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Programmi A.B.A. di intervento precoce - copia Stampa E-mail

 

icon Raccolta di programmi A.B.A. (programmi di intervento precoce) (1.54 MB)

Vengono elencati di seguito una serie di programmi ABA, provenienti da una raccolta personale, impostati su tecniche e principi dell'Analisi Comportamentale Applicata (A.B.A. - Applied Behaviour Analysis) da applicare il prima possibile a bambini con autismo. Il presente documento ha scopo esclusivamente informativo e non deve essere preso come consiglio medico nè può essere inteso come esaustivo o applicabile a qualsiasi bambino, ma deve essere considerato come un documento informativo sull'autismo o per attingere spunti pratici.

 

Sguardo

Lavorare sullo sguardo del bambino, soprattutto in ambiente naturale quando chiede a qualcuno di seguirlo, o quando vuole essere preso in braccio, o quando desidera avere un biscotto. Quando il bambino prende la mano della persona che desidera portare in un determinato posto e la tira verso di sè senza prima guardarla negli occhi mentre formula la richiesta, l'adulto non deve seguirlo.

 

Collaborazione e attenzione

Questi sono i pre-requisiti più importanti affinché si possa impostare qualunque lavoro.

È necessario perciò concentrarsi su tali abilità, l’acquisizione delle quali renderà più semplice ogni tipo di apprendimento successivo.

 

Scelta dei premi

E’ importante far scegliere al bambino l’oggetto (o gli oggetti) per cui lavorare prima di iniziare ogni sessione, o ogni due sessioni. Questo al fine di essere certi che ciò che lui riceverà per avere lavorato bene corrisponda a ciò che effettivamente desidera in quel momento. Quindi, prima di iniziare una sessione di lavoro, chiedergli “Che cosa vuoi?” mostrandogli il cestino o la scatola in cui sono riposti i premi, in modo che lui possa scegliere quello che vuole; una volta scelto, non consentirgli di giocare con il premio prima di aver dato una risposta corretta a una vostra richiesta. L’ideale sarebbe che lui scegliesse l’oggetto indicandolo o dandovelo direttamente in mano sin da subito, senza giocarci.

 

Rispondere al saluto e dire “grazie”

È importante che il bambino risponda quando viene salutato in tutte le occasioni al fine di migliorare la socializzazione e l’integrazione. Iniziare quindi a casa a lavorare su questo aspetto, utilizzando o il modello verbale da imitare o l’istruzione singola “saluta” e generalizzare l’abilità ai vari contesti di vita quotidiana, soprattutto a scuola. E’ importante che il bambino guardi l’interlocutore negli occhi.

Lavorare anche sul dire “grazie” quando qualcuno gli dà qualcosa che ha precedentemente chiesto.

 

 

Imitazione verbale 

Descrizione e scopo del programma:

lo scopo del programma è insegnare al bambino ad imitare i suoni, le parole ed in seguito le frasi. E’ importante perché servirà da prompt nei programmi di linguaggio espressivo. Inoltre avere la capacità di imitare le parole, permette ai bambini di imitare spontaneamente ed imparare il linguaggio in ambiente naturale. Sembra che ci sia anche una connessione tra ciò che il bambino è in grado di pronunciare e ciò che discrimina a livello uditivo.

 

Procedura: sedere di fronte al bambino, ottenere la sua attenzione e produrre un suono. Aiutare il bambino ad emettere un suono e rinforzare la risposta. Sfumare l’aiuto (prompt) di volta in volta. Nelle fasi iniziali, rinforzare (premiare) in modo differenziato le risposte che somigliano di più al suono che gli è stato proposto. Lo scopo è che il bambino imiti i suoni che propone il terapista-insegnante.


Il bambino comprende che ad un suono emesso dall’adulto deve produrne uno anche lui; e’ stato suggerito di lavorare in questa area in modo giocoso e divertente, proponendo suoni e parole da imitare soprattutto durante le attivita’ ludiche in ambiente naturale. Il bambino appare molto disponibile al modellamento di frasi in fase richiestiva spontanea (mand) e nella condivisione di eventi attraverso il commento verbale (tact).

Il lavoro in questo programma, per il momento, si focalizzerà in tre direzioni: imitazione di combinazioni di suoni (seguendo la griglia proposta durante il workshop), imitazione di singole parole, di combinazioni di 2-3 parole, tutti i mand ed i tact (vedi paragrafo specifico nella relazione).

Tenere sempre a mente che l’istruzione deve essere chiara e precisa, ma non rigida. Se il lavoro in questa area non è abbastanza gratificante e motivante, il bambino potrebbe decidere di non collaborare e di smettere di rispondere alle richieste; in tale caso, è impossibile per l’adulto aiutarlo nel dare una risposta. Per questo motivo è di fondamentale importanza rinforzare molto in questo programma.

 

Il programma in generale:

 

istruzione:

 

“aa”

 

 

Risposta:

 

“aa”

 

Conseguenza:

 

Premio (edibile di solito è il migliore) e complimenti.

 

Caratteristiche particolari del programma:

  • Considerando la difficoltà del programma in genere non diamo mai conseguenze negative quando il bambino commette un errore

  • Non usare mai il “no” quando sbaglia

  • Il ritmo dell’intervento è più veloce rispetto ad altri programmi

 

Tecniche di aiuto:

  • Esagerare i movimenti della bocca per mostrare a livello visivo come pronunciare, sfruttando anche l’imitazione di movimenti oro-buccali (prassie orali) masterizzati in precedenza.

 

I seguenti sono suggerimenti utili quando si lavora su parole e frasi:

  • Volume: se il bambino non imita una parte o una lettera di una parola, pronunciate quella parte con tono maggiore. Ad esempio: “cane” se il bambino ripete “can” sottolineate il suono “cane”

  • Suddividere la parola in più suoni, eventualmente sillabandola, per poi ricomporla

  • Allungamento del suono o della sillaba in cui il bambino mostra difficolta’.

 

Concatenamento anterogrado (catena progressiva)

Mettere insieme suono per suono dall’inizio della parola

adulto

“C”

bambino

“C”

adulto

“CA”

bambino

“CA”

adulto

“CAN”

bambino

“CAN”

adulto

“CANE”

bambino

“CANE

 

Concatenamento retrogrado (catena inversa)

Mettere insieme suono per suono dalla fine della parola

 

adulto

“E”

bambino

“E”

adulto

“NE”

bambino

“NE”

adulto

“ANE”

bambino

“ANE”

adulto

“CANE”

bambino

“CANE”

 

Differenziare i rinforzi

La modalità da utilizzare maggiormente è quella di differenziare il rinforzo per segnalare al bambino la risposta che si avvicinava maggiormente all’obbiettivo.

 

adulto

„cane“

bambino

„an“

conseguenza

„bene “

adulto

“cane“

bambino

“can”

conseguenza

„molto bene!“

adulto

“cane”

bambino

“cane”

conseguenza

„Super!!!!“ + rinforzatore concreto

 

Imitazione verbale di suoni singoli

Iniziate con i suoni che il bambino produce in modo autonomo nella vita quotidiana, in modo che abbiate la certezza che lui abbia la capacità motoria per eseguirli.

 

Imitazione verbale di combinazione di suoni

Scegliere le combinazioni composte dai suoni che il bambino sa imitare singolarmente e fare una griglia (ecco una scheda già preparata). Ad esempio “m” e “a” sono stati acquisiti, lavorare su “ma”. Quando “ma” è stato acquisito, lavorare sulla discriminazione tra “ma” e “a” e “m”. Lavorare poi su “am”.

 

Imitazione verbale di parole e frasi

Bisogna tener presente che le regole per imparare l’imitazione verbale cambiano da bambino a bambino. Fare liste di parole e di frasi utili sia per svolgere correttamente i programmi espressivi sia per i mand sotto descritti.

Il ritmo di lavoro in questo programma è molto alto, le richieste sono quindi in rapida successione e le opportunità di esercitarsi sono numerose.

Mand: richieste verbali / apprendimento incidentale 


Questo programma ha lo scopo di insegnare sfruttando l’iniziativa del bambino. In molti casi, non sarà necessario utilizzare un rinforzatore oggettuale ogni volta che il bambino farà una richiesta corretta, perché l’ottenere l’oggetto richiesto è il rinforzo.

Risposta target: il bambino richiede verbalmente di sua spontanea iniziativa nelle situazioni naturali. È molto importante tenere ben presente il livello di produzione verbale raggiunto dal bambino al fine di evitare di fare richieste troppo complesse e di conseguenza frustranti. Inoltre, tenere presente anche il livello raggiunto nell’ambito del programma di imitazione verbale.

Materiale: biscotti, bibite, giocattoli, attività che piacciono al bambino.

Procedura di insegnamento: le componenti dell’insegnamento attraverso l’iniziativa sono:

  1. Il bambino mostra interesse per un oggetto o un’attività e mostra di volerlo

  2. L’adulto aspetta una richiesta verbale (non fare alcuna domanda prima che il bambino inizi un’azione verso quell’oggetto)

  3. Il bambino fa la richiesta o l’adulto lo aiuta a farla dandogli un modello verbale da imitare

  4. L’adulto dà al bambino l’oggetto o l’attività richiesta.

 

L’insegnamento attraverso l’iniziativa del bambino deve essere fatto in questo specifico ordine. Per incoraggiare il bambino ad avere iniziative comunicative con alta frequenza, preparare l’ambiente in modo che stimoli il suo interesse e la sua iniziativa. Questo insegnamento deve focalizzarsi sugli interessi del momento del bambino (rinforzatori positivi). Il bambino può per esempio mostrare un’iniziativa attraverso il gesto di indicare, il cercare di afferrare quell’oggetto, il domandare, il portare l’adulto verso l’oggetto, l’aprire scatole, porte, il giocare con o il manipolare un determinato materiale, il fare un suono, dire una parola, fare una domanda, guardare l’adulto con uno sguardo di attesa.

Questa procedura è strutturata in modo che per il bambino sia impossibile commettere errori. L’adulto dà subito il modello della richiesta verbale corretta o aiuta il bambino a produrla (apprendimento senza errori). Se il bambino non è in grado di rispondere correttamente senza essere aiutato, aiutarlo dopo approssimativamente 5 secondi. Quindi aspettare che lui risponda correttamente, e dargli l’oggetto richiesto verso il quale aveva mostrato interesse (materiale, attività, oggetto o informazione). Questa procedura è chiamata anche mand.

 

Esempio 1:

Sd – istruzione: il bambino indica la scatola dei biscotti. L’adulto dà il prompt necessario per etichettare i biscotti attraverso il modello verbale, dicendo “dammi i biscotti”.

R – risposta: “dammi i biscotti”, quindi il bambino ottiene i biscotti.

Esempio 2:

Sd – istruzione: il bambino sta giocando con le costruzioni, l’adulto prende un blocco quadrato. L’operatore dà il prompt necessario per fare una domanda appropriata attraverso il modello verbale, dicendo “Posso avere il blocco blu?”.

R – risposta: “Posso avere il blocco blu?”, quindi il bambino ottiene il blocco blu immediatamente.

 

Generalizzazione: Queste abilità devono essere generalizzate con diverse persone, in diverse stanze, e con vari oggetti. Se ciò non succede, bisogna lavorare specificatamente sulla generalizzazione.

Come sistemare l’ambiente per stimolare l’iniziativa del bambino

  • Mettere un giocattolo preferito, una caramella o altro visibile in modo che il bambino abbia la possibilità di cercare di averlo

  • Mettere il materiale fuori dalla sua portata in modo che sia costretto a chiederlo

  • Far manipolare ad altri bambini rinforzi positivi (interazione sociale)

  • Far scattare i giochi a molla e fermarsi fino a quando il bambino non chieda di continuare

  • Introdurre giochi con molte ripetizioni. Per esempio puzzles e costruzioni

  • Trattenere il materiale necessario per continuare e finire un’attività

  • Se il bambino è impegnato in un’attività preferita, “congelare” la situazione in modo che lui debba avere un’iniziativa comunicativa per continuare l’attività

  • L’operatore guarda un oggetto, e poi guarda con uno sguardo di attesa il bambino

  • Spostare l’oggetto o il materiale gradualmente verso il bambino

  • Introdurre nuove attività, materiali e giochi

Questi sono esempi di come aiutare un bambino a prendere iniziative comunicative.

Probabilmente voi ne avete altri. Siate creativi!

E’ molto importante lavorare contemporaneamente sullo sguardo condiviso e sostenuto durante la richiesta.

Prendere spunto dalle produzioni spontanee di il bambino per dare i modelli da imitare.

E’ buon uso compilare delle schede con la data di introduzione e di acquisizione dei singoli compiti, in cui vengano specificati anche il target verbale da raggiungere ed il miglior livello di pronuncia ed articolazione raggiunto dal bambino.

 

 

Linguaggio espressivo: tact

Il tact consiste nel commentare gli eventi che accadono. Il lavoro in questa area avviene nel contesto naturale di vita quotidiana o comunque in modo contestuale all’evento.

A differenza del mand, in cui il rinforzo è costituito dal ricevere l’oggetto richiesto, nel tact il rinforzo è unicamente di tipo secondario, ossia sociale. Infatti, la capacità di commentare un fatto porta alla condivisione con gli altri di emozioni e avvenimenti che rinforzano la relazione sociale e l’interazione.

Procedura: dare al bambino la possibilità di sperimentare in modo ripetuto ma contestuale che alcuni eventi possono essere brevemente descritti o commentati (ad esempio nel momento in cui cade qualcosa dire “è caduto!”, oppure davanti a qualcosa di positivo dire “che bello!”). In questo modo fornite a il bambino dei modelli da imitare in situazioni analoghe. Nel caso in cui il bambino commentasse spontaneamente un accadimento, rinforzarlo molto.

 

Un’altra occasione per utilizzare il tact è nel momento in cui si vuole fornire a il bambino lo strumento per descrivere il suo stato d’animo; la procedura è la stessa di quella esposta precedentemente, ossia dare un modello verbale da imitare quando il bambino manifesta una particolare emozione (ad esempio, se sorride divertito dire “sono felice!”).

La tecnica di aiuto è il modello verbale da imitare.

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione di oggetti

Se il bambino conosce già ed identifica correttamente degli oggetti, continuare ad inserire nuovi oggetti ancora non conosciuti sia nel setting strutturato sia in ambiente naturale. Lavorare inoltre sull’espansione del linguaggio parlato, facendo in modo che il bambino risponda alla richiesta “che cos’e’?” formulando una frase composta da “e’ un….”.

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione di azioni

Procedura: disporre sul tavolo 3 foto rappresentanti azioni diverse. L’adulto mostra un’azione, chiedendo “cosa faccio?”; il bambino indica (o consegna) la foto corrispondente all’azione mostrata.

 

Quando il bambino dà almeno 2-3 risposte consecutive corrette cambiando la posizione su un compito, consideratelo acquisito ed introducetene un altro.

Lavorare contemporaneamente sull’imitazione verbale per migliorare la pronuncia delle parole in cui il bambino ha difficolta’.

Il criterio di masterizzazione è: almeno 3 volte consecutive corrette cambiando la posizione degli oggetti (o etichettando correttamente un’azione).

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione delle persone

Iniziare con immagini e foto di persone appartenenti alla propria famiglia. Se il bambino conosce ed identifica già le persone appartenenti alla sua famiglia dalle fotografie, è importante inserire da un lato nuove persone (le maestre di scuola ed i bambini della sua classe, oltre che se stesso), dall’altro lavorare sulla generalizzazione alla persona reale per quelle già conosciute.

L’istruzione sarà “chi è?”, a cui il bambino dovrà rispondere dicendo il nome della persona mostrata.

I criteri di acquisizione sono gli stessi degli altri programmi dell’area espressiva.

 

 

Presa di turno

Lavorare su un gioco che il bambino conosce (ad esempio il lotto o il “Forza quattro”), in modo che debba concentrarsi non tanto sul portare a termine l’attività, quanto sul concetto di turnazione.

In principio, far passare la cartella della tombola alla persona che deve giocare, per scandire meglio il turno ed il passaggio da una persona all’altra, dicendo il nome della persona. Successivamente, lasciare la cartella al centro del tavolo, e sfumare gradualmente il dire il nome.

 

 

Pronome personale ”io”

Lavorare in ambiente naturale sull’uso del pronome “io” in tutte le occasioni in cui il bambino si rivolge a se stesso. Fare attenzione alla coniugazione verbale che segue il pronome, che deve essere la prima persona singolare.

 

 

Linguaggio espressivo: domande sociali

Avere competenze in questa area permette al bambino una migliore integrazione sociale ed un migliore esito delle interazioni con le persone.

Seguono alcuni suggerimenti di domande sociali: come ti chiami? (modellare una produzione verbale sempre piu’ accurata anche attraverso l’imitazione verbale), come stai?, quanti anni hai?, dove vivi?, come si chiama mamma?, come si chiama papa’?, cosa ti piace mangiare?, cosa ti piace bere?, etc.. La risposta di il bambino sara’ costituita inizialmente da una sola parola, per essere poi incrementata con una produzione verbale piu’ complessa.

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione di opposti

Il programma ha lo scopo di insegnare al bambino coppie di aggettivi opposti.

Il materiale sarà costituito da coppie di oggetti identici in tutto fatta eccezione della variabile su cui si lavora. Se ad esempio si lavora su alto/basso, si prenderanno due oggetti identici uno alto e l’altro basso, in cui l’unica variabile che il bambino deve elaborare sarà l’aggettivo opposto. Se il lavoro e’ gia’ stato introdotto e quindi il bambino conosce alcune coppie di opposti, inserire quelle mancanti, tenendo presente che alcune coppie devono essere introdotte prima in formato tridimensionale ed esperenziale, come ad esempio bagnato-asciutto, liscio-ruvido, freddo-caldo, pesante-leggero. Generalizzare le competenze anche con materiale bidimensionale.

 

 

Appaiamento oggetti associati 2D

Lo scopo di questo programma è la comprensione dell’associazione logica di alcuni oggetti che il bambino sperimenta nella vita quotidiana e lo sviluppo della loro funzione.

Procedura: il lavoro viene svolto con immagini piuttosto che con oggetti tridimensionali a causa della maggiore semplicità nel reperire il materiale e di lavorare su associazioni di oggetti impossibili da manipolare in formato 3D a grandezza naturale. L’istruzione è, ad esempio, “calzino va con?” e nel momento in cui il bambino dà la risposta corretta dire “scarpa sì! Bene!”. L’obbiettivo e’ far dare al bambino una risposta verbale senza l’ausilio delle immagini, che verranno utilizzate come prompt in caso di necessita’.

 

Lavorare anche sulle associazioni stanza/oggetto, animale/tana, mestiere/strumento/contesto corrispondente.

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione dei colori

Insegnare dapprima al bambino i 4 colori fondamentali. Continuare ad inserire quelli mancanti, tenendo presenti le competenze dei suoi coetanei.

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione del genere sessuale

Questo lavoro serve per discriminare a livello visivo le differenze legate al genere sessuale.

Il materiale sarà costituito da ritagli di riviste e giornali rappresentanti uomini, donne, bambini e bambine e persone anziane di entrambi i sessi. Nelle fasi iniziali lavorare sull’appaiare immagini di donne e uomini chiaramente diversi (ad esempio, donne con i capelli lunghi e truccate e uomini con la barba o i baffi) .

L’istruzione sarà “maschio” e “femmina”. Introdurre una categoria alla volta, quando sarà acquisita introdurre la seconda.

I criteri di masterizzazione e le tecniche di prompt sono gli stessi degli altri programmi di appaiamento.

Questo materiale verrà utilizzato poi per l’identificazione a livello ricettivo ed espressivo del genere sessuale; l’istruzione sara’ “e’ maschio o femmina?”.

 

 

Linguaggio ricettivo ed espressivo: identificazione dei mestieri 2D

Questo programma ha lo scopo di insegnare al bambino ad identificare i mestieri e le professioni. Il materiale sarà costituito da foto o immagini ritagliate o disegni rappresentanti i vari mestieri di una comunità.

Selezionare mestieri comuni e adeguati all’età del bambino.

 

“Cos’è sbagliato?”

Porre di fronte al bambino un’immagine in cui è rappresentato qualcosa che il bambino conosce con una caratteristica particolare fuori luogo (ad esempio una persona con una scarpa in testa) e chiedere “cos’è sbagliato?”; il bambino dovrà indicare l’oggetto fuori posto nella figura. Questo gioco siarticola in 3 fasi: 1) indicare l’oggetto sbagliato, 2) etichettarlo espressivamente, 3) correggerlo.

Gradualmente aumentare la complessità del materiale proposto, incrementando anche il numero di immagini presenti contemporaneamente sul tavolo (tra cui solo una avrà qualcosa di fuori posto).

 

 

Sequenze logiche temporali

Questo programma ha lo scopo di sviluppare la capacità di ordinare gli eventi quotidiani in sequenze temporali. Il materiale è composto da immagini 2D che rappresentano delle azioni in sequenza logica (ad esempio un bambino sporco, mentre si lava, e pulito; oppure una mela intera, con un morso, ed il torsolo). Inizialmente le sequenze saranno composte da 3 immagini. Selezionare sequenze rilevanti e concrete per il bambino.

Procedura: Disporre sul tavolo di fronte al bambino dapprima due immagini, una delle quali già disposta correttamente, e dare l’istruzione “Metti in ordine” oppure “Fai la storia”, porgendo a il bambino la seconda immagine. Una volta che le figure sono state messe in sequenza, descriverle brevemente (ad esempio “il bimbo è sporco, si lava. Bene!”indicando di mano a mano la figura che si sta descrivendo. Successivamente e’ il bambino che le descrive a livello espressivo). Premiare.

 

Una volta acquisita questa sequenza con due immagini, introdurre la terza. Può essere necessario creare una griglia con due o tre celle in cui inserire le figure, in modo da rendere più chiaro lo spazio in cui inserirle.

Tecniche di aiuto

Il prompt può essere fisico, su indicazione, di posizione (proporre le figure già nell’ordine corretto). Ricordare di sfumare al più presto ogni tipo di aiuto, al fine di rendere le risposte indipendenti.

Per il futuro

- Lavorare con sequenze via via più complesse e più lunghe.

Ascoltare e raccontare storie brevi

Utilizzare materiale interessante per il bambino, e svolgere questa attività in ambiente naturale, magari sul divano. Inizialmente le storie devono essere brevi e semplici, per aumentare il livello di difficoltà in modo graduale. Utilizzare inizialmente l’ausilio delle immagini. Fare successivamente domande per verificare la comprensione e l’attenzione posta durante l’ascolto.

Dapprima il bambino ascolta la storia, poi è lui a raccontarla, anche con l’aiuto delle immagini dei libri.

 

 

Linguaggio espressivo: identificazione della funzione degli oggetti

Lo scopo del programma è che il bambino dica, coniugando il verbo in modo corretto, qual è la funzione degli oggetti che già conosce e con cui ha a che fare quotidianamente. Il lavoro si articola in due fasi :

  • in questa fase la domanda del terapista sarà “con cosa scrivi?” à a cui il bambino risponderà ”con la penna”. In questo caso, il prompt può essere il mostrare per una frazione di secondo l’oggetto corrispondente alla risposta. Ricordare che ogni tipo di aiuto deve essere rimosso quanto prima. Passare alla fase successiva quando il bambino avrà già acquisito qualche esercizio della fase 1.

  • la domanda che il terapista farà al bambino sarà “cosa fai con la penna?” à a cui lui risponderà “scrivo”. Il prompt può essere o il modello verbale da imitare o, meglio, il mostrare l’azione corrispondente alla risposta corretta (questo tipo di aiuto, oltre che essere più movimentato e accattivante, è più astratto e fa in modo che si ripassi l’abilità acquisita di mimare un’azione).

 

Programmi per il futuro:

- identificazione espressiva della funzione delle stanze: a) “cosa fai in bagno?”à “mi lavo” , b) “dove ti lavi?” à “in bagno”

- identificazione espressiva delle parti del corpo: a) “con cosa odori?” à “con il naso”, b) “cosa fai con il naso?” à “odoro”.

 

 

Costruire torri su modello 3D e 2D

Lo scopo di questo programma è sviluppare le abilità visuo-spaziali, incrementare l’attenzione e la memoria, aumentare le capacità manipolatorie fine-motorie.

Procedura: l’istruzione è “fai la torre”; inizialmente aiutare il bambino progredendo step by step, mettendo un blocco alla volta, in modo che il bambino copi la sequenza proposta sia per quanto concerne la forma che il colore dei blocchi; usare il “fai così” come prompt nel caso in cui il bambino ne abbia bisogno. Il passo successivo è fargli imitare una torre già costruita composta dapprima da solo due pezzi, poi tre, etc., fino ad arrivare al dare al bambino un modello completo da imitare.

 

Lo scopo del programma è l’indipendenza nel portare a termine l’attività, osservando il modello tridimensionale proposto.

Selezionare oggetti da costruire di senso compiuto, in modo che poi il bambino possa giocarci in maniera funzionale.

In futuro, il modello sarà bidimensionale (una fotografia o un disegno).

 

Identificazione di persone con specifiche caratteristiche

Questo programma ha lo scopo di incrementare i tempi di attenzione e la ritenzione mestica dell’informazione, oltre che la capacità di osservare situazioni che gradualmente diventano più complesse, fino ad arrivare all’elaborazione di circostanze caotiche, come quelle che si presentano nella vita quotidiana.

Iniziare con il richiedere quale persona presente al momento della domanda (inizialmente con le foto, poi in vivo) ha:

1) un particolare oggetto: ad esempio chiedere “chi ha gli occhiali?”, a cui il bambino risponde sia indicando la persona corretta sia dicendone il nome (quando questa abilità sarà maggiormente sviluppata). È importante che il bambino conosca gli oggetti su cui si basano le richieste. Il numero di persone dovrà essere gradualmente incrementato, sia svolgendo questa attività a scuola sotto forma di gioco con gli altri compagni, sia utilizzando materiale 2D (come nel gioco da tavola “Indovina chi?”).

2) una determinata caratteristica fisica: la richiesta sarà ad esempio “chi ha i baffi?”; accertarsi che al momento dell’identificazione del colore dei capelli si utilizzino formulazioni che il bambino conosce (fargli generalizzare ed imparare che biondi e gialli si equivalgono).

3) compie una certa azione: la domanda sarà “chi salta?”, incrementando gradualmente la complessità delle richieste aggiungendo un numero sempre maggiore di informazioni.

 

Token economy (lavagna dei gettoni)

Il sistema della lavagna dei gettoni è uno strumento che ha lo scopo di procrastinare il ricevimento del premio e di rendere prevedibile per il bambino la durata delle attività prima di ricevere l’oggetto desiderato precedentemente scelto. Questo sistema dovrà essere usato solo per le abilità acquisite, non per quelle in fase di apprendimento.

Procedura: il primo step consiste nel far scegliere al bambino il premio per cui lavorerà, utilizzando una cartella carina adatta per un bambino. Una volta selezionato un premio, il bambino lo darà all’insegnante che lo terrà in serbo per il momento in cui la lavagna sarà completata. La lavagna si troverà sul tavolino di lavoro. Ad ogni risposta corretta indipendente il bambino riceverà un gettone che dovrà autonomamente attaccare sulla lavagna (su cui sarà stato preventivamente incollato del velcro bi-adesivo). Nelle prime fasi di lavoro, aiutare fisicamente il bambino a mettere il gettone nella posizione corretta, mantenendo l’ordine sinistra-destra proprio della lettura e della scrittura. Non dare il gettone per le risposte sbagliate o in cui è stato aiutato. Una volta completata, il bambino la deve consegnare all’adulto che in cambio gli consegnerà il premio scelto.

 

Iniziare con una lavagna composta da 4 gettoni, progressivamente poi il numero delle monete aumenterà, in modo che il premio sia sempre più dilazionato nel tempo, rendendo la situazione di apprendimento sempre più simile al contesto naturale.

 

Gioco indipendente e attività di svago

Avere alcune competenze in questa area permette di passare il tempo giocando , sostituendo eventuali attività di autostimolazione o comportamenti inappropriati.

E’ utile per lo sviluppo di abilità che consentono di essere più indipendenti e di usare in maniera costruttiva il tempo libero e consente inoltre un lavoro di generalizzazioni di abilità cognitive e linguistiche. Il gioco indipendente aumenta le abilità di prestare attenzione e migliora il livello di autostima .

Permette di costruire mezzi per l’interazione sociale con i coetanei e sviluppa a lungo andare interessi appropriati all’età. Migliora quindi la qualità della vita.

Introdurre, in un primo momento, l’attività di gioco nella situazione strutturata. Una volta appresa l’attività presentarla in ambiente non strutturato (ad esempio in salone o in cucina ed a scuola). E’ importante che vengano presentate attività appropriate all’età.

Osservate i coetanei per identificare cosa proporre.

Lo scopo del programma è aumentare il range di interessi del bambino, non limitatevi quindi a scegliere attività che pensate possano già interessare. Nella fase iniziale è molto importante ricorrere a molti rinforzatori quando il bambino si concentra sul gioco anche un tempo limitato. Fate in modo che aumenti gradualmente il tempo dedicato all’attività, eliminate via via i rinforzatori nel momento in cui le attività diventano di per sè rinforzanti.

Suggerimenti di aiuto

Utilizzare solo l’aiuto fisico (mai quello verbale), ponendovi dietro al bambino, come in tutti i programmi volti all’indipendenza.

  • Concatenamento retrogrado: completare il gioco ed insegnare a mettere solamente l’ultimo pezzo o a fare solamente l’ultima azione necessaria al completamento. In tal modo il bambino è in grado di raggiungere il successo con un solo gesto. Progressivamente togliere gli altri pezzi.

  • Concatenamento anterogrado: introdurre il primo pezzo di un gioco, lavorare fino a quando non è masterizzato poi introdurre gradualmente i successivi.

 

Rinforzatori

Premiare l’indipendenza, fare molti complimenti quando finisce dicendo “bravo hai messo tutti i pezzi!”

Strategia di insegnamento in generale

  • Selezionare il compito target

  • Suddividere l’attività in parti da insegnare

  • Inizialmente richiedere brevi periodi di concentrazione ed aumentare gradualmente

  • Eliminare l’aiuto e la supervisione, incoraggiando e rinforzando quando gioca in maniera appropriata.

  • Eliminare gradualmente eventuali attività che permettano comportamenti autostimolatori o inappropriati.

  • Portare al più presto l’attività imparata nella vita di tutti i giorni.

 

 

Gioco parallelo e cooperativo

Continuare ad introdurre nuovi giochi adatti ai bambini della sua eta’.

Osservate i coetanei per identificare cosa proporre.

Continuare a proporre giochi con le costruzioni in cui il bambino deve costruire qualcosa di senso compiuto, con cui potra’ giocare una volta portato a termine il montaggio. E’ possibile continuare a fornire modelli bidimensionali o tridimensionali di volta in volta piu’ complessi. Lavorare anche sui giochi a turno; creare attivita’ divertenti ed accattivanti per il bambino.

Questi programmi si svolgeranno soprattutto a scuola.

 

 

Socializzazione

Questa area verra’ sviluppata soprattutto a scuola.

E’ auspicabile che determinate attivita’ di gioco strutturate vengano svolte dapprima nel piccolo gruppo, per poi incrementare il numero di bambini che vi prendono parte. L’obbiettivo finale e’ la partecipazione attiva e continuativa alle attivita’ che vengono proposte in classe e negli altri contesti scolastici.

 

 

Disegno

Concentratevi sull’insegnare al bambino ad impugnare bene la penna o il pennarello, dandogli il prompt fisico e facendoglielo prendere in modo autonomo dal tavolo, senza metterglielo in mano. Successivamente sarà possibile anche lavorare sul farglielo anche stappare.

Questo programma si suddivide in quattro sotto-aree di lavoro:

  • Unire i trattini: introdurre linee dapprima semplici e poi sempre più complesse, tenendo sempre presenti le abilità che possiedono i bambini della sua età come parametro di riferimento. Ricordare che il tratto deve seguire l’andamento della scrittura, cioè da sinistra a destra. Aiutarlo affinché tenga il foglio con la mano sinistra.

  • Colorare: dare al bambino figure di senso compiuto, in modo che poi il risultato sia concreto e piacevole per lui. Rendere poi gradualmente più complessi i disegni. L’istruzione è “Colora”. Nelle prime fasi, disegnare immagini da colorare che non siano né troppo piccole (sarebbe difficile per lui rimanere nei margini) né troppo grandi (sarebbe un’attività troppo lunga e quindi noiosa). Si possono utilizzare sia schede prestampate con i margini colorati o un accenno di colore all’interno delle immagini raffigurate, sia disegni fatti al momento. Dal momento che il bambino conosce i colori a livello ricettivo, potete lavorare sul richiedergli dei colori specifici per portare a termine l’attività.

  • Imitazione di semplici disegni: iniziare con l’imitazione di linee semplici, verticale, orizzontale, cerchio, croce e così via, procedendo con disegni sempre più articolati; una volta che il bambino avrà imparato a disegnare figure complesse su imitazione, lavorare su disegni di senso compiuto formati inizialmente da figure che lui conosce singolarmente; un prompt è il suddividere il disegno in step, tracciando una figura o un tratto alla volta, incrementando gradualmente il numero di segni tracciati ogni volta.

  • Percorsi Frostig.

 

 

Autonomie personali

Il lavoro in questo ambito è volto al raggiungimento dell’autonomia nella gestione e nel completamento di routines quotidiane, come lo spogliarsi, il vestirsi, lavarsi le mani, etc..

In questo programma il prompt deve essere dato stando dietro al bambino, al fine di fargli sperimentare su se stesso quali sono i movimenti che deve fare. E’ importante non utilizzare alcun aiuto verbale (ad esempio “Metti in bocca la forchetta” “Ancora” “Guarda quello che fai” etc.) affinchè il bambino impari la sequenza necessaria a portare a termine una attività in modo autonomo. Il prompt verbale, e quindi il suggerimento della sequenza successiva, renderebbe il bambino dipendente da qualcuno che lo aiuti ad andare avanti; il lavoro in questo ambito serve invece a fare sì che il bambino sia indipendente.

Alcuni esempi di autonomie sono:

Svestirsi: iniziare con indumenti facili da togliere, come ad esempio i pantaloni e le scarpe senza lacci, procedendo poi con gli altri, inserendone uno alla volta fino alla completa indipendenza. Seguire le indicazioni date al paragrafo precedente riguardo ai prompt. Il bambino deve rivestirsi all’interno del bagno, prima di uscire.

Mangiare anche i pezzi di cibo con i margini irregolari: durante il workshop si e’ iniziato a lavorare in questa direzione, ed il bambino ha accettato di ingerire anche pezzi di biscotto e di patatine.

Prendere gli integratori alimentari: e’ necessario essere risoluti durante la loro somministrazione, mantenendo un atteggiamento coerente nel momento in cui gli si dice di prenderli.

Farsi lavare i capelli: se il bambino si mostra molto infastidito sara’ necessario lavorare sulla desensibilizzazione in questa area, premiandolo quando accetta di farsi bagnare la testa anche per un solo secondo in piu’ della volta precedente. Deviare la sua attenzione su altri giochi e situazioni.

 

Comportamenti problematici

Approccio funzionale:

Il punto di partenza è considerare i comportamenti problematici come una forma di comunicazione. Allo stesso modo del linguaggio parlato, possono avere delle conseguenze ed essere da esse mantenuti.

Ci sono diversi modi di categorizzare queste conseguenze. Seguono alcuni suggerimenti:

  • Attenzione sociale: alcuni comportamenti problematici vengono messi in atto perché una persona ha sperimentato che ottiene molta attenzione sociale quando li fa. Per attenzione sociale si intende lo sguardo delle persone, le risate, i commenti, etc.. L’attenzione sociale può anche essere mantenuta dal fatto che le persone sgridino chi attua quei comportamenti inadeguati. Ciò che si considera divertente è individualizzato e personale. Alcune persone trovano divertente il fatto che altre persone gridino, o per lo meno è meglio questo che non avere affatto attenzione ed essere ignorati.

  • Conseguenze materiali (ottenere qualcosa che si desidera): il migliore esempio di ciò è il bambino piccolo che dà i calci o picchia la mamma nel supermercato, perché pensa che questo sia un metodo efficace per avere un gelato. I bambini piccoli spesso usano questo approccio per prendere i giochi dagli altri bambini.

  • Evitamento: in questa situazione c’è un aspetto negativo che la persona vuole evitare o da cui vuole tirarsi indietro. Può essere ad esempio la mamma che gli chiede di andare a letto. Calciare e urlare sono un modo di cercare di evitare la situazione negativa dell’andare a dormire, per stare in piedi più a lungo.

  • Stimolazione sensoriale: alcune persone mettono in atto dei comportamenti problematici rivolti verso se stessi, perché danno loro una stimolazione sensoriale per loro positiva.

Un punto importante è che lo stesso comportamento può avere funzioni diverse. La ragione per cui è importante avere un’idea circa la funzione, è che ciò si ripercuote su cosa è bene fare per estinguere quel comportamento inadeguato, e ci dà un’idea su quale altro comportamento possiamo insegnare a quella persona per comunicare.

E’ fondamentale ricordare l’importanza di avere dei buoni rinforzatori durante la terapia. Il bambino deve divertirsi quando lavora e le persone attorno a lui devono continuamente pensare e trovare nuovi e diversi rinforzatori.

Come sviluppare un programma sul cosa fare:

La cosa importante è lasciarsi guidare dall’evidenza empirica. Ciò significa che è necessario avere un’accurata rilevazione di dati, organizzati punti di valutazione ed una pianificazione dei cambiamenti che si vogliono apportare.

Definire cosa viene considerato un comportamento problematico:

In questo paragrafo descriviamo cos’è un comportamento problematico. Supponiamo che voi riteniate che è problematico che il bambino quando è iper- eccitato diventa aggresssivo. E’ difficile dire cosa ciò significhi. Dovete essere più specifici nei dettagli osservabili. Il comportamento aggressivo potrebbe essere il picchiare, dare calci, o mordere.


Raccogliere informazioni sulla frequenza e sulla funzione:

Vogliamo cambiare il comportamento. Dobbiamo quindi sapere quale era il punto di partenza. Annotate, registrate su schede di rilevazione o su un quaderno.

Registrate la situazione per un periodo facendo attenzione a:

  • Quanto spesso ha luogo il comportamento.

  • In quale situazione (quando al bambino viene fatta una richiesta (evitamento), quando viene ignorato o lasciato da solo (attenzione sociale), o quando vuole fare qualcosa che voi gli impedite di fare (raggiungere ciò che vuole)).

  • Quando accade quel comportamento

  • Con chi

  • Come reagite

Questo vi può essere di aiuto per vedere se c’è un pattern connesso al comportamento problematico ed eventualmente lavorare sul cambiare la situazione.

Esempio di scheda di rilevazione:

In quale situazione

Che cosa ha fatto

Come avete agito

Quando

Chi

Durante la terapia; gli stavo chiedendo di venire a sedersi

Urlava e correva via

L’ho aiutato a sedersi sulla sedia

Lunedì 13.30

Terapista A

Ha tirato giù la scatola dei crackers. Gli ho chiesto di metterla via

Prendeva la scatola e gridava “Voglio”

Gli ho tolto la scatola dicendogli che poteva averli per cena

Venerdì 9.00

Mamma


Cosa fare con il comportamento:

In primo luogo, dovete fare in modo che il comportamento problematico in una determinata situazione non aumenti (diventando ancora più funzionale di prima)

In secondo luogo, dovete insegnare al bambino modi alternativi per comunicare cosa desidera.

Se il comportamento ha una funzione di evitamento: la cosa logica da fare è continuare a fare la richiesta, in modo che il comportamento non aumenti. In tal caso è bene insegnare al bambino un modo alternativo appropriato per tirarsi fuori da situazioni negative.

Esempio: se il bambino dà calci perché vuole uscire dalla stanza, potete insegnargli a chiedere di uscire dalla stanza per un po’. Allo stesso tempo, potete lavorare sull’insegnargli ad aspettare.

Esempio: se vi chiede di uscire, ditegli “prima finisci questo esercizio, poi esci”. In questo modo il bambino diventerà più tollerante e motivato ad interessarsi al futuro.

 

Se il comportamento ha la funzione di attirare l’attenzione: è bene reagire alla situazione non dando attenzione, ignorando il comportamento.Llavorate sull’insegnargli un modo appropriato di richiedere l’attenzione.

Esempio: insegnategli a chiedervi di giocare con lui invece di pizzicarvi. Allo stesso tempo potete lavorare sull’insegnargli ad aspettare.

Esempio: se vi chiede di giocare, ditegli “aspetta due secondi, finisco di fare questo e poi giochiamo”.

 

Se il comportamento ha la funzione di ottenere cose materiali: è importante non dare al bambino ciò che richiede in modo non appropriato. In questo caso insegnategli a chiederle in modo appropriato. Allo stesso tempo potete lavorare sul fatto che capisca che non può ottenere tutto.

In tutte queste situazioni è importante riconoscere le volte in cui il bambino si comporta bene ed in modo appropriato.

Valutare e cambiare:

quando avete deciso cosa fare, registrate i dati sulla frequenza e sulle situazioni in cui il comportamento si verifica. Se vedete una diminuzione del comportamento problematico, significa che le scelte che avete fatto sono corrette. Se invece non vedete miglioramenti o il comportamento in esame peggiora, studiate le informazioni e i dati che avete raccolto e decidete cosa volete fare. In questo modo vi farete guidare dall’evidenza empirica dei fatti.

 

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