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Questa introduzione è stata tradotta da Federica Ressi (
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Il doc Storie Sociali è stato tradotto da Daniela A.R. Alemanno (
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Il seguente brano è tratto da un post inviato a “ME list” da Megan Sumlin (è uno pseudonimo) e viene proposto con la sua autorizzazione. Sappiamo che nostro figlio non è “normale” solo in apparenza; inoltre sappiamo per certo che gli altri lo considerano uno dei bambini più intelligenti, più empatici e più popolari della sua classe. Dopotutto, non credo sia poi così “normale” (non c’è bisogno di dirlo: siamo MOLTO fieri di lui). Ci sono molti genitori su “ME list” i cui bambini non rientrano più nei criteri del DSM (“Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”) ma che in classe sono considerati “normali con problemi”. Possono volerci anni per eliminare gli strascichi; noi abbiamo avuto la fortuna di superarli nel giro del primo anno.
La mole di giochi di ruolo e di Social Stories studiate nei minimi dettagli dagli insegnanti ci hanno permesso di sveltire e semplificare un processo che altrimenti sarebbe stato molto più lungo…
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Traduzione a cura di Daniela A.R. Alemanno (
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Jim e Megan Sumlin - STORIE SOCIALI (611 Kb)
Tutto ciò che segue è stato scritto da Megan e Jim Sumlin. Per favore notate che non vi è relazione tra questo documento, o i suoi autori, e Carol Gray e i suoi libri intitolati Storie sociali.
Introduzione
Sebbene possano esserci alcune ripetizioni tra le storie che seguono, il più delle volte ci saranno sottili differenze nelle storie con lo stesso titolo (ad esempio tutte le Storie sociali Originali 1, 2 e 3 e Approfondimenti sembrano uguali, ma ci sono differenze nella formulazione delle storie entro ogni lettera sotto cui sono poste ). Facemmo questo perché realizzammo fin dall’inizio che nostro figlio memorizzava le parole molto bene e ci avrebbe criticato se ne avessimo cambiata una, anche impercettibilmente. In questo senso sono imprevedibili e li aiuta accordare le parole e il significato che gli danno, invece di farlo NOI correttamente.
Anche se tutto ciò confonde (anche me), se hai un bambino sveglio, spero che potrai attingere da qui quando molti dei problemi “residui” che questi bimbi hanno sembrano, per lo meno dalla corrispondenza che abbiamo con i genitori, essere abbastanza universali.
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Traduzione a cura di Daniela A.R. Alemanno (
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Gruppo Originale A
1. NESSUNA RISPOSTA DAGLI ALTRI
- Mi piace parlare alla gente, SPECIALMENTE ai bambini
- A volte non rispondono quando gli parlo
- Forse non mi hanno sentito o forse non stavano facendo attenzione
- Forse erano occupati o forse non mi vogliono parlare
- Non è compito mio far sì che la gente mi risponda
- Posso dimenticarlo, forse mi parleranno dopo
2. ASPETTARE IL PROPRIO TURNO
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Traduzione a cura di Daniela A.R. Alemanno (
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Gruppo 1 A
1. NESSUNA RISPOSTA DAGLI ALTRI
- Mi piace parlare con la gente, SPECIALMENTE con gli altri bambini
- Non SEMPRE mi rispondono quando parlo loro
- Forse non stavano facendo attenzione o non mi hanno sentito
- Forse non VOLEVANO parlarmi oppure erano occupati
- NON DEVO FORZARE gli altri a rispondermi
- Posso allontanarmi e dimenticarmene ed essere felice comunque
- Sono orgoglioso di me stesso quando mi allontano
2. ASPETTARE IL PROPRIO TURNO
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Traduzione a cura di Daniela A.R. Alemanno (
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Gruppo 2 A
1. NESSUNA RISPOSTA DAGLI ALTRI
- Mi piace parlare con gli altri, SOPRATTUTTO ai bambini
- A volte non mi rispondono quando parlo loro
- Forse non mi stavano ascoltando o forse non stavano facendo attenzione
- Forse erano occupati o forse non volevano parlarmi
- Posso non pensarci, forse mi parleranno dopo
- Questo è quello che fanno gli altri bambini
2. PARLA L’ INSEGNANTE
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Traduzione a cura di Daniela A.R. Alemanno (
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Gruppo 3 A
1. SEGUIRE IL GRUPPO
- Quando i bambini della scuola ascoltano l’insegnante o una registrazione in gruppo, anche io DEVO ascoltare con attenzione
- Devo ascoltare tutte le parole che l’insegnante, o la registrazione, dice al gruppo di bambini, perché anche io sono parte del gruppo
- Devo guardare con attenzione gli altri bambini per vedere cosa fanno, così anche io farò la cosa giusta
- Le istruzioni sono sempre importanti per seguire correttamente, è per questo che faccio sempre attenzione alle istruzioni date al gruppo
2. PARLA L’INSEGNANTE
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Traduzione a cura di Daniela A.R. Alemanno (
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LISTE D’APPROFONDIMENTO
Le “Liste d’approfondimento” erano quelle che noi definivamo serie finali delle Storie Sociali che abbiamo fatto. Le abbiamo così definite perché i “temi” di queste storie portavano a vari argomenti (il ruolo del gioco – bambole/pupazzi, gioco appropriato, finzione/fantasia, etc. – eventualmente le classificheremo) e, a questo punto, il linguaggio di queste storie era parte integrante dei nostri rinvii nella vita reale. Nostro figlio ha memorizzato le prime storie, imponendo tre versioni di ognuna. Da quel momento ha anche memorizzato i loro titoli ed ha, con gioia, richiesto storie specifiche per nome. Per le storie della “Lista d’approfondimento”, potete vedere che abbiamo rimosso i titoli. I nostri terapisti hanno fatto variazioni su questi a lungo,e facilmente sono stati in grado di improvvisare, mescolare ed abbinare le varie versioni. Ora la terapia è divenuta più “naturale” ed aveva bisogno di assomigliare alla vita vera. Eravamo molto consapevoli delle cose transitorie che stavamo prendendo dal linguaggio “terapeutico” , ovvero quello che potrebbe sentire da insegnanti, compagni, etc. era tra gli ultimi passi nel trasferimento del controllo degli stimoli agli insegnanti e ai compagni (ad esempio: il linguaggio deve iniziare a combaciare). Stava a scuola senza esser controllato (e senza nessuno che a scuola avesse dimestichezza con gli autistici) alla fine dell’utilizzo delle 3 serie e durante l’utilizzo di questi “Approfondimenti”. Fu anche durante questo tempo che iniziammo a chiamare i suoi “terapisti” “babysitter”. Divenne pratico quando ripeteva costantemente i loro nomi nel mondo esterno, di cui ne divenne una parte.
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