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L’Analisi del Comportamento! - (Cambridge Center for Behavioral Studies) Stampa E-mail

Prefazione a cura di www.iocresco.it

World_Logo_Yellow_NoFORDal Cambridge Center for Behavioral Studies, una serie di documenti molto utili per comprendere meglio cos’è l’Analisi del Comportamento, come nasce e di cosa si occupa in generale. Di recente si parla sempre di più dell’Analisi Comportamentale Applicata come approccio all’autismo. Ma esattamente cos’è l’ABA? Come possiamo sapere se un programma di intervento ABA funzioni? Come possiamo selezionare per la prima volta un analista comportamentale ed essere sicuri che non abbiamo scelto qualcuno non formato adeguatamente su tale metodologia? Quali diritti hanno chi usufruisce di tali servizi, per essere sicuri di ottenere un trattamento efficace?

Conoscendo tutte le difficoltà che devono affrontare i genitori di bambini o ragazzi autistici,  la sezione per l’autismo del Cambridge Center for Behavioral Studies, ha esaminato tali quesiti cercando di fornire le informazioni necessarie per poter scegliere con serenità a chi dovrà usufruire dei servizi ABA. Iniziamo da questo documento che descrive in dettaglio cos’è l’Analisi del Comportamento ed in quali ambiti può essere applicata. Seguono poi una serie di articoli interessantissimi sul tema. L’elenco degli argomenti trattati è il seguente:

Ringraziamo di cuore le volontarie Maria Grazia Ordanini e Laura Lancini che hanno curato la traduzione e la revisione dei documenti presentati.

Buona lettura da iocresco.it

Traduzione a cura di Maria Grazia Ordanini – Revisione: www.iocresco.it

 

L’Analisi del Comportamento è lo studio scientifico del comportamento. Essa mette in evidenza dati precisi del comportamento osservato, valutando anche il ruolo dell’ambiente circostante prima e dopo la risposta. La predizione e il controllo del comportamento sono di interesse vitale per l’umanità, e l’analisi comportamentale offre gli strumenti per realizzarlo. Abbiamo imparato tramite sperimentazioni accurate che il comportamento è governato dalle sue conseguenze, ed abbiamo riscontrato che questo principio apparentemente semplice è applicabile ad una varietà di situazioni pratiche. Questo sito web del Centro di Cambridge è pieno di esempi, come lo rileverà un viaggio attraverso le sue sezioni. Sinceramente speriamo che intraprendiate questo viaggio! Ma perfino questo sito web non rende ancora giustizia all’ampia gamma di ricerca e situazioni specifiche in cui l’analisi del comportamento sta funzionando. Un elenco parziale includerebbe, ma non deve essere limitato a:

  • istruzione

  • clinico

  • autismo

  • comportamento autolesionista

  • disabilità dello sviluppo

  • valutazione infantile

  • gerontologia

  • gestione della capacità organizzativa

  • formazione e piano educativo

  • sicurezza comportamentale

  • l’analisi sperimentale del comportamento (ricerca base)

  • lesioni celebrali

  • ricerca operativa umana

  • addestramento di animali e cuccioli

  • comportamento verbale

  • farmacologia del comportamento, auto-somministrazione e discernimento del medicinale

  • tossicologia del comportamento

  • medicina comportamentale

  • simulazione informatica del comportamento e agenti di intelligenza artificiale

  • sistemi di supporto decisionale

  • risorse e progettazione supporti informatici

 

La lista continua ad espandersi in funzione delle nuove sfide in cui la scienza fondamentale viene applicata.

 

Cos’è l’Analisi del Comportamento? Di Howard Sloane

 

Una Scienza Fondamentale

L’analisi del comportamento è una scienza che si occupa del comportamento della gente, di quello che fa e dice, e del comportamento degli animali. Tenta di capire, spiegare, descrivere e predire il comportamento.

L’analisi del comportamento differisce dalla maggior parte dei tentativi psicologici di capire il comportamento. Le teorie psicologiche studiano entità come “la mente” o “la personalità” o “la struttura conoscitiva” o “l’auto-concetto” o “gli impulsi.” Questi concetti sono visti solitamente come argomenti fondamentali della psicologia; essi sono casuali ed il comportamento ne è solamente un suo derivato. Purtroppo, queste presunte entità non esistono nel mondo naturale delle altre scienze, non risiedono nello stesso regno della fisica naturale come gli elettroni, gli atomi, il magnetismo, le cellule, e così via. Dove esistono effettivamente non è chiaro, forse in qualche universo “mentale” o “ipotetico”. Di conseguenza, è difficile definirle e misurarle con precisione, ed è anche più complicato capire come si relazionano agli altri fenomeni naturali.

L’analisi del comportamento non colloca tali cause “mentali” come comportamento. Il comportamento stesso è visto come soggetto di interesse. Le variazioni nel comportamento, i mutamenti nella frequenza o nella forma di quello che facciamo o diciamo, sono interpretati in termini di relazione con la realtà. La comprensione, descrizione, e predizione del comportamento non richiede un ricorso a concetti non obiettivi o non scientifici. L’analisi  avviene in termini di interazione fra il comportamento stesso e l’ambiente circostante.

Il concetto guida consiste nell’essere selettivi, e non “risolutivi”. Il comportamento non si presenta “in modo da” produrre qualche risultato, anche se diciamo inavvertitamente che “il bambino piange per ricevere attenzione.” Affermazioni risolutive suggeriscono che il comportamento presente (es., il piangere) è causato da qualcosa che non si è ancora verificato (l’attenzione). Sarebbe più preciso dire che l’ambiente circostante fornisce le conseguenze per il comportamento, facendo in modo che il comportamento in futuro si presenti più probabilmente in circostanze simili. In seguito poi osserviamo il verificarsi del comportamento rafforzato. Così, il bambino piange (ora) perché in passato il piangere ha provocato l’attenzione, ed è il presente influenzato dal passato, non il futuro. Le operatività e i riflessi sono le due principali classi di comportamento. Le operatività (chiamate tradizionalmente “comportamenti volontari”) includono la maggior parte delle cose quotidiane visibili che facciamo o diciamo. Gli eventi che seguono le operatività (conseguenze) influenzano significativamente la probabilità del ripetersi del comportamento in circostanze simili (es., chiedere educatamente, scegliere per secondi). I riflessi, chiamati rispondenti, sono per lo più risposte automatiche ad alcuni stimoli che li precedono (es., rumore forte, variazioni dei battiti del cuore), e sono spesso “psicologici.” Essi non sono molto influenzati dalle conseguenze.

Alcune persone credono erroneamente che l’analisi del comportamento consideri tutti i comportamenti essere rispondenti in natura, e pertanto “automatici” e non influenzati da quello che accade. Anche alcuni testi lo suggeriscono. Questo è uno sfortunato equivoco. Infatti, l’analisi del comportamento suggerisce che la maggior parte dei comportamenti di interesse nella vita di ogni giorno, nelle relazioni famigliari o personali, a scuola o sul lavoro, sono operanti in natura, non rispondenti. Quindi il comportamento cambia come cambia l’ambiente e fornisce conseguenze diverse.

Le eventualità e le relazioni funzionali descrivono le connessioni fra il comportamento e le sue cause nell’ambiente. La frase “Quando ha raccontato delle barzellette la gente ha riso” afferma che la risata degli altri dipendeva dal suo raccontare barzellette. Se troviamo che questa conseguenza ha rafforzato la probabilità che racconterebbe delle barzellette, avremmo scoperto una relazione funzionale; il suo raccontare barzellette era una funzione della risata della gente. Da questa relazione funzionale osservata e molte, molte altre possiamo sviluppare il concetto astratto di rinforzo, una relazione funzionale astratta.

Spiegazioni che non sono relazioni funzionali non sono veramente “esplicative”. Alcune persone possono spiegare un comportamento debole individuale come conseguenza di una “personalità dipendente.” Ciò può riferirsi a comportamento dipendente, cronico e frequente, includendo risposte di test come “Lascio prendere le decisioni agli altri.” Sebbene questa definizione o descrizione è spesso utile da sapersi, è poco “esplicativa”. Non possiamo dire che una persona agisce in modo debole o dipendente perché lui o lei ha una personalità dipendente (molte volte in passato ha agito in modo dipendente) e pretendere di avere individuato le cause del comportamento.

La genetica, la chimica celebrale, la fisiologia, e i fattori relativi giocano un ruolo nella comprensione del comportamento. L’analisi del comportamento assume che relazioni funzionali inconfutabili fra comportamento e ambiente sono vere per individui o specie a causa di fattori genetici. Ereditiamo una struttura per cui quelle cose “funzionano” in un modo inconfutabile, sia per la digestione che per il comportamento. Le relazioni funzionali e le leggi generali di comportamento esistono a causa di questa struttura genetica. Le leggi comportamentali non negano la genetica, ma esistono grazie ad essa. Quegli individui e specie, che hanno ereditato strutture che gli hanno permesso di rispondere nel loro ambiente in modo inconfutabile, sono sopravvissute, quelli che hanno ereditato strutture che hanno condotto ad un diverso apprendimento e comportamento, non sono sopravvissute. La “Natura” ha selezionato per sopravvivere coloro che hanno ereditato leggi comportamentali certe (strutture), malgrado l’ambiente seleziona comportamenti specifici di individui da rafforzare. La controversia “natura-nutrimento” o “genetica-ambiente" è insignificante, poiché per nostra “natura” l’ambiente nutre (seleziona) il nostro comportamento in un modo certo, e la nostra “natura” riflette ciò che abbiamo ereditato.

L’analisi del comportamento vede materie come la fisiologia e la chimica celebrale giocare dei ruoli essenziali nella comprensione del comportamento. Gli eventi avvenuti in passato influenzano il comportamento di oggi. L’analisi del comportamento non crede che esista una specie di macchina del tempo, nella quale ciò che è accaduto otto anni fa viaggia nel tempo per influenzare come risponderete ad una situazione attuale. L’analisi del comportamento teorizza che questi eventi del passato hanno cambiato alcune strutture, biologiche, neurologiche, chimiche, o elettriche, e che questi mutamenti persistono oggi ed influenzano il comportamento attuale. Tuttavia, attualmente sappiamo poco riguardo a quanto avviene precisamente a questi livelli e come si colleghi al comportamento. Per fortuna, possiamo sviluppare relazioni funzionali che mettono il comportamento in relazione all’ambiente indipendentemente da questi eventi, ed avere una scienza del comportamento così come la chimica è esistita per molto tempo indipendentemente dalla teoria dei quanti. Oggi, gli scienziati hanno un’ampia conoscenza riguardo l’interpretazione della chimica nei termini della teoria dei quanti; non siamo a quel livello nella scienza comportamentale, sebbene ci sia un inizio. Attualmente non conosciamo abbastanza per spiegare il comportamento riferendoci ad eventi chimici o elettrici.

Il determinismo, il termine “robot” e il controllo sono questioni che molti sollevano riguardo l’analisi del comportamento. Sembra che molte persone ritengano che il determinismo faccia sembrare ogni cosa meccanica e pre-ordinata, che faccia apparire la gente come robot. Eppure nonostante conosciamo tutte le basi della fisica classica non siamo in grado di predire quale aeroplano precipiterà. In teoria anche con il determinismo completo, la complessità previene in pratica la totale predizione o controllo. La teoria del caos pone un mondo determinato ma imprevedibile. Il “controllo” è solo una metafora per le relazioni funzionali, come usato tecnicamente nell’analisi del comportamento, se la temperatura influisce su come ci vestiamo, diciamo che “controlla” il comportamento del vestirsi. Migliaia di altre cose possono esercitare anche controllo simultaneo.

Molti pensano che l’analisi distrugge il romanticismo del mondo. Eppure tramite ogni problema analizzato e “risolto” nelle scienze della fisica, chimica e biologia vengono scoperti dieci nuovi problemi. Più comprendiamo e più scopriamo che c’è da capire. L’ignoranza non è ne romantica ne eccitante.

Concludendo, la realtà non è soggetta al voto popolare. I ricercatori che studiano il comportamento non hanno “creato” leggi comportamentali. Nessuno crede che se non fosse stato per Newton non ci sarebbe la gravità. Eppure molti agiscono come se gli scienziati comportamentali fossero responsabili di come è il mondo.

 

Una Scienza Applicata

L’analisi del comportamento applicata tenta di migliorare le condizioni individuali e sociali. Le applicazioni dell’analisi del comportamento hanno un grande successo, nell’educazione, istruzione diretta, insegnamento di precisione, istruzione personalizzata, ed altro, come l’istruzione regolare, istruzione speciale, o istruzione per adulti o superiore. Malgrado tutto quello che è stato scritto, esistono già dei programmi educativi superiori che danno costantemente risultati di qualità a tutti i tipi di studenti. Le ricerche lo hanno dimostrato ripetutamente. Tuttavia, questi programmi non sono ancora stati ampliamente adottati.

Nell’industria, la forma di analisi del comportamento chiamata gestione delle prestazioni produce risultati di gran lunga superiori alle strategie tradizionali. Ora molte società inserite nell’annuale Fortune 500 istruiscono i manager con questi metodi. La maggior parte dell’attività importante in corso nella sanità pubblica internazionale è basata sull’analisi del comportamento. Sono stati sviluppati molti programmi comportamentali relativi alle preoccupazioni ambientali, come i rifiuti, il risparmio energetico e dell’acqua, ed il riciclaggio. Nel campo clinico sono documentati programmi soddisfacenti basati sull’analisi del comportamento relativi a problemi personali, di genitori, educazione dei bambini, correzioni, trattamento per droga e alcolismo e nei campi relativi alla salute, come il controllo del peso e interruzione del fumo.

Molte nuove aree sono in via di sviluppo. Un inizio è stato fatto trattando l’economia come un problema comportamentale. Sono state completate delle analisi relative alla creatività e nuove analisi sono in corso. Aree tradizionali, come il pensiero e la cognizione, saranno riformulati completamente basandosi su ricerche e concetti già sviluppati. I soggetti storici definiti motivazione ed emozione sono compresi da una nuova prospettiva. Si è iniziato a tentare di capire aree come il conflitto etnico e l’aggressione di gruppo. Per quasi ogni soggetto ed ogni campo che potete nominare, c’è probabilmente qualche ricercatore comportamentale che cerca di analizzarlo e di capire come migliorarlo.

 

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Disclaimer – Avviso

Questo documento è stato tradotto da soggetti non direttamente collegati al Cambridge Center for Behavioral Studies. Il Cambridge Center non garantisce o assicura che i contenuti tradotti rappresentano con accuratezza l’originale.

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Documento originale tratto dal sito www.behavior.org (Centro di Cambridge per gli Studi Comportamentali)

 

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