che hanno familiarità con il bambino e non dovrebbe essere fondata essenzialmente sulle capacità dell’istruttore o sul programma in cui il bambino è coinvolto. Certamente questi fattori devono essere presi in considerazione poiché vogliamo assicurarci che l’istruttore abbia le capacità necessarie e che il contesto possa supportare la forma di risposta scelta, fermo restando che l’attenzione debba essere rivolta prevalentemente alle necessità del singolo bambino. Alcune persone ritengono sia meglio insegnare solo una forma di risposta per volta, anche se è stato riscontrato che non è indispensabile e nemmeno più vantaggioso. Alcune disposizioni potrebbero prestarsi meglio a certe forme di risposta e l’utilizzo di diverse forme di risposta potrebbe permettere al bambino di imparare a richiedere più cose in un periodo più breve. Comunque all’inizio si dovrebbe evitare di insegnare più forme di risposta per richiedere la stessa cosa. Di seguito un caso illustrativo. Brian è un bambino di 3 anni che vive in una casa con altri 4 bambini con meno di 6 anni. A Brian è stato insegnato l’utilizzo della comunicazione mediante lo scambio d’immagini fotografiche con le quali formulare richieste; queste foto vengono messe nei punti in cui di norma si trovano gli oggetti, o si svolgono le azioni eventualmente richieste, così che possa avere accesso a questo sistema di comunicazione. I suoi fratelli spesso spostano da questi punti le fotografie che non sono più disponibili. Successivamente le immagini sono state inserite in un libro ed è stato insegnato a Brian un gesto per richiedere il suo libro quando vuole domandare qualcosa. Durante il giorno diverse persone si prendono cura di Brian che, quindi, può trovarsi in contesti differenti. A volte il suo libro potrebbe essere dimenticato o messo nel posto sbagliato, e Brian potrebbe non avere accesso alla sua forma di comunicazione. É stato quindi ritenuto vantaggioso insegnargli a utilizzare dei segni per formulare richieste, dato che le sue mani sono sempre a disposizione. Le figure sono state utilizzate durante i pasti visto che, le disposizioni e le scelte tra le cose che potrebbe richiedere, sono quasi sempre le stesse in quella situazione. Inoltre la sua scuola utilizzava il sistema delle immagini per richieste di spuntini e di cibo all’ora dei pasti scolastici. A Brian è stato insegnato a richiedere tutti i giochi e a svolgere le azioni tramite i segni mentre le immagini continuano ad essere utilizzate per la richiesta di cibo.
Le cose principali da ricordare quando s’insegna ad un bambino a fare richieste con qualsiasi forma di risposta sono:
• il bambino deve volere gli oggetti • il bambino deve essere in grado di rispondere agli stimoli che stiamo utilizzando per insegnargli a fare le richieste (Mand).
Cap10 - Come insegnare al bambino a fare richieste (Mand) (184.81 kB)
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