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Jill Kuzma 004 - Le capacità di interazione e di amicizia (176 kB)
Traduzione a cura di Francesco in collaborazione con www.iocresco.it
Documento originale: http://jillkuzma.wordpress.com/friendship-interaction-skills/
Un insegnamento efficace per sviluppare le capacità necessarie per l’interazione tra i pari e per coltivare le amicizie si deve basare su un programma di apprendimento del linguaggio sociale incentrato sulle capacità di assumere la prospettiva, sulla gestione delle emozioni e sulle abilità di conversazione. Le amicizie si formano attraverso la conversazione, cercando interessi in comune con i propri coetanei (utilizzando le capacità di assumere la prospettiva), mostrando interesse nei pensieri e nelle esperienze altrui, e creando esperienze e ricordi condivisi con gli amici. Inoltre una amicizia non si evolve se il bambino non è capace di comprendere la gradualità delle emozioni e di corrispondere e gestire appropriatamente le proprie emozioni.
Insegnare la “capacità di fare amicizia” è assai più complesso che insegnare solo interazioni COMPORTAMENTALI come la condivisione, il rispettare i turni, mostrare sportività, giocare appropriatamente, etc. Sebbene molti approcci siano basati sulle capacità comportamentali,
il concentrarsi su questi aspetti non porta a buoni risultati a lungo termine. È importantissimo utilizzare anche attività che sviluppino capacità COGNITIVE SOCIALI, e non solo comportamentali. Le capacità cognitive sociali insegnano allo studente la ragione sottostante che spiega perché i comportamenti sociali siano così importanti tra le persone. Serve a mettere le fondamenta per comprendere che le persone quando interagiscono stanno sempre pensando a chi si ha di fronte. Michelle Garcia Winner, SLP, da noi spesso nominata, è la pioniera della comprensione e della ricerca sulle capacità cognitive sociali. Il titolo del suo libro, “Pensare a te, pensare a me” sintetizza la nozione della Cognizione Sociale, e descrive la base dell’interazione sociale e dello sviluppo delle relazioni.
L’interazione sociale non è un processo statico o frammentato. L’interazione sociale è una danza lieve, reciproca, in cui, tra amici, si valuta continuamente come il proprio comportamento sia percepito dall’altro e si aggiustano i propri passi di conseguenza. Ci sono infinite “regole non scritte”, con la necessità di assumere rapidamente la prospettiva altrui e applicare continuamente un “filtro sociale” diverso a seconda dell’interlocutore. Gli studenti nello spettro autistico spesso non hanno sviluppato questo processo intuitivo di pensiero sociale che gli permette di interagire con gli altri seguendo i loro ritmi. Piuttosto, le loro conversazioni e le loro relazioni sono spesso superficiali o unidirezionali. I bambini “nello spettro” non colgono le sottili sfumature della comunicazione non verbale, non sono consapevoli delle regole sociali non scritte, ed infine sono spesso troppo concentrati sui loro fortissimi interessi e hanno difficoltà a gestire le loro intense emozioni nel momento in cui devono affrontare l’impredicibilità dei rapporti sociali. È per queste ragioni che gli sforzi volti ad aumentare le loro capacità sociali devono comprendere tutti gli aspetti della Pragmatica: la capacità di assumere la prospettiva, la consapevolezza e la gestione della comunicazione non verbale e delle emozioni, lo sviluppo della conversazione con l’accento sulle abilità cognitive sociali, il tutto insieme all’insegnamento delle capacità comportamentali per fare amicizia.
La sezione “Insegnare le Idee” nella pagina della “capacità di interazione e di amicizia” contiene molte idee da valutare e documenti PDF da scaricare e utilizzare.
© Jill D. Kuzma, Minneapolis MN, 2008. All Rights Reserved. Neither this document nor its concept may be duplicated, distributed, or re-published in any format without written permission from the author/owner.
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