|
Traduzione a cura di Giorgio Antonioli – Revisore: Chiara Dabusti

È fondamentale instaurare fin dall'inizio il rapporto con il bambino con molta cura e svilupparlo con attenzione. E’ determinante, inoltre, assicurarsi che il bambino gradisca continuamente la compagnia degli altri e consideri l’apprendimento come una “cosa bella”.
Il primo compito dell’istruttore è quello di insegnare al bambino che quando si sta insieme accadono sempre cose belle!
Da un punto di vista comportamentale, l'istruttore deve associarsi agli eventi come fosse un rinforzo. Esistono vari sistemi, il principale consiste
nell'osservare attentamente il bambino e interagire con lui in una maniera che lui possa trovare piacevole. Osservate se gli piace o meno essere toccato, quali tipi di voce lo divertono, come risponde alle diverse espressioni del viso, quali sono i suoi giocattoli preferiti. Avvicinatevi a lui quando sembra annoiato ed offrite, senza condizioni, qualcosa che gli piace. A volte è utile avere un cibo o un giocattolo “speciali”, disponibili solo in presenza dell’istruttore, che assume così la forma di “rinforzo condizionato”. Saprete di aver ottenuto un buon risultato se il bambino si mostra contento ogni volta che arrivate!
In questa fase è importante prestare attenzione ai seguenti fattori:
a) Quando arriva l’istruttore non allontanate il bambino da un’attività che lo diverte. Per esempio, sarebbe meglio non fargli vedere uno dei suoi video preferiti appena prima del previsto arrivo dell’istruttore.
b) Non esigete una risposta. In altre parole, non date al bambino ordini come “vieni qui”, “siediti”, “guarda questo” etc.
c) Interagite in modo vivace e divertente affinché il bambino VOGLIA stare con voi.
Richiedere le prime risposte
Applicando il modello di comportamento verbale, la cosa più importante da insegnare al bambino è come richiedere una cosa che vuole (mand), essendo questa la tipica motivazione (establishing operation) per comunicare. La capacità di chiedere rappresenta un grosso salto di qualità nella comunicazione: il bambino impara che “se parla ottiene”, e questo gli conferisce una grande capacità. Parte di questo insegnamento deve avvenire durante la prima fase. Per esempio, se vedete un bambino che cerca di prendere un giocattolo specifico (macchina), potete dire “macchina” e tenerla in mano per vedere se ripeterà. In caso contrario, dategli lo stesso la macchina. Se il bambino non ripete seguendo le istruzioni potete cercare di fargli aggiungere un termine mancante che in un secondo momento diventerà una richiesta. Potete dire “Giochiamo con le macchine!”, poi ripetere “Giochiamo con le __” e vedere se il bambino completerà la risposta. Un’altra tecnica utile consiste nel mettere in vista l’oggetto desiderato, irraggiungibile senza l’assistenza di un adulto, e dare al bambino la possibilità di scegliere tra due oggetti nel momento in cui l'adulto li identifica “Vuoi la macchina o il libro?”. Se il bambino non risponde, ma sapete che è in grado di farlo, può essere necessario insegnargli la cooperazione con altre attività imitative parallele alla richiesta verbale.
Per iniziare ad esigere delle risposte, considerate attentamente i seguenti fattori:
a) Non chiedete mai una risposta in cui non potete dare un prompt. Per esempio, non dite “Dì macchina” tenendo la macchina in mano se il bambino non imita ancora in modo coerente: non è fisicamente possibile fargli pronunciare la parola. Non vogliamo che il bambino impari a NON seguire le istruzioni
b) Se date un’istruzione come “siediti” dovete guidare fisicamente i movimenti del bambino se non la esegue. Anche qui non vogliamo che il bambino impari a NON seguire le istruzioni.
c) Assicuratevi di dare al bambino per prime quelle istruzioni che sia in grado di eseguire e rinforzatele nettamente affinché obbedisca. Potete iniziare richiedendo un’imitazione non verbale come “vieni qui” (con un altro adulto presente per suggerire), “siediti, “tocca ___”, collegare qualcosa, inserire una tessera di puzzle, eccetera.
d) Non usate mai un rinforzo come “ricatto”. In sostanza, non cercate di ottenere una risposta mostrando al bambino un rinforzo senza poi dargli modo di raggiungerlo. Ciò non significa che non potete usare il rinforzo come promessa. Per esempio, se volete che il bambino venga verso di voi, mostrategli di tenere in mano qualcosa che gli piace e quando arriva, dateglielo!
e) Anche per i bambini in grado di esprimersi con sicurezza ma non ancora secondo le istruzioni, le figure o i segni possono essere utili per insegnargli a chiedere cose di cui conoscono il nome (mand). È possibile stimolare un bambino a fare un segno o a darci un’immagine, ma è fisicamente impossibile stimolarlo a parlare. Una volta capite le regole del mand, il bambino inizierà rapidamente ad usare le parole in modo funzionale se è in grado di pronunciarle.
Gestione del comportamento negativo
Il bambino non dovrebbe mai ottenere l’accesso ad un rinforzo a seguito di un comportamento negativo. All’inizio del rapporto terapeutico è spesso difficile evitarlo poiché, a volte, il rinforzo al comportamento negativo può non essere intenzionale. È comune il fatto che i bambini piangano e strillino quando hanno bisogno di qualcosa che non viene loro dato. Dato che il bambino non è in grado di comunicare in maniera più efficace, i genitori possono cercare di capire che cosa vuole offrendogli tutti i suoi oggetti preferiti, rinforzando così gli strilli e i capricci!
Ignorare i capricci può in un primo momento indurre un comportamento peggiore (estinzione), ma è fondamentale che le persone che lavorano insieme al bambino non si arrendano ai capricci.
Provate ad ignorarli se il bambino sta strillando perché vuole qualcosa. Allontanatevi, respirate profondamente e state calmi! Quando anche il bambino si sarà calmato, cercate di capire cosa vuole mostrandogli oggetti, figure e segni. Una volta capito quello che vuole, potete iniziare una procedura di conteggio. Ditegli “Non piangere” o qualcosa di simile e cominciate a contare finché non smette di piangere, anche solo per respirare. Contate daccapo ogni volta che il bambino ricomincia a piangere. Una volta che il bambino ha smesso di piangere prima di un determinato numero (da 3 a 10), dategli quello che vuole.
Se il bambino sta facendo i capricci perché non vuole obbedire alle vostre istruzioni, usate con calma il prompt meno intrusivo possibile per assicurarvi che vi obbedisca. Se gli avete chiesto di sedersi e lui strilla, guidatelo gentilmente alla sedia, fatelo sedere per pochi secondi e poi fatelo alzare (SOLO se non sta strillando). L’aspetto più importante del comportamento negativo è la possibilità di imparare da esso. Se il bambino sta facendo i capricci, significa che il metodo didattico deve essere modificato. Pensate ai rinforzi, alla loro intensità e alla difficoltà di ciò che gli state chiedendo di fare, in modo da capire in che modo correggerli. È importante non rinforzare i comportamenti negativi, ma la cosa migliore da fare è usare metodi didattici tali da prevenirne la manifestazione.
Le cose principali da ricordare per dare un buon inizio ad un rapporto terapeutico sono: divertirsi, divertire il bambino e insegnargli che imparare è divertente e comunicare è straordinario! Il bambino deve imparare che la vita sarà migliore se farà quello che gli viene chiesto!
Cap02 - Per un buon inizio (117.62 kB)
Disclaimer - Avviso
Si ringrazia Mariposa School per aver concesso la libera traduzione e pubblicazione di questo manuale.
Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati alla Mariposa School, Mariposa non garantisce o assicura che I contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.
the document was translated by a party unrelated to Mariposa and as a result, Mariposa makes no guarantees or assurances that the translated content accurately represents the original.
Il manuale completo originale è scaricabile al link: Training Manual – Entire Manual
|