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Jill Kuzma - 005 Il linguaggio ricettivo (164.14 kB)
Traduzione a cura di Francesco in collaborazione con www.iocresco.it
Documento originale: http://jillkuzma.wordpress.com/receptive-language-ideas/
Il linguaggio ricettivo si riferisce al modo in cui le persone comprendono ed elaborano il linguaggio. Al livello più semplice, le persone hanno un vocabolario di base che riescono a capire. In questo vi è inclusa una serie di concetti che la persona è in grado di comprendere come, ad esempio i concetti di spazio (“sopra”, “a fianco”, “in mezzo a..”, etc). Le altre categorie concettuali includono i concetti di grandezza, tempo, quantità e qualità. I bambini imparano continuamente il significato delle nuove parole e le organizzano a livello cerebrale in categorie. Perciò, quando un bambino impara il significato della parola “enorme”, andrà a riporre questa parola nell’”archivio mentale” delle parole che hanno a che fare con il concetto di grandezza.
Allo stesso modo, i bambini effettuano continuamente comparazioni e confronti tra parole e concetti. Ogni nuovo concetto ed ogni nuova parola vengono confrontati con la conoscenza pregressa del bambino. Ad esempio, quando un bambino apprende dell’esistenza degli aquiloni, essi vengono messi in relazione con la sua conoscenza pregressa dei giocattoli, del vento e del cielo. Il bambino elabora gli attributi dell’aquilone e lo classifica nelle categorie “cose che volano” e “giocattoli da usare all’aperto”. La terapia del linguaggio ricettivo si concentra sull’espansione del vocabolario di base del bambino aiutandolo a comparare e valutare gli attributi di un nuovo concetto allo scopo di permettergli di categorizzarlo accuratamente.
Le capacità di categorizzazione sono fondamentali per uno studente con autismo. La maggior parte dei bambini tende ad elaborare le informazioni in modo olistico, partendo dall’idea principale e poi considerandone i dettagli. C’è una predisposizione naturale, chiamata “coerenza centrale” a concentrarsi sull’idea principale. Al contrario, si ritiene che nei bambini autistici vi sia una scarsa coerenza centrale. In altre parole, i bambini autistici hanno una predisposizione per l’elaborazione dei dettagli delle informazioni, passando solo in seguito a processare l’idea principale. Processare l’idea principale è però fondamentale per categorizzare e classificare le informazioni.
Prendiamo in esame un bambino che sta imparando la storia del Titanic. Un bambino che elabora in modo olistico impara innanzitutto l’idea principale degli accadimenti: il Titanic era una famosa nave di lusso che è affondata dopo una collisione con un iceberg all’inizio del secolo scorso. Al contrario, uno studente con scarsa coerenza centrale può rimanere imbrigliato nei dettagli meno importanti o meno rilevanti, come il numero delle persone a bordo, il tempo che c’è voluto per affondare, o il nome delle persone famose a bordo. Anche se questi dettagli possono essere inclusi nella studio della storia del Titanic, essi non rappresentano le informazioni cruciali.
Ora prendiamo ad ulteriore esempio un contesto sociale: uno studente capace di elaborare in modo olistico arriva nel parco giochi per la ricreazione e prende in esame la scena che gli si presenta, categorizzando le varie attività: i giochi fissi (altalene etc), i giochi che si fanno sull’asfalto e i giochi sul prato; dopodiché si concentra sull’attività che vuole svolgere per quella giornata. Al contrario, un bambino con scarsa coerenza centrale, arrivando al parco giochi, potrebbe concentrarsi su dettagli meno significativi come il numero di bidelli presenti, una catena fuori posto di un’altalena, il numero di bambini in fila per lo scivolo, eccetera. Riassumendo, per i bambini autistici il lavoro sul linguaggio ricettivo deve concentrarsi a fondo sulla categorizzazione e sulle attività di confronto e comparazione, poiché queste attività non rappresentano la principale modalità di elaborazione per molti di questi studenti.
Le capacità relative al linguaggio ricettivo si occupano anche di come un bambino comprenda il linguaggio. Ci sono due modalità di comprensione. La prima è la comprensione letterale, che si riferisce al modo in cui venga recepita una informazione letta o ascoltata. Le domande della comprensione letterale sono quelle del tipo “chi, dove, quando”, etc. La comprensione letterale è il primo tipo di comprensione che si sviluppa, poiché le informazioni sono spesso tangibili o ben rappresentate nel discorso. I bambini con un ritardo nella comprensione del linguaggio ricettivo spesso si appigliano ad indizi visivi o figure che servono a fargli comprendere i dettagli di una storia. Via via che gli studenti affinano le loro capacità di linguaggio ricettivo, riescono a fare a meno di questi aiuti visivi. La comprensione letterale di un bambino può essere verificata facendogli domande sulla storia, chiedendo “di cosa parla la storia?”, “Chi è il protagonista?”, “Dove avviene la storia?”, “Cosa succede alla fine?”, etc. Queste domande sulla comprensione sono l’obiettivo didattico per le classi della scuola dell’infanzia.
C’è poi la comprensione inferenziale, che è invece una forma più sofisticata di comprensione, perché l’informazione non viene esplicitata. Piuttosto, il bambino deve pensare al racconto e estrapolare delle valutazioni per poter rispondere alle domande. La “risposta” a queste domande non è esplicitata, ma viene formulata esplicitamente. Il bambino deve unire la sua conoscenza e la sua esperienza ai dettagli che gli sono stati raccontati per poter rispondere. Le domande relative alla comprensione inferenziale iniziano con “perché, cosa succede se, come, pensi che”, etc. Ad esempio, dopo aver raccontato la storia di Cappuccetto Rosso, una domanda inferenziale potrebbe essere “come ha fatto Cappuccetto Rosso ad accorgersi che il Lupo Cattivo ha preso il posto della Nonna?”. Oppure, relativamente al racconto di Cenerentola, “Cosa sarebbe successo se la scarpetta di Cenerentola si fosse rotta sugli scalini del castello?”.
La comprensione inferenziale può essere suddivisa in ulteriori categorie. Tra le inferenze che si possono fare ci sono, tra le altre: problema-soluzione, causa-effetto, indicatori temporali, indicatori contestuali, emozioni e intenzioni dei personaggi, la finalità dell’autore, etc. Gli studenti potrebbero essere più capaci in certi tipi di inferenza piuttosto che in altri. Questo tipo di comprensione è l’obiettivo didattico per i bambini dai 6 agli 8 anni e continua anche fino a dopo le scuole elementari.
Molti studenti con problemi nel Pensiero Sociale potrebbero mostrare difficoltà nella comprensione inferenziale, soprattutto nei testi che parlano della profondità dei personaggi e del loro cambiamento. Alcuni studenti potrebbero essere in grado di fare molte deduzioni ed inferenze con testi non immaginari o scientifici. Questa modalità di generare deduzioni è più lineare e scientifica, mentre l’inferenza su discorsi di fantasia o di dinamiche interpersonali è più basata sull’emotività e sull’interpretazione soggettiva. Quando si affrontano i deficit nel linguaggio ricettivo, è importante svolgere una approfondita valutazione della comprensione inferenziale in contesti diversi, tra cui il ragionamento logico e deduttivo, l’analisi di semplici scenari sociali, ma anche scenari inferenziali più complessi che comprendono cambiamenti nei personaggi, fattori emotivi di motivazione, o l’estrazione della morale di una storia. Gli studenti meno giovani con problemi nel Pensiero Sociale potrebbero avere difficoltà più evidenti in questo tipo di comprensione.
La gran parte delle informazioni sopra riportate si focalizza sulle capacità relative alla comprensione e di vocabolario del Linguaggio Ricettivo. Il Linguaggio Ricettivo però include anche le abilità di una persona di processare le informazioni uditive. Il “processare” si riferisce alla ricezione delle informazioni mediante l’ascolto, la loro memorizzazione nella memoria a breve termine, lo spostamento di queste informazioni nella memoria di lavoro dove hanno luogo le attività di decodifica della grammatica e del vocabolario, ed infine la propagazione di queste informazioni alle altre aree del cervello che devono fornire una risposta a queste informazioni. Un problema con problemi nel linguaggio ricettivo potrebbe sperimentare delle difficoltà in uno qualsiasi dei passi di questo processo, come problemi nella memoria a breve termine, problemi nell’ordinamento dei suoni, uno scarso vocabolario, problemi nella decodifica grammaticale, difficoltà a trovare le parole.. tutti questi problemi possono ostacolare il corretto processamento delle informazioni uditive. Questi studenti dovranno allora lavorare per il potenziamento della memoria a breve termine, per il sequenziamento delle storie, e la decodifica di istruzioni a più passi, al fine di rafforzare il proprio Linguaggio Ricettivo.
La sezione “Insegnare le Idee” nella pagina del “Linguaggio Ricettivo” contiene molte idee da valutare e documenti PDF da scaricare e utilizzare.
© Jill D. Kuzma, Minneapolis MN, 2008. All Rights Reserved. Neither this document nor its concept may be duplicated, distributed, or re-published in any format without written permission from the author/owner.
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