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Traduzione a cura di Giorgio Antonioli – Revisore: Chiara Dabusti

(Nota: Queste definizioni hanno lo scopo di fornire alle persone meno esperte in analisi comportamentale le basi per utilizzare funzionalmente le condizioni descritte. Di conseguenza, potrebbero risultare “imprecise” dal punto di vista comportamentale.)
Establishing Operation (EO):
a) Aumenta temporaneamente l’efficacia o il valore di
un rinforzo.
b) Amplifica temporaneamente un comportamento già emesso in passato in presenza di quel rinforzo.
Fattori che condizionano EO
1) Privazione - Assenza temporanea dell’oggetto desiderato (il suo valore aumenta) Es: Dopo una dieta, la pizza è un alimento desiderabile.
2) Saziazione - Abbondanza dell’oggetto desiderato (il suo valore diminuisce) Es: se mangiate pizza a pranzo tutti i giorni potreste non volerne più.
3) EO antagonista - Il valore di un altro comportamento è più forte (il suo valore diminuisce). Esempio: il bambino avrebbe voluto giocare con quel giocattolo, ma gli avete fatto così tante domande che la fuga diventa prioritaria rispetto al valore del giocattolo.
Esempi:
a) Se siete a corto di soldi, il valore di entrate extra è temporaneamente elevato, il che, per guadagnare denaro, vi indurrà a comportarvi come già fatto in passato (un secondo lavoro o straordinari per un bonus).
b) Se il bambino ha un giocattolo preferito con cui non gioca da molto tempo, l'accresciuto valore del giocattolo innesca quei comportamenti (parlare, strillare) che gli hanno permesso di ottenere il giocattolo in passato.
c) Se un bambino è in un ambiente rumoroso in cui si sente a disagio, considera temporaneamente più importante la fuga e inizia ad adottare quei comportamenti (colpire, mordere, strillare, dire “Andiamo”.) che hanno consentito la fuga in passato.
Rinforzo: Uno stimolo che segue nel tempo l’emissione comportamentale e che accresce le possibilità che lo stesso comportamento si manifesti in futuro nelle medesime condizioni.
Rinforzo positivo: Dare al bambino, dopo un certo comportamento, qualcosa che gli piace (rinforzo) aumenta la probabilità che lo stesso comportamento si manifesti in futuro alle medesime condizioni.
Esempi:
a) Un bambino vuole un biscotto e continua a strillare mentre i genitori cercano di capire quello che vuole. Molto probabilmente, la prossima volta che vorrà un biscotto, il bambino strillerà per averlo.
b) Un bambino vuole giocare con una palla, così utilizza i segni per indicarvi “palla”. Il genitore gli dà la palla, e la prossima volta che vorrà la palla il bambino mimerà di nuovo “palla”.
Rinforzo negativo: Rimuovere, dopo un certo comportamento, ciò che il bambino considera negativo (rinforzo) e che causava quel comportamento, aumenta la probabilità che lo stesso comportamento si manifesti in futuro .
Esempi:
a) Un bambino trova fastidiosa la presenza del fratello e lo morde; la madre arriva e porta via il fratello. Questo gesto aumenta la probabilità che il bambino morderà suo fratello la prossima volta che vorrà toglierselo di torno
b) Al bambino non piace il gioco del "cerchio" a scuola e inizia a strillare. La maestra lo fa uscire dal cerchio. Questo gesto aumenta la probabilità che il bambino strillerà di nuovo la prossima volta che vorrà uscire dal cerchio
Punizione: Consiste nell'adottare ciò che il bambino trova avversivo e nel privarlo di ciò che gli piace dopo che ha manifestato un certo comportamento. Il risultato è la diminuzione del comportamento stesso.
Stimolo: Tutto ciò che può essere percepito attraverso i sensi. Tutto ciò che può essere visto, sentito, odorato, tastato o gustato. Più persone possono percepire la stessa sensazione in modi diversi. Uno stimolo che una persona può considerare piacevole, può essere doloroso o spiacevole per un’altra. Alcuni stimoli non causano né piacere né dolore e non sono associati a nulla (neutrali). Uno stimolo può essere associato ad un’altra situazione se ad esso segue un rinforzo o una punizione. In questo caso viene detto stimolo discriminativo (SD). In altre parole, la presenza di questo stimolo determina la possibilità di un rinforzo o di una punizione. Quando uno stimolo viene associato all’assenza di rinforzo si parla di condizione S-Delta.
Esempi:
Stimolo neutrale - Il padre dice per la prima volta al figlio “Tocca il cane”. Il bambino sente le parole, ma non sono associate a nulla di positivo o negativo.
Stimolo discriminativo - Il bambino è seduto in braccio al padre e sta guardando un libro. Il padre dice “Trova il cane” e guida la sua mano (prompt) a toccare la figura del cane. Quando il bambino tocca il cane, il padre lo abbraccia e dice “Giusto!”. Il bambino lo trova piacevole (rinforzo), così quando il padre gira pagina e gli dice ancora “Trova il cane” il bambino toccherà la figura senza aspettare che il padre lo guidi. Dato che l’azione di toccare il cane è già stata seguita da un rinforzo, sentire "trova il cane” quando il cane è presente gli suggerisce la possibilità di una ulteriore rinforzo se tocca il cane.
S-Delta - Per continuare con l’esempio precedente, se il bambino toccasse il gatto invece del cane, il padre non lo abbraccerebbe né direbbe “Giusto!”. Ora il bambino associa l’azione di toccare il gatto all’assenza di rinforzo ogni volta che sente “tocca il cane”.
Cap04 - Termini e definizioni (191.59 kB)
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